Archivio film Cinema News — 18 settembre 2016

Titolo originale: Boulevard

Regia: Dito Montiel

Sceneggiatura: Douglas Soesbe

Fotografia: Chung-hoon Chung

Cast: Robin Williams, Roberto Aguire, Kathy Baker, Bob Odenkirk, Giles Matthey

Montaggio: Jake Pushinsky

Musiche: Jimmy Haun

Produzione: Camellia Entertainment Evil Media Empire

Distribuzione: Sky Italia

Nazionalità: Stati Uniti d’America

Anno: 2014

Durata: 89 minuti

Boulevard narra la storia del sessantenne impiegato di banca Nolan (Robin Williams) il quale – sposato da oltre venticinque anni con Joy (Kathy Baker) – sembra vivere una vita ordinaria e tranquilla. Ma spesso le apparenze ingannano. L’uomo, infatti, malgrado la solidità della sua posizione sociale e affettiva dentro di sé cova un profondo un malessere. Nolan è gay pur affermando di amare sua moglie che, adorandolo, ha preferito “sacrificare” la sua vita ad una finzione, ad una realtà inesistente. Ma la situazione sembra precipitare quando il protagonista di ritorno dalla clinica in cui è ricoverato suo padre conosce, rallentando con la sua auto proprio sul Boulevard, il giovane Leo (Roberto Agiure) che si guadagna da vivere prostituendosi. Tra i due nasce sin da subito una certa intesa che non sfocia nel sesso. Nolan, infatti, pare essere profondamente felice e appagato “solo” dal trascorrere del tempo assieme a Leo, da una sua telefonata, dalla possibilità di poterlo aiutare e di prendersi cura di lui.. a volte sembrando quasi più un padre che non una sorta di amante, di compagno o di innamorato. Dopo aver conosciuto questo ragazzo Nolan non è più lo stesso: è distratto, perso, perde il lavoro e trova finalmente il coraggio di confidare a suo padre la sua omosessualità che non può e non vuole più nascondere.

A questo punto il suo rapporto con Joy precipita ma non solo: anche Leo prende la sua strada, scompare all’improvviso come se avesse compiuto la sua inconsapevole “missione” ovvero quella di riportare alla vita, alla realtà e alla verità l’identità e l’integrità di un uomo che si è nascosto ed ha taciuto per troppo tempo.

Questo film diretto da Dito Montiel (che, nel 2006, ha attirato l’attenzione della critica e degli addetti ai lavori con il film tratto dal suo libro omonimo Guida per riconoscere i tuoi santi) e scritto con tanta purezza e delicatezza da Douglas Soesbe è un piccolo gioiello del Cinema dei nostri ultimi anni. Boulevard, inoltre, presentato in anteprima sia al Tribeca Film Festival il 20 aprile 2014 che al torinese Gay & Lesbian Film Festival registra l’ultima apparizione cinematografica di Robin Williams, suicidatosi l’11 agosto 2014. Guardando con attenzione le immagini e le sequenze di questo film si nota un Robin Williams profondamente diverso e non solo per il ruolo che interpreta (nonostante l’attore abbia già interpretato un ruolo gay, seppur in chiave totalmente diversa, in “Piume di struzzo” remake del nostro “Il Vizietto” con Ugo Tognazzi e Michel Serrault). Infatti, osservandolo si può quasi toccare con mano la sofferenza che quegli occhi che in tutti questi anni ci hanno sorridere, commuovere e condotti nelle sue mille avventure siano profondamenti spenti seppur ancora animati da quel guizzo di vivacità che li contraddistingue. Nel film, inoltre, ci sono due battute che Robin Williams/Nolan pronuncia e sembrano essere quasi profetiche se non emblematiche. Nella prima riferendosi alla morte della madre dice, “Moriamo tutti prima o poi ma per alcuni non sembra giusto” e, alla fine, “Una volta ho imboccato una strada… una strada che non conoscevo… La vita va così a volte: prima ho imboccato una strada, poi un’altra e adesso? Un’altra ancora…”. Sicuramente l’attore ha fatto la sua scelta, ha deciso per la “strada” sullo schermo come nella vita lasciandoci un poco orfani seppur depositari dell’inestimabile valore dei suoi tanti film e altrettanti personaggi. Certamente questo film, mai distribuito nelle sale italiane e trasmesso solo su Sky Cinema l’11 agosto 2016 per rendere omaggio alla scomparsa dell’attore, meriterebbe di esser visto, sentito e (ri)valutato come merita. Ci sono tutte le carte in regola per parlare di un buonissimo film: delicato, attento, mai patetico né scialbo ma introspettivo, talvolta ironico e dotato di quella purezza e di quell’innocenza che solo rari film, soprattutto trattando e raccontando dell’omosessualità, posseggono.

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