Archivio film Cinema News — 23 Gen 2015

Titolo originale: John Wick
Regia: Chad Stahelski e David Leitch
Sceneggiatura: Derek Kolstad
Fotografia: Jonathan Sela
Montaggio: Elisabeth Ronalds
Cast: Keanu Reeves, Willem Dafoe, Michael Nyqvist, Ian McShane, Alfie Allen, Adrianne Palicki
Produzione: Basil Iwanyk, David Leich, Eva Longoria, Michael Witherill
Nazionalità: Americana
Distribuzione: M2 Pictures
Anno: 2014
Durata: 100 min

Quello che porta Chad Stahelski alla regia di “John Wick” è la sua ultra ventennale attività di stunt man in una miriade di film d’azione che spesso hanno avuto l’attore e amico Keanu Reeves come elemento comune. Cominciando la sua carriera come stunt dello stesso Reeves in “Point Break”, Stahelski ha poi controfigurato l’attore nella trilogia di “Matrix”, “The Gift” e “Man of Tai Chi”. Questa carriera, oltre alla collaborazione a molti titoli celebri in veste di regista della seconda unità, hanno fatto sì che il primo film da regista di Stahelski fosse proprio un action e avesse nel ruolo di protagonista il suo alter-ego Keanu Reeves. Ma Stahelski il suo film d’esordio non l’ha firmato da solo, ma in collaborazione con il socio David Leitch, con il quale ha fondato la 87Eleven, una delle più celebri società di stunts di Hollywood.
Da queste premesse, che di certo non sono sinonimo di qualità, nasce “John Wick”, da molti pubblicizzato come il ritorno al cinema action dell’attore di “Matrix”, dimenticando che Reeves lo scorso anno era protagonista del poco riuscito “47 Ronin” e attore nonché regista di “Man of Tai Chi”. Parliamo comunque di un grande film d’azione che incarna tutte le caratteristiche che dovrebbe avere un degno esponente di questo genere.
Innanzitutto “John Wick” si fa forte della trama minimale e poco originale per concentrarsi su un susseguirsi adrenalinico di ottima azione senza tediare lo spettatore con inutili intrighi nella storia che, spesso e volentieri, nel cinema d’azione servono solo a rallentare il ritmo e fare da noioso intervallo tra una sparatoria e l’altra. In “John Wick”, invece, si va diritti al punto con un uomo disilluso e distrutto per la prematura perdita della moglie, stroncata da una malattia, che ritrova la forza di andare avanti grazie a un regalo lasciatole proprio dalla donna: un cucciolo di beagle. Quando un gruppo di criminali appartenenti alla mafia russa si introducono per capriccio dell’abitazione di John, uccidendogli la cagnolina e rubandogli la macchina, l’uomo va su tutte le furie e getta la maschera, rivelandosi un temutissimo killer a pagamento che la stessa mafia russa ben conosce. Sarà una carneficina!
Incastrandosi nella migliore tradizione del moderno cinema di vendetta, con qualche eco dalla saga franco-americana “Taken”, “John Wick” punta tutto sul tenace protagonista ricordandoci quanto Reeves sia un volto da cinema adattissimo a questo tipo di film. Forse non è un caso se il personaggio protagonista sembra legarsi all’attore nel suo processo di re-inserimento nel mondo professionale di cui faceva parte, ma se Reeves è un iconico riferimento per lo spettatore che qui si fa mattatore, non vanno sottovalutati i comprimari dell’attore, soprattutto i villains, ovvero il Michael Nyqvist di “Uomini che odiano le donne”, l’Alfie Allen di “Il trono di spade” e l’Adrianne Palicki di “G.I. Joe – La vendetta”. Piccoli ruoli anche per Ian McShane e John Leguizamo, mentre una parte più corposa ma sostanzialmente inutile c’è anche per Willem Dafoe, che ormai troviamo in due film su tre, che siano prodotti indipendenti o mainstream.
Quello che colpisce in positivo di “John Wick”, oltre alla qualità altissima delle sequenze d’azione, per lo più estremamente violente, e il ritmo forsennato, è anche l’utilizzo di una sottile ironia necessaria a stemperare le lunghe sessioni di sparatorie e inseguimenti.
Se contestualizzato nel suo genere, “John Wick” è un “must see”, cinema d’azione di primissima categoria, lontano sia dalle affettuose spacconate ottantiane dei “Mercenari” che dal cinema in CGI Bay-style.

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