Titolo originale:  A Quiet Passion

Regia: Terence Davies
Soggetto e sceneggiatura: Terence Davies
Montaggio: Pia Di Ciaula
Musiche: Ian Neil
Cast: Cynthia Nixon, Jennifer Ehle, Keith Carradine, Duncan Duff

Produzione: Hurricane Films

Nazionalità: Regno Unito

Anno: 2016
Durata: 126 minuti

 

 A quiet passion è il biopic su Emily Dickinson, una delle figure letterarie più misteriose. Ad affascinare non sono solo le sue poesie ma anche la sua esistenza, scarna di eventi ma intensa nella sua interiorità.

Un film che nella prima metà appare riuscito ma che successivamente perde lucentezza, come se il declino narrativo coincidesse con quello fisico e creativo della poeta.

Quella che infatti ci viene raccontata fin dall’incipit, è una donna anticonvenzionale e appassionata che purtroppo viene spenta dal moralismo della società americana ottocentesca. Un’artista costretta ad accartocciarsi sempre più in sé stessa e nella sua poesia fino a diventarne prigioniera.

 

Ciò che invece non viene mostrata è la passione, per nulla quiet, che Emily Dickinson nutriva per Susan Gilbert, l’amica divenuta poi cognata. Se nel film infatti viene ritratto un affettuoso legame di sorellanza, nella realtà (da quello che si evince dalle lettere ritrovate) si sospetta un rapporto ben più intimo e tormentato. Emily definiva Susan la sua musa, la sua Beatrice e purtroppo non ci è dato sapere quali fossero i sentimenti di quest’ultima, dal momento che tutte le lettere che ha scritto sono state bruciate dopo la morte della poeta.

A quiet passion utilizza una struttura narrativa classica, frammentata da inserti poetici recitati ma anche ricreati attraverso la manipolazione della durata temporale dell’inquadratura.

L’assemblaggio del cast lascia qualche perplessità, soprattutto anagrafiche. Per interpretare l’adolescente Emily Dickinson è stata scelta la trentenne Emma Bell che invece viene sostituita dalla cinquantenne Cynthia Nixon per impersonare la poeta nei suoi trent’anni. Piccole discrepanze che ad un occhio più attento tolgono l’illusione di verosimiglianza.

Il film, a parte questi limiti, ha il merito di colmare il vuoto cinematografico nei confronti di una straordinaria figura letteraria che ha ispirato molti artisti (e non solo) e  ha avuto la sua anteprima italiana al Torinofilmfestival 2016.

 

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