Archivio film Cinema News — 17 gennaio 2017

Titolo originale: Assassin’s Creed

Regia: Justin Kurzel

Soggetto: tratto dall’omonimo videogioco della Ubisoft

Sceneggiatura: Michael Lesslie, Adam Cooper, Bill Collage

Fotografia: Adam Arkapaw

Musiche: Jed Kurzel

Montaggio: Christopher Tellefsen

Cast: Michael Fassbender, Marion Cotillard, Jeremy Irons, Brendan Gleeson, Charlotte Rampling, Michael K. Williams

Produttori: Christine Burgess-Quémard, Serge Hascoet, Jean De Rivieres, Markus Barmettler, Philip Lee

Durata: 116 minuti

Anno: 2016

Nel 1492 Aguilar De Nerha entra a far parte della Confraternita degli Assassini da sempre opposta a quella dei Templari e gli viene affidata la protezione del giovane principe di Granada. Da qui si fa un salto nel tempo e si arriva al 1986 quando Joseph Lynch, membro anch’egli della Confraternita degli Assassini, uccide sua moglie per difenderla dall’arrivo dei Templari e all’arrivo del figlio Callum lo costringe a fuggire per non uccidere anche lui raccomandandogli di “agire nell’ombra”.

Si fa un ulteriore salto temporale e si arriva ai giorni nostri. Callum ormai è un uomo e viene condannato a morte per aver ucciso un pappone. In realtà, il suo corpo vien preso in consegna dalla Dottoressa Sophia Rikkin e trasportato in Spagna. Qui gli viene spiegato del suo passato e di come il suo DNA risalga a una dinastia di assassini e che, da tale studio, egli risulta essere il diretto discendente di Aguilar De Nerha il solo a sapere dove sia nascosta la Mela dell’Eden. Quest’ultima, proprio come la mitologia insegna, è stata sin dai tempi dell’Inquisizione motivo di discordia tra i Templari dell’Inquisizione (primo fra tutti Torquemada) e la Confraternita degli Assassini poiché simbolo del libero arbitrio. Secondo la Rikkin, infatti, il ritrovamento di questa Mela risolverebbe e debellerebbe il mondo dal cancro che lo assilla dai tempi dei tempi: la Violenza mentre per i Templari essa risulta essere una minaccia simbolo del libero arbitrio.

Così, Collum viene portato più volte all’interno dell’Animus luogo dove egli viene riportato indietro nel tempo, nei giorni tristi e bui dell’Inquisizione per rivivere ciò che il suo antenato spagnolo ha compiuto e arrivare al ritrovamento della Mela. Allo stesso tempo, però, l’Animus rischia di essere chiuso a causa dei scarsi risultati ottenuti e Sophia si rende veramente conto di quanto suo padre (causa dell’assassinio di sua madre) sia più interessato alla sconfitta degli Assassini che non a quella della violenza nel mondo. Nonostante questo la donna è decisa ad andare avanti con il suo progetto. Collum decide di rientrare di sua spontanea volontà nell’Animus con l’intento di ritrovare la Mela e di sconfiggere suo padre che gli ha tolto la madre pur non avendo altra scelta. In questo nuovo tuffo nel passato, Collum/Aguilar riesce a mettersi in salvo dalle fedeli guardie di Torquemada e consegna la Mela nelle mani di Cristoforo Colombo promettendogli che l’avrebbe portata con sé nella sua tomba oggi conservata nella Cattedrale di Siviglia. Nel frattempo, però, tutti gli Assassini riuniti nella struttura di Madrid si ribellano e fuggono. Nello stesso momento Collum prende piena coscienza della sua identità di Assassini ed è deciso a fare giustizia e a portare avanti il suo Credo. Intanto, Alan Rikkin si è diretto alla tomba di Colombo recuperando la Mela presentandosi così ad una riunione della Loggia dei Templari a Londra. Qui si infiltrano gli Assassini e non può mancare Collum deciso a riprendersi la Mela. La rivolta degli Assassini non è ancora finita: “Agiamo nell’ombra per servire la luce. Siamo Assassini”.

Un film molto suggestivo quello diretto da Justin Kurzel ed ispirato all’omonimo gioco virtuale. Ed eccezionale è stato l’intuito di Michael Fassbender di produrre questo piccolo gioiello di film che, nel suo genere, occupa certamente un posto di rilievo. Va ammesso, infatti, che l’Assassin’s Creed vive solo grazie alle scene e ala sequenze che si realizzano nell’Animus quindi quelle prettamente in costume e di diretta ispirazione al gioco. Infatti, anche i protagonisti (reali e ricostruiti con il computer) si muovono esattamente come se fossero pilotati dall’esterno dando un senso di respiro corto e di suspense nelle azioni. Ancor di più è strabiliante vedere come nella fine del Quattrocento si fosse così avanti nelle tecniche del moderno Parkour. In questo film certamente risultano più d’effetto i grandiosi effetti speciali che non le interpretazioni dei protagonisti tra i quali però non vanno dimenticati l’atletico Michael Fassbender (in molte scene non ha usufruito della controfigura), la misurata Marion Cotillard, l’affascinante Templare dal viso d’angelo Jeremy Irons e Charlotte Rampling seppur le sia riservato solo il piccolo ruolo di “superiore” di Alan e Sophia Rikkin.

Insomma, un film che gli amanti del genere e degli effetti speciali non possono proprio perdere. Certamente il film non terminerà con un “game over” e da qui a poco si passerà al livello successivo. Il gioco continua.

 

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