Archivio film Cinema L'Enfer News — 02 novembre 2016
Regia: Jean-Francois Richet
Sceneggiatura: Peter Craig, Andrea Berloff
Cast: Mel Gibson, Erin Moriarty, Diego Luna, Michael Parks, William H. Macy
Fotografia: Robert Gantz
Montaggio: Steven Rosenblum
Musiche: Sven Faulconer
Produzione: Why Not Productions, Wild Bunch
Distribuzione: SND Films
Paese d’origine : Francia
Durata:  88′
Un film teso, avvincente, adrenalinico e torvo come I suoi protagonisti (un Mel Gibson granitico in forma eccezionale al quale fa da controparte la bravissima Erin Moriarty nei panni di una giovanissima dark lady fragile ed esplosiva al contempo).
BLOOD FATHER e’ un noir moderno che confonde sistematicamente I concetti di bene e male e di vita e morte generando nello spettatore uno smarrimento ed un panico sempre piu’ crescenti. La violenza di alcune scene non e’ mai gratuita ed e’ anzi necessaria per far emergere l’irreversibile solitudine e disperazione alla quale, invariabilmente, tutti I personaggi sono condannati in un modo o nell’altro.
Il film, nella sua brevita’, si presenta come una parabola semplice ed affilata in cui e’ la presa di coscienza dei propri errori e non la redenzione il vero punto focale dell’intreccio narrativo. Le vere armi non sono le pistole, I coltelli o le bombe a mano, ma l’assenza di comunicazione (metaforizzata dall’aridita’ del paesaggio), la perdita di qualsiasi riferimento etico e morale, l’annientamento della famiglia e dell’amicizia piegate a biechi fini utilitaristici ed unici ripari ai quali si fa ricorso solo come extrema ratio, ma avvertendoli sempre estranei e pericolosi. Il film di Richet ci consegna il ritratto di un monso sempre piu’ ostile, degradato ed inospitale da risultare quasi illusorio ed all’interno del quale le strade che lo percorrono conducono invariabilmente ad un vicolo cieco facendo risultare inutile la fuga precipitosa con la quale I protagonisti tentano di sottrarsi alla loro sorte opprimente. Il finale, intelligentemente, non placa l’angoscia e non lenisce le ambasce ma ci fa orribilmente permanere in uno status di attesa e di precarieta’ snervante che puo’ nuovamente scricchiolare da un momento all’altro precipitandoci in un altro incubo.
Da recuperare al piu’ presto sperando che qualche nostrano distributore coraggioso si accolli il merito di portarlo al piu’ presto anche nei nostri cinema.

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