News Serie TV — 17 febbraio 2014

Una rubrica sull’unica serie alternativa italiana: Boris, La fuoriserie italiana. Una fiction nella fiction per dissacrare il nostro sistema televisivo e cinematografico. Un appuntamento settimanale che verterà sui diversi aspetti di questa metafiction: stile, personaggi, i rimandi alle fiction made in Italy e i più o meno velati riferimenti alla realtà italiana, l’umorismo e uno sguardo su Boris – Il film.

 

Boris – La fiction che parla di fiction e dell’Italia

Boris è la prima serie che possa definirsi a tutti gli effetti una “metafiction”: affronta un tema all’apparenza innocuo ma che in realtà racconta ipocrisie e contraddizioni presenti nel mondo stesso della televisione e della fiction dando anche uno spaccato per nulla rassicurante del nostro Paese. A cominciare dalle raccomandazioni: tutti gli attori de Gli occhi del cuore e la maggior parte della troupe ha una “protezione politica” o è parente di un personaggio molto importante. Per esempio Corinna, la protagonista della soap, come già accennato, è l’amante del direttore di rete, il dottor Cane al quale tutti devono sottostare anche quando dà disposizione di far modificare le battute della sceneggiatura alla “cagna” stessa qualora a lei non piacessero. In Boris 2, nella puntata Chi si salverà?, la rete invece deve fare dei tagli alla troupe perché ha bisogno di inserire nuovi “protetti” e obbliga René stesso a scegliere la persona da licenziare. In realtà ci sarebbe l’imbarazzo della scelta perché molti tutto fanno tranne che lavorare: come Itala, la segretaria di edizione che trascorre il suo tempo a bere e mangiare o Duccio, il direttore della fotografia, che non fa altro che dormire e sniffare coca. Ma tutti hanno una raccomandazione e l’impresa per René si rivelerà ardua. Alla fine la scelta cadrà su Gloria, la truccatrice, l’unica che non ha alle spalle un politico che possa salvaguardarla. René addolorato per la sua sorte le darà il numero di telefono di un politico che potrà aiutarla a trovare un lavoro. Alla fine Gloria troverà un’occupazione che non ha nulla a che vedere con la sua professione: capo del personale alla presidenza della regione Basilicata.

Le imposizioni della rete non riguardano però solo le “protezioni” ma anche lo stile della soap stessa: Duccio opta sempre per un tipo di luce “smarmellata”, completamente aperta e inguardabile perché è la rete stessa che lo vuole. Secondo quanto egli stesso dice, ai direttori della fotografia viene imposto di realizzare un’illuminazione di qualità inferiore a quella della pubblicità per evitare che il pubblico cambi canale durante gli spot. A Duccio basta solo ordinare a Biascica di “aprire tutto” e il suo lavoro è terminato.

Nell’episodio Una questione di principio è invece la Chiesa cattolica a creare pressioni e polemiche perché in una puntata de Gli occhi del cuore 1 la dottoressa Giulia acconsente ad effettuare un aborto. Ragion per cui il dottor Cane (venuto a conoscenza di tutto questo tramite i giornali), per evitare ulteriori problemi alla rete, ordina a Lopez di far cambiare la scena in questione e farla riscrivere in pochissimi giorni. In questo episodio vengono quindi messe in evidenza le ingerenze esterne che spesso obbligano chi realizza fiction o programmi televisivi a tagli e censure per scongiurare diffide o querele. Altro elemento tipico della soap è la tendenza ad inserire spesso all’interno delle puntate dei messaggi per sensibilizzare il pubblico su specifiche questioni di interesse sociale: la droga, l’aborto, malattie sessualmente trasmissibili per fare qualche esempio. Accade anche ne Gli occhi del cuore in cui viene girato un episodio che ha chiaramente l’intento di informare i telespettatori dei danni derivanti dall’uso di sostanze stupefacenti: il risultato, come sempre, avrà risvolti comici. Nella puntata in questione, Lo scalatore delle Ande, un gruppo di drogati viene guidato sulla “retta via” da Stanis (Ragazzi la droga non fa bene!) che presenta loro un ex ciclista dopato: “Ragazzi non drogatevi, ho perso la corsa della vita a causa di quella robaccia!”.

In molte fiction nostrane, nonostante il contesto generale sia serio e drammatico c’è la tendenza ad  inserire dei personaggi che hanno il compito di creare dei momenti leggeri come accade per esempio in Distretto di Polizia nel quale il comico Marco Marzocca interpreta un simpatico e imbranato poliziotto. Questo succede anche in Boris: la produzione nell’episodio A più B uguale C  dà disposizione agli sceneggiatori di scrivere per Gli occhi del cuore una sottotrama comica in modo da stemperare la tensione: in realtà la rete con questo espediente vuole alzare gli ascolti attirando un pubblico diverso dal solito. René è sempre più interdetto: “Io non capisco cosa c’è da ridere ne Gli occhi del cuore: stupri, tradimenti, uno che s’accoppia co n’altra e poi scopre essere la sorella … è tutto tranne che comico!” Per questa novità viene ingaggiato un attore molto conosciuto: Nando Martellone, che interpreterà un simpatico notaio. Questi altro non è che l’emblema di molti comici televisivi italiani, frutto di numerosi show (Zelig, Colorado Cafè), che ottengono grande successo grazie a battute volgari e a sterili tormentoni. Un umorismo trash che ha conquistato l’italiano medio fin dai tempi di Drive in, il programma più rappresentativo della tv commerciale, ideato da Antonio Ricci e andato in onda su Italia 1 dal 1983 al 1988: un insieme di sketch, monologhi e parodie di comici e cabarettisti. In Boris Martellone è infatti diventato famoso grazie a degli sketch che terminano sempre con la frase “Bucio de culo!” pronunciata a gran voce e che scatena sempre grasse risate.

In Boris 2 le cose per Martellone prenderanno una brutta piega: l’episodio L’affaire Martellone si aprirà con l’annuncio di un “mezzobusto” del Tg3 dell’arresto del comico in seguito ad un festino a base di alcol e droga nella sua abitazione, durante il quale un transessuale è entrato in overdose. Martellone viene subito rilasciato ma viene indagato per detenzione e spaccio di stupefacenti. Naturalmente, secondo le logiche televisive, il comico perde il lavoro perché ormai “scomodo” e inadatto ad un pubblico semplice e moralista come quello de Gli occhi del cuore. Martellone dovrà scontrarsi con i pregiudizi e le malelingue fuori e dentro il set e vedrà sgretolarsi in poco tempo tutto il successo che era riuscito a guadagnarsi. Chiederà aiuto a René che non potrà fare molto: la produzione ha infatti deciso di far morire il suo personaggio. Per una serie di motivi legati ai numerosi intrecci della soap però il notaio de Gli occhi del cuore non potrà essere eliminato e verrà messo in “standby” facendolo entrare in coma. Questo episodio di Boris mostra quanto sia effimero il successo, soprattutto per un personaggio come Martellone che di artistico ha ben poco e che può cadere facilmente nel dimenticatoio. È il pubblico che decide e spesso è inconsapevolmente più spietato e insensibile del Dottor Cane stesso. Quello che accade a Martellone sembra un chiaro riferimento a vicende analoghe successe nella realtà a un personaggio molto noto come Lapo Elkann (manager e imprenditore italiano) o all’ex attore di soap Paolo Calissano. Martellone, in seguito, grazie all’aiuto di Diego Lopez, riuscirà a salvarsi dall’oblio partecipando ad un reality show La casa senza bagno (grottesca parodia del Grande Fratello e de L’isola dei famosi) e uscendone vincitore. Similmente a quello che accade nella realtà in cui molti personaggi finiti nel dimenticatoio cercano di reinventarsi e ottenere nuova fama prendendo parte a squallidi reality. In Boris, successivamente, viene imposto dalla rete di dar vita ad  un nuovo personaggio che possa creare dei momenti “piccanti” e aumentare l’audience: si tratta del sexy commissario di polizia Sandra Gusperti interpretata dalla procace e volgare Karin, anche conosciuta come “le cosce” de Gli occhi del cuore. Karin parla come un vero “romano de Roma” e vede il sesso in qualsiasi situazione. Infatti riferendosi alla prevedibile storia d’amore tra il suo personaggio e il Dottor Giorgio, spiega efficacemente quali sono i gusti del pubblico: “Il pubblico deve subito sperare che ‘sti due s’ammucchiano, dal primo momento!” Ogni soap che si rispetti contiene, infatti, numerosi intrecci amorosi, tradimenti, amori contrastati e scene di passione che trainano il plot dell’intera storia, rappresentando le costanti di questo genere di fiction. Il pubblico intuisce da subito travolgenti storie d’amore riuscendo a prevederne esattamente i possibili sviluppi. Alla fine della seconda serie poi Karin e Stanis decideranno, contattando prima i loro agenti, di rivelare sui giornali la notizia di un loro flirt. Questo per guadagnarsi l’attenzione della stampa rosa e rimanere sotto i riflettori anche dopo la fine de Gli occhi del cuore. Anche nella realtà numerose storie tra “famosi” sono studiate a tavolino con l’obiettivo da parte dei  protagonisti di far parlare di sé e finire sui giornali scandalistici. Il personaggio di Karin inoltre sembra ispirato ad attrici come Manuela Arcuri, spesso protagonista di fiction Mediaset, famosa per la sua avvenenza, per la parlata romanaccia e per la sua totale inespressività.

Si fa anche riferimento alle numerose fiction Rai e Mediaset prodotte ogni anno e basate sulla vita di personaggi famosi, santi o protagonisti della cronaca nera. Si pensi alle due fiction su Padre Pio o a quella su Totò Riina intitolata Il capo dei capi. Come in Boris 2 in cui circola la voce di una fiction su Padre Frediani che l’attore psicopatico Mariano Giusti vuole assolutamente interpretare affermando che è Gesù Cristo stesso che ha scelto quella parte per lui. In Boris 3, invece, Martellone spiega con rammarico ad Alessandro di non essere stato scelto come protagonista di un film su Pietro Pacciani, Il mostro di Firenze e che al suo posto è stato preso l’attore Pierfrancesco Favino che viene sempre preferito ad altri per interpretare ruoli importanti. “’Na vorta ce stavano i ruoli pe’ l’attori adesso li fa tutti Favino!” dice rassegnato Martellone. Chiara critica della tendenza, al cinema e soprattutto in televisione, di scegliere l’attore più in voga del momento per interpretare qualsiasi ruolo – anche quelli che non gli si addicono – per attirare maggiore pubblico. Si pensi all’ “inflazionato” Beppe Fiorello per le fiction Rai .

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