Cinema News — 08 Gennaio 2015

Titolo originale: Big Eyes
regia: Tim Burton
sceneggiatura: Scott Alexander, Larry Karaszewski
fotografia: Bruno Delbonnel
montaggio: JC Bond
musiche: Danny Elfman
scenografia: Rich Heinrichs
costumi: Colleen Atwood
interpreti: Amy Adams, Christoph Waltz, Danny Huston, Krysten Ritter, Jason Schwartzman, Terence Stamp, Jon Polito
produzione: Silverwood Films, Electric City Entertainment, Tim Burton Productions, The Weinstein Company
distribuzione: Lucky Red
nazionalità: USA
durata: 105’

 

Da dove vengono le figurette malinconiche e delicate di Nicoletta Ceccoli e Dilka Bear, o quelle cupamente cartoonesche – che strizzando l’occhio al kitsch – di Mark Ryden? E’ impossibile non rintracciare, tra le radici del cosiddetto Pop Surrealism, la pittura di Margaret Keane, artista americana originaria del Tennesse, classe 1927. Soprattutto negli occhioni enormi e languidi delle lascive, a volte macabre bambole di Ryden si ritrovano quelli dei dipinti della Keane, dipinti che del resto sembrano avere influenzato fin dal principio certe visioni burtoniane, a cominciare dai macabri e spiritosi disegni fino agli apprezzatissimi film in stop motion, in cui il regista ha dato sfogo alla sua fantasia piacevolmente gotica e alla sua potenza visionaria.

I ritratti di bambini della Keane sanno essere dolcemente inquietanti e tristi, saturi di sentimento – seppure in modo naïve – dietro la caricatura. Così come anche molti personaggi burtoniani: quella tra il regista e la pittrice è dunque un’affinità di fondo, che va oltre quel segno formale, superficiale – gli occhi grandi – che tuttavia anche per Tim Burton è diventato una sorta di marchio di fabbrica.

L’ultimo film del regista racconta dunque l’insolita vicenda biografica di questa pittrice, che ha lasciato che un’invadente, squilibrato marito si appropriasse della paternità dei suoi dipinti, salvo poi ricorrere finalmente a una corte di giustizia per difendere le sue creazioni e il suo ruolo di artista.

Un piccolo racconto tutto intimo e familiare, arricchito dalle immagini di molta pittura, portato avanti da due ottime prove attoriali (un’ingenua, remissiva Amy Adams e un istrionico, roboante, sgradevole e subdolo Christoph Waltz). La mano di Burton – che stavolta non imprime al film le sue cromie scure e il suo usuale gusto gotico – si avverte soprattutto nell’attenta descrizione degli ambienti, e anche dei personaggi secondari. I colori pastello di quel mondo zuccheroso – tutto apparenza – che aveva rifiutato il candore autentico di Edward Mani di Forbice sono di nuovo qui, in questi anni ’50 fatti di canzonette allegre, gonne svasate, automobili dai colori improbabili, in cui però “l’arte di una donna non venderebbe” e la gente riesce a credere che dietro la pittura aggraziata e femminile di Margaret ci sia la mano pesante di un uomo gretto e tronfio come il marito Walter.

Sebbene Big Eyes non abbia la forza di certi indimenticati titoli burtoniani (il già citato Edward mani di forbice, Big Fish) o la grazia inimitabile, squisitamente dark dei suoi lavori in stop motion (La sposa cadavere, Frankenweenie) resta di certo un film ben fatto, curato, arricchito da un ottimo lavoro di descrizione degli ambienti e delle atmosfere, ben recitato, basato su una vicenda narrativa che coinvolge e appassiona. Meglio, senza dubbio, la mano leggera del Burton di questo racconto piccolo ma sviluppato con gusto, partecipazione, attenzione ai dettagli, che la fredda convenzionalità di certi grandi film (Alice in Wonderland, La fabbrica di cioccolato) che, nonostante gli sfavillanti – sicuramente meravigliosi – apparati scenografici non arrivavano mai al cuore. La vera, intima poesia di Burton sta nella capacità di leggere la realtà e la vita come fossero una fiaba, e questo lo si percepisce bene in Big Eyes, dove una vicenda a ben guardare in parte triste e dolorosa viene riletta in modo lieve, anche fantasioso, senza tuttavia perdere in profondità e senso.

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *