Cinema News — 29 gennaio 2013

TITOLO: American Life

ANNO: 2009
DURATA: 98 minuti
GENERE: Commedia romantica
REGIA: Sam Mendes
CAST: John Krasinski, Maya Rudolph, Carmen Ejogo, Catherine O’Hara, Maggie Gyllenhaal

Alcuni film sono come dei fiori alpini, in pochi hanno la fortuna di vederli e goderne. Uno di questi è sicuramente American Life di Sam Mendes. Il titolo originale è Away we go, che a mio parere è molto più calzante per il film stesso ma, come sempre, noi italiani dobbiamo stravolgere i titoli, con traduzioni o rivisitazioni improbabili. In questo caso si passa da un titolo inglese, ad un altro titolo in inglese (?).

Sorvolando su questo piccolo dettaglio, il film è diretto da Sam Mendes, regista del pluripremiato American Beauty. Mendes si mette in gioco con questa sceneggiatura, firmata dal duo Dave Eggers-Vendela Vida, completamente diversa dal lavoro precedente in moltissimi aspetti. American Life è quella che potrebbe essere definita una commedia romantica in una recensione superficiale, io azzardo chiamandola una commedia drammatica, perché sa strappare un sorriso ma propone anche temi sociali molto importanti.

Burt e Verona sono due trentenni, innamorati e felici della loro storia, semplice ma autentica. Finché Verona un giorno scopre di essere incinta. La notizia spiazza la giovane coppia che finora non aveva mai pensato ad avere bambini, soprattutto a causa della loro situazione lavorativa in bilico. Entrambi sono infatti sfruttati e mal pagati e la prospettiva di diventare presto in tre li destabilizza. I nonni materni sono morti e quelli paterni annunciano la loro partenza per un viaggio di due anni, proprio nel momento del bisogno. Anche se di qualche anno fa, credo che questa pellicola sia molto attuale e che rispecchi moltissime realtà italiane e non.

Saremo dei bravi genitori? Qual è il luogo ideale per crescere il nostro bambino? Queste le domande che ossessionano i giovani ragazzi che, in un impeto di entusiasmo, decidono di far visita ai loro amici più cari, per farsi un’idea di come dovrebbe essere un nucleo familiare e per farsi consigliare. Inizia dunque un viaggio, formativo per i due, tra gli Stati Uniti ed il Canada, che li vedrà protagonisti di una crescita sia individuale che come coppia.

La serie di incontri che i due avevano scrupolosamente programmato si rivela una mostra di orrori familiari, uno dopo l’altro. Si va da genitori che maltrattano verbalmente i figli, senza neanche rendersene conto, a coppie che vivono seguendo sgangherate mode new age. Quando i due arrivano in casa di quest’ultima famiglia, portano come regalo un passeggino, e la madre, interpretata da una grintosa Maggie Gyllenhaal, rifiuta categoricamente dichiarando di amare i suoi figli e di non volerli spingere lontano da lei. I due sempre più turbati proseguono il loro viaggio scontrandosi con le situazioni più disparate: carriere che oscurano i bisogni dei figli e coppie che ne adottano come se stessero comprando pesci rossi.

Una tragicomica attraverso le decine di famiglie del duemila, che ci dimostra quanto il concetto stesso di famiglia sia relativo. Attraverso questo viaggio Burt e Verona prendono consapevolezza di se stessi, di quanto la loro semplice realtà sia una piccola isola felice in un mare di divorzi, maltrattamenti e lacrime. Quello che ai nostri occhi appare insicuro ed instabile in realtà potrebbe essere un dono.

L’epilogo della vicenda non poteva essere più dolce e malinconico al tempo stesso. Sarà il luogo dove Verona è cresciuta, la casa della sua famiglia, ora disabitata e in pessime condizioni, il loro nido d’amore. Costruita sulla riva di un lago, con un ampio giardino, è accogliente e perfetta per crescere un figlio. Ma la felicità non è di certo il luogo a crearla, sono le persone, gli affetti, i principi morali, è l’amore. Un figlio nella maggior parte dei casi è una benedizione, ed è un evento talmente straordinario che fa venir voglia di essere migliori, di poter offrire al nascituro un ambiente ed una vita impeccabile. Non sempre questo è possibile, eppure la buona volontà e l’amore incondizionato che solo un genitore può conoscere spesso riesce a fare piccoli miracoli.

Questo di Mendes è davvero un piccolo bijuox che vale assolutamente la pena di gustarsi, e nel quale non è poi così difficile rispecchiarsi..

FRASE: “I bambini resistono. Sono predisposti geneticamente. Sono già fottuti usciti dalla pancia, avranno un cellulare, se la caveranno!”

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 7

 

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