Cinema News — 10 gennaio 2013

TITOLO: Anonymous

 

ANNO: 2011 , Regno Unito, Germania

 

DURATA: 130 min

 

GENERE: Drammatico

 

REGIA: Roland Emmerich

 

CAST: Rhys Ifans, Vanessa Redgrave, Rafe Spall, Sebastian Armesto, David Thewlis, Edward Hogg, Xavier Samuel, Sam Reid

Sullo sfondo dell’Inghilterra elisabettiana del XVI secolo viene ricostruita la storia del diciassettesimo conte di Oxford, Edward de Vere (Rhys Ifans) che, rimasto orfano sin da bambino, viene cresciuto presso la casa del consigliere della regina, William Cecil (David Thewlis) in un clima puritano il quale non ammetteva lo sfogo delle passioni letterarie e teatrali del giovane de Vere che, una volta cresciuto, avrà una sorta di storia passionale con la monarca da cui nascerà Henry Wriothesly, terzo conte di Southampton (Xavier Samuel).

Nel frattempo sono narrate le vicende e le cospirazioni tra la famiglia reale e la famiglia Cecil per quanto riguarda il successore di Elisabetta I (Vanessa Redgrave) che coinvolgono anche Henry e Robert Devereux, conte di Essex (Sam Reid) ,inviati in Irlanda per sedare una ribellione.

I componimenti del conte de Vere non potevano essere pubblicati poiché era ritenuto deplorevole, da parte di un aristocratico, l’interesse verso il teatro e la poesia. Così Edward trova il modo di far fruire le sue opere attribuendole ad un giovane scrittore, Ben Jonson (Sebastian Armesto), il quale tuttavia rifiuta permettendo all’attore William Shakespeare (Rafe Spall), quasi analfabeta, di appropriarsene.

Il successo delle opere è immediato e straordinario e genera sentimenti di rabbia e rancore tra gli altri drammaturghi e commediografi, incluso Jonson.

 

Anonymous è un film che dà adito alle teorie sostenute dal suo regista, Roland Emmerich, fautore della tesi secondo la quale le opere firmate William Shakespeare siano state in realtà scritte da un altro autore per via del linguaggio troppo colto e raffinato per un borghese di quei tempi.

Controversie a parte, il film ricostruisce bene il contesto del teatro elisabettiano cinquecentesco e le vicende storiche di quegli anni che coinvolgono Elisabetta I e la famiglia del suo consigliere, se non fosse per il fatto che Shakespeare è rappresentato come uno squallido attore ubriacone da quattro soldi interessato solo al profitto e ai piaceri della vita e la regina è dipinta quasi come un’isterica che va generando figli illegittimi a destra e a manca.

Il progetto di Emmerich è stato forse troppo avventato data la complessità della teoria da lui proposta a cui si aggiunge la difficoltà dello spettatore nello stare dietro la serie di eventi e di flashback che caratterizzano il film fin dalle prime scene.

Non si può negare, comunque, la bravura del cast e un’adeguata ricostruzione scenica della Londra elisabettiana e del Globe in particolare.

Ma Emmerich non vuole convincere nessuno in nessun modo: nel finale ognuno può credere o meno alla reale esistenza del più grande poeta inglese di tutti i tempi.

 

FRASE:

Tutta l’arte è politica Jonson, altrimenti non sarebbe altro che decorazione, e tutti gli artisti hanno qualcosa da dire altrimenti farebbero scarpe” (il conte di Oxford, Edward de Vere)

 

VOTO: 6,5

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.