Archivio film Cinema News — 11 gennaio 2014

Titolo:  American Hustle – L’apparenza Inganna
Regia:  David O. Russel
Soggetto: David O. Russel
Sceneggiatura: David O. Russel, Eric Warren Singer
Cast: Christian Bale, Bradley Cooper, Amy Adams, Jennifer Lawrence, Jeremy Renner, Robert De Niro, 0Michael Pena, jack Huston, Loius C.K., Shea Whingham, Alessandro Nivola, Elisabeth Rohm, Paul Herman, Colleen Camp
Fotografia: Linus Sandgren
Montaggio: Jay Cassidy, Crispin Struthers, Alan Baumgarten
Scenografia: Judy Becker
Costumi: Michael Wilkinson
Musiche: Danny Elfman
Produzione: Atlas Entertainment Annapurna Pictures
Distribuzione:  Eagle Pictures
Origine: USA
Anno:  2013
Durata:  138 min
Il film è ambientato negli sfavillanti anni 70, nei quali un semplice ragazzo di nome Irving Rosenfield si reinventa truffatore finanziario di grosso calibro, per potersi permettere una vita al di sopra di quella che gli aveva offerto suo padre. I suoi affari spiccheranno il volo, però, solo quando la sua amante Sydney Prosser comincerà a lavorare con lui.
Sembra che tutto fili liscio, fino a quando l’agente federale Richi DiMaso li incastra obbligandoli a lavorare per lo stato.
Così facendo, grazie all’aiuto della coppia di truffatori, il federal bereau potrà mettere in catene una serie di politici e mafiosi corrotti, tra cui anche Carmine Polito, il sindaco della città di Camden, in New Jersey.
Il film si basa su fatti realmente accaduti alla fine degli anni 70, quando l’FBI aprì un’inchiesta sulla corruzione nel Congresso degli Stati Uniti d’America.
Il film, come sempre in quelli di O. Russel, ruota attorno alle interazioni umane. Ancora una volta, il gruppo di attori scelti dal regista lavora bene sulla scena, rendendo intriganti e profondi i personaggi che costellano la trama. Christian Bale e Amy Adams meritano una menzione particolare, l’uno per la sua bravura nel far comprendere allo spettatore, semplicemente con le sue espressioni, lo stato emotivo e le difficoltà del carattere, l’altra per l’incredibile carica erotica che riesce a trasmettere attraverso lo schermo.
Gli attori sono, inoltre, aiutati dai loro costumi davvero eccentrici e dalle capigliature pacchiane che servono alla scena per identificare meglio i personaggi e la loro indole, avvicinandoli così al pubblico.
Le musiche vivaci e tipiche di quell’epoca si uniscono bene a scene ben costruite, magari anche con l’uso (solo qualche volta) del rallentatore e di qualche altro espediente cinematografico.
Il vero fulcro del film è, però, la continua ricerca dei personaggi di una vita che non gli appartiene e di muoversi quindi in una menzogna. I personaggi tendono, infatti, a ricercare uno stile di vita e dei modi di fare non consoni alla loro indole, manipolando, così, non solo gli altri, ma anche se stessi. Ciò porterà alla continua rottura nei rapporti tra i protagonisti.
D’altronde, come dice il protagonista Irving Rosenfield: “L’arte di sopravvivere è un’avventura che non finisce mai”, spiegando così, il suo costante bisogno di reinventarsi e di mentire anche alle persone più care. Sarà forse per questo, che la moglie di Irving, Rosalyn Rosenfield (alias Jennifer Lawrence), viene vista come una mina vagante. Perché è il personaggio che non sta al gioco, che viene esclusa dagli intrecci e a cui non piace cambiare mai.

Il film è da non perdere, non solo per la trama e le truffe ben congeniate, ma anche per la bravura degli attori, che come sappiamo sono ormai parte fondamentale dei film di David O. Russel.

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