Cinema News — 23 luglio 2014
John “Breacher” Wharton (Arnold Schrwarzenegger) è il comandante di un’ unità di tiratori scelti della DEA, specializzata nella lotta contro i narcotrafficanti messicani. Questi ultimi hanno torturato a morte la moglie e il figlio di Wharton, che ha dunque un conto in sospeso con la criminalità. Senza contare che nel corso dell’ultima missione sono scomparsi dieci milioni di dollari per una partita di droga e qualcuno della squadra di Wharton, se li è intascati.  Dopo il rilancio avvenuto con la trilogia di The Expendables e con poliziesco rurale The Last Stand, Schwarzie  fa parte nuovamente di un gruppo di mercenari, che rappresentano però la versione sporca e ruvida di quelli fumettistici e autoironici, progettati dall’amico/rivale Sylvester Stallone.
Il lutto per la perdita dei familiari e i sospetti dei colleghi contro di lui per il denaro scomparso, appesantiscono sia il passato che il presente dell’agente e ancora una volta l’attore austriaco sceglie un regista oculatamente, affidandosi stavolta alla mdp di David Ayer.Questi ha un approccio classico e teorico (Schwarzie rivede in continuazione i video delle sevizie subite dai parenti)  verso il poliziesco sia come sceneggiatore (Training Day) che come regista (End of Watch),riconfermandosi anche qui entomologo, che esplora le dinamiche interpersonali basate sull’individualismo, cameratismo e tradimento, prima di far deflagare – è il caso di scriverlo – il climax drammaturgico. Come recitava  il titolo di un vecchio film di Don Siegel “l’inferno è per gli eroi” e Wharton  quando è solo contro tutti nella seconda parte del film, ci fa sprofondare in una bettola messicana, dove la redenzione potrà partire solo dall’abnegazione.
Voto: 9

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