Cinema News — 13 ottobre 2012

TITOLO:1997-FUGA DA NEW YORK (1997-Escape from New York)

ANNO: 1981, USA

DURATA: 100 min.

GENERE: Fantascienza

REGIA: John Carpenter

CAST: Kurt Russel, Lee Van Cleef, Donald Pleasance, Isaac Hayes, Ernest Borgnine.

TRAMA: La futura New York: l’isola di Manhattan è ridotta a un carcere di massima sicurezza, a causa della criminalità cresciuta vertiginosamente. Nei sobborghi di una città irriconoscibile regna il caos. Il presidente (Donald Pleasance) viene rapito. Jena Plissken (Kurt Russel), ergastolano e reduce di guerra, si trova davanti un’offerta allettante proposta dall’alto commissario Hauk (Lee Van Cleef): salvare il presidente in cambio della libertà.

RECENSIONE: Correva l’anno 1981 e nelle sale uscì un film che segnò un’epoca, una generazione. Tutto il cinema fantascientifico d’azione sarà influenzato dall’ennesima perla targata John Carpenter. In una New York perennemente notturna, Jena Plissken si muove in ambientazioni futuristiche e apocalittiche, accompagnate da una colonna sonora che fa rabbrividire (ad opera dello stesso Carpenter insieme ad Alan Howart). Un film politicamente esplicito: l’ideologia di Carpenter e impregnata di pessimismo: un futuro dove l’umanità è assoggettata a un presidente dittatore, despota, violento. Città ridotte a carceri di massima sicurezza e tra le strade regna una bizzarra anarchia, dove si fa avanti la negativa figura ‘rivoluzionaria’ del duca (Isaac Hayes) e dei suoi seguaci. La statua della libertà ‘decapitata’ che emerge dallo sfondo della locandina parla da sè. Carpenter condanna il genere umano, composto principalmente da menefreghisti e mercenari, da bramosi di potere e esaltati anarchici, da criminali e poliziotti repressivi. Ma qualcuno si salva: Jena Plissken, personaggio reso memorabile da un inimitabile Kurt Russell, che fa del protagonista l’antieroe per eccellenza: cinico, impassibile, menefreghista, spacciato per morto, combatte solo contro tutti e contro il destino, si oppone alle istituzioni e illude i potenti. Lui contro un mondo senza speranza, al quale ‘poter sfuggire è una follia’ (citando lo slogan pubblicitario). Lee Van Cleef che interpreta Hauk emana quella solennità tipica dei saggi, in una delle sue ultime interpretazioni. Sceneggiatura impeccabile e dialoghi da antologia. Il finale, indimenticabile e beffardo, è la perfetta punta di questo raro diamante. Concludo rifacendomi ad Alessandro Poltronieri: ‘ Magistrale creatore di scenari urbani e degradati, Carpenter mette in scena volti e battute che si stampano nella memoria con quella semplicità che appartiene solo ai classici ‘.

LA FRASE: -Ho un affare per te. Ti sarà perdonata ogni azione criminale che hai commesso negli Stati Uniti. C’è stato un incidente: circa un’ora fa un piccolo jet è precipitato nel centro di New York. C’era a bordo il Presidente.

-Presidente di che?

-Questa non è spiritosa. Tu entri là, trovi il Presidente, lo porti fuori entro 24 ore, e sei un uomo libero. Ti sto facendo un’offerta. Attendibile e onesta.

-Ci voglio pensare.

-Non c’è tempo. La risposta.

-Fate un nuovo Presidente.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 10.

 Alessandro Gionta

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