Cinema News — 13 ottobre 2012

TITOLO: The Twilight Saga: New Moon

ANNO: 2009, USA

DURATA: 130 min.

GENERE: Teen Drama

REGIA: Chris Weitz

CAST: Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Ashley Greene, Michael Sheen.

TRAMA: Bella ed Edward hanno rispettivamente diciotto e centonove anni. Ma non è la sostanziale differenza di età a separarli quanto piuttosto l’invecchiare di lei contrapposto all’eterna giovinezza di lui. E già: Edward è un vampiro e Bella un normale essere umano.Eppure, mentre lei è disposta a tutto per lui, il ragazzo nasconde la sua paura di impegnarsi dietro la scusa di voler preservare la dolce anima di lei, non esitando ad abbandonarla al primo lupo mannaro di passaggio.Consolarsi, a diciotto anni – si sa – è impossibile, soprattutto se i paraggi pullulano di disponibili Big Jim dai pettorali sempre scoperti. Il chiodo scaccia chiodo questa volta non funziona: come previsto, Bella ed Edward tornano insieme.

RECENSIONE:

Non bastano Romeo e Giulietta, non basta Ofelia, non bastano due metafore – abusatissime, tra l’altro – a restituire dignità a una trama letta e riletta, vista e rivista. Una passione impossibile, un triangolo amoroso, la svolta verso il vero ed eterno amore. Tanto banale da non meritare neanche due parole, non si capisce come una storia del genere possa ancora attrarre orde di ragazzine. Quando quintali di cerone, un pettorale nudo e un melenso “ti amo” riescono a far versare quella lacrima, è il momento di riflettere sulle fasi della storia umana, è il momento di rendersi conto che l’umanità è ben lontana dal vedere il termine del proprio periodo trash.

È stupefacente come, all’alba del terzo millennio – e con un presunta rivoluzione di genere ormai alle spalle – una storia come questa possa rappresentare l’ideale amoroso di cotanta gioventù. L’amore tra un pallido vampiro e una giovane umana: è questo che si sogna nel XXI secolo? Oppure si sogna di essere il piccolo, delicato angelo del focolare che impazzisce in assenza del suo uomo-guida? Ecco allora che è il maschilismo di inizio Novecento ad essere il vero protagonista del film, come lo era stato di tanta letteratura rosa. Da questa constatazione tutt’altro che felice, qualcuno riesce, per fortuna, a trarre vantaggio. Si tratta degli antropologi, per i quali il successo della pellicola rimane una gioia immensa. Viaggiare continuamente alla ricerca di società primitive può diventare, col tempo, una gran noia. La loro società da studiare, una società machista in cui le donne rimangono abbagliate dalla dimostrazione della loro fragilità, questi scienziati dell’essere umano l’hanno trovata qui.

E se è considerato troppo snob indagare su cosa spinga uno spettatore a guardare adorante un film di questo tipo, è invece lecito interrogarsi su quali siano le motivazioni profonde di New Moon. Be’, non ce ne sono. La produzione segue la bramosia di consumo di immagini stereotipate tipica del nostro tempo ancor più che di quelli precedenti. Il suo scopo è semplicemente quello di totalizzare incassi record, anche evitando di retribuire quelle purpuree quanto italianissime comparse nella piazza di Volterra, che poi è Montepulciano.

Adattamento di un romanzo di cui si può ricordare il nome dell’autrice tanto quanto si può ricordare quello dell’autrice di “Intrigo milionario”, di New Moon è difficile dire altro: ha spopolato alla XIX edizione degli MTV Movie Awards, forse perché il pubblico che lo ha votato sul sito web della celebre emittente televisiva è lo stesso che, ai quattro angoli del mondo, non riesce a staccare il naso dallo schermo durante la messa in onda del Grande Fratello. Illazioni? Non la pensa così la giuria dei Razzie Awards che ha riservato al sequel di Twilight ben quattro nomination, salvo poi non ritenerlo degno neanche del titolo di “peggiore”.

È uno e uno soltanto l’onore/disonore che è possibile attribuire a questa storia a più episodi: quello di aver portato alla ribalta la figura del vampiro di cui il mondo non riesce tuttora a liberarsi. Che grande sconfitta per Neil Jordan e Anne Rice!

LA FRASE: Se il problema è la mia anima, io non la voglio senza di te, te la puoi prendere!

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 2

Paola Paniccia

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