News Serie TV — 24 febbraio 2014

La politica è ampiamente presente in Boris ed è capace di condizionare persino la scelta del colpevole di un tentato omicidio ne Gli occhi del cuore. Inizialmente come responsabile del tentato assassinio del malvagio conte era stato scelto Erich, il gemello cattivo del dottor Giorgio (sempre interpretato da Stanis) ma al momento di girare la puntata nella quale viene svelato l’arcano, Lopez decide di fermare le riprese. Si stanno infatti svolgendo le elezioni e la rete non vuole irritare nessuna delle parti politiche scegliendo come colpevole una persona affine a qualche movimento fin quando non si saprà chi verrà eletto. “Aspettiamo gli exit poll“, spiega Lopez a René e Arianna, “parlavano di una schiacciante vittoria politica di chi sappiamo noi  (riferendosi ad un partito di destra) ed Erich era perfetto come colpevole: gay, isterico, assassino, una checca. Ma ora i nostri sondaggi dicono che probabilmente vinceranno “gli altri”. Il gay non si tocca! Alle 13 arrivano gli exit poll: io metto in moto gli sceneggiatori, faremo una scena memorabile col colpevole definitivo!” Le elezioni alla fine finiscono in un sostanziale pareggio e viene deciso che il colpevole sia il magistrato Pardieri: “Sulla magistratura si può andare addosso tranquillamente … l’argomento è straordinariamente bipartisan!” spiega cinicamente Lopez volendo far credere che sia una materia scottante per tutte le parti politiche. È facile vedere in questa battuta un riferimento ai problemi giudiziari dell’ex premier Silvio Berlusconi e ai suoi continui attacchi alla magistratura italiana. Ma non solo. Il comportamento di Lopez e dei dirigenti di rete, in questa occasione, esprime chiaramente il timore che una scelta sbagliata e la presenza di elementi “scomodi” nella soap possa portare alla chiusura del programma e all’estromissione dai loro posti privilegiati così come è accaduto nella realtà. Si pensi all’ “Editto bulgaro” che costò tra il 2001 e il 2002 la chiusura di programmi come Satyricon di Daniele Luttazzi, Sciuscià di Michele Santoro e persino Il Fatto di Enzo Biagi. L’ “Editto bulgaro” indica una dichiarazione rilasciata da Silvio Berlusconi, all’epoca Presidente del Consiglio, nell’aprile 2002 durante una conferenza stampa a Sofia e che venne ribattezzata dal giornalista de L’Unità, Simone Collini, “diktat bulgaro”. Berlusconi in quest’occasione denunciò l’uso “criminoso” della tv pubblica da parte dei giornalisti Michele Santoro ed Enzo Biagi e dal comico Daniele Luttazzi, affermando che sarebbe stato un preciso dovere della dirigenza Rai non permettere il ripetersi di tali eventi. La dichiarazione venne immediatamente accolta dall’opposizione come un’intrusione dell’esecutivo nelle decisioni del neoeletto CdA della Rai, allo scopo di allontanare dalla televisione pubblica Biagi, Santoro e Luttazzi.

Anche la rete e Lopez in Boris risultano asserviti al potere e cercano in tutti i modi assecondarlo per restare al sicuro. La troupe de Gli occhi del cuore non è da meno. Per tutto il corso delle ultime due puntate di Boris 2 ( Il sordomuto, il senatore e gli equilibri del Paese, prima e seconda parte), in piene elezioni, ci sarà grande fermento sul set: Itala su tutti sarà intenta a distribuire volantini elettorali del politico che la raccomanda suggerendo a tutti di votarlo, soprattutto a René. Gira voce infatti che la rete voglia mandarlo via dandogli un progetto che poi non si realizzerà mai, una fiction su Machiavelli. Una buona protezione politica sarebbe l’ideale per lui. I risultati delle elezioni soddisferanno un po’ tutti, Itala, Biascica e in particolar modo lo stagista Lorenzo: suo zio infatti è stato eletto senatore e questo adesso lo renderà intoccabile e usando i suoi agganci smetterà di essere uno “schiavo”. Nella terza serie di Boris, per esempio, Lorenzo sarà intento a preparare, insieme ad Alessandro, un cortometraggio per un concorso indetto dallo zio. Lorenzo presto riceverà una chiamata e verrà a sapere che ha vinto il concorso prima ancora di aver inviato il materiale. Una chiara dimostrazione di come la politica sia capace di “comprare” e intaccare qualsiasi cosa.

Qui bisogna fare dei cambiamenti, un ricambio di attrici … ne va degli equilibri politici del Paese …” spiega Lopez a René: si tratta sicuramente di un’esagerazione ma questa affermazione dimostra come il talento e la dedizione, nello spettacolo, come in altri ambienti, contino davvero poco e si sacrifichino persone competenti.

In Boris 3 René, a corto di soldi e deluso dalla rete che rimanda in continuazione l’inizio delle riprese della fiction su Machiavelli, decide di lavorare per la concorrenza, naturalmente all’insaputa del Dottor Cane e di Lopez. Si tratta di un’emittente televisiva con sede a Cologno Monzese dotata di ingenti fondi e tecnologie avanzate. René, insieme ad Arianna e Duccio, dovrà girare la puntata pilota di una sitcom dal titolo Troppo frizzante, progetto di punta della rete. Il riferimento, non esplicito, è rivolto a Mediaset anche perché spesso si parla del proprietario dell’azienda come del “presidente degli italiani”. L’ambiente è molto accogliente e tutto lo staff è altamente professionale: René verrà affiancato dall’autore del programma; a Duccio, per la sua gioia, verrà offerta tranquillamente cocaina da una delle hostess della produzione e tutti si dimostreranno accondiscendenti ed entusiasti per la presenza del “Roberto Saviano della fiction italiana”, come verrà definito ipocritamente René. Ma anche in questo caso la qualità non sarà di certo la protagonista: infatti i personaggi di Troppo frizzante daranno vita a delle scenette di una comicità stupida e volgare di cui neanche Martellone sarebbe capace. Improponibili le loro battute e i loro tormentoni: Ciccio Sultano che non fa altro che fare pernacchie e guardare continuamente in macchina, i fratelli Locomotiva che imitano il rumore del treno, il comico Paco che ripete estenuantemente la sua “battuta” al telefono “Prooooontoooo?” improvvisando anche delle freddure inascoltabili: “Come si chiama il giapponese che legge le analisi cliniche? Mo so cos’ho!“. Il tutto accompagnato da “tristissime” risate registrate. E poi c’è Alfonso “chiavi in mano” che crede di fare satira politica semplicemente entrando in scena dicendo: “Buonasera, sono Massimo D’Alema” o il nome di qualche altro politico (di sinistra naturalmente). E proprio questo comico, durante le riprese, apprenderà di essere entrato a far parte de Il Bagaglino ottenendo l’ammirazione dei colleghi del cast.

Troppo frizzante, infatti, ricorda oltre a Drive in, anche Il Bagaglino, compagnia di varietà fondata a Roma nel 1965 da Pierfrancesco Pingitore e Mario Castellacci. Nel 1973 è stato trasmesso per la prima volta in tv un loro spettacolo, Dove sta Zazà, e dal quel momento in poi la compagnia ha cominciato ad allestire spettacoli satirici basati su imitazioni e prese in giro di personaggi famosi, in particolar modo politici: Saloon, Miconsenta, Torte in faccia, E io pago sono alcuni degli spettacoli più noti. Attori come Leo Gullotta e Oreste Lionello sono stati i protagonisti indiscussi de Il Bagaglino con i loro travestimenti e le imitazioni ruffiane, insieme alle grossolane barzellette di Martufello e Pippo Franco. Trampolino di lancio anche di “starlette” come Valeria Marini, Pamela Prati e Eva Grimaldi. Tutti gli avvenimenti degni di nota in Italia sono passati sotto la satira della compagnia: da Craxi a Tangentopoli all’ascesa di Berlusconi, al processo Andreotti. Chi non ricorda le entrate in scena degli attori travestiti da politici famosi che con un semplice ammiccamento scatenavano inspiegabilmente risate e applausi in platea? Una satira qualunquista e acquiescente con la destra: sul palcoscenico del Salone Margherita a Roma, da dove venivano trasmessi gli spettacoli, Berlusconi (quello vero) recitò la sua prima barzelletta. Seduti in prima fila si potevano osservare Lamberto Dini e Gianfranco Fini con le rispettive consorti, Gianni Letta, Casini, La Russa ma anche Rutelli e molti altri politici.

Ulteriore riferimento a Mediaset si ha quando Lopez nel decimo episodio di Boris 3, L’epifania, chiede a René di girare delle scene di Medical Dimension volutamente sbagliate da presentare al programma Sbrodolissima. L’obiettivo è creare intorno al prodotto curiosità attraverso gli errori divertenti degli attori sul set. Lopez vuole arrivare “al cuore degli italiani con queste puttanate” nonostante Medical Dimension tratti di argomenti seri e di drammi quotidiani in un ospedale pubblico. È facile capire che Sbrodolissima richiama alla mente Paperissima, programma ideato da Antonio Ricci, in onda dal 1990 prima su Italia 1 poi su Canale 5 che propone gaffe ed errori di attori di film e telefilm, oltre che fuori onda di telegiornali e video divertenti girati da persone comuni.

 

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.