Archivio film Cinema News — 16 Settembre 2022

Oggi, recensiamo l’ultima e stupefacente, sì, lo è inconfutabilmente, opus di Luca Guadagnino (Suspiria), ovvero Bones and All.

Presentato in Concorso alla 79.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, premiato giustamente col Leone d’Argento per la migliore regia, giustappunto, all’appena conclusasi kermesse poc’anzi succitata, Bones and All è un ammaliante, spaventevole e al contempo incantevole, abbacinante film della durata di centotrenta minuti netti, sceneggiato da David Kajganich che ha liberamente adattato il famoso, omonimo libro di Camille DeAngelis, da noi tradotto col titolo Fino all’osso.

Horror sui generis con potenti parentesi sentimentali e intimistiche di pregiata fattura e forte lirismo mescolato a sua volta a un tagliente, spasmodico romanticismo pugnace, Bones and All trae spunto dalla matrice cannibalistica della paurosa e surreale vicenda originaria per divenire, durante la sua lunga eppur mai annoiante narrazione lineare, passionante e spiazzante e con molte scene, oltre che oniriche e passionali (perdonate il voluto gioco di parole), per l’appunto, orrifiche e, all’unisono, tanto aberranti quanto immaginifiche e stordenti, un poetico viaggio introspettivo nell’anima di due spericolati, incoscienti e coraggiosi, sbandati teenager antropofagi (incarnati dalla bellissima Taylor Russell e da un magnetico Timothée Chalamet), sì, affetti da questo “dono” particolare, figlio d’una alterità che ivi assume gli ampi connotati d’una splendida metafora esistenziale, assurgendo ad adolescenziale parabola tenera e imponendosi come un dolce e leggiadro racconto di formazione carezzevole e struggente.

Intriso di molti frames e “siparietti” allucinanti e grotteschi, perfino grandguignoleschi e ovviamente sanguinari, perfettamente bilanciati e ottimamente oscillanti fra l’horror puro (vedi il personaggio incarnato da un bravissimo, come sempre eccellente Mark Rylance) e, come detto, il sentimentalismo più toccante, giammai melenso o retorico, Bones and All, oltre a essere il primo film, in assoluto, girato da Guadagnino negli Stati Uniti, è già certamente uno dei primi grandi titoli immancabili di questa nuova stagione cinematografica.

Un meraviglioso colpo al cuore, un fenomenale film sull’amore, sull’orrore della vita, sulla poesia delle nostre anime in balia d’un incerto destino. Perennemente alla ricerca di sé in un mondo cupo, pronto a spolparti le ossa e a mangiarti vivo quando meno te l’aspetti.

I mostri, cioè gli orchi della società, perfino i nostri agghiaccianti demoni interiori più terrorizzanti, son acquattati al buio, son in ogni dove e, soltanto con la bellezza del nostro sangue vivo e romanticamente pulsante, potremmo divorarli e inghiottirli eternamente, obliandoli nella prigione catartica della dimenticanza definitiva. Solo così facendo, vi sarà nitida rinascenza e risplenderanno i giorni solari del nostro adamantino fervore ardimentoso, giammai domo.

Nel cast, in un piccolissimo ruolo, il regista David Gordon Green, Jessica Harper e Chloë Sevigny.

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