Archivio film Cinema News — 21 Giugno 2020

Titolo originale: Buio

REGIA: Emanuela Rossi

ATTORI: Denise TantucciValerio BinascoGaia BocciOlimpia TosattoElettra Mallaby

SCENEGGIATURA: Claudio Corbucci, Emanuela Rossi

FOTOGRAFIA: Marco Graziaplena

MONTAGGIO: Letizia Caudullo

PRODUZIONE: Courier Film, in collaborazione con Redibis Film

DISTRIBUZIONE: Courier Film, Artex Film

PAESE: Italia

ANNO: 2019

DURATA: 98 min.

“Tutto quello che so è una porta sul buio.”

Niente, come questo verso del poeta irlandese Seamus Heaney, si avvicina di più alla conoscenza che posseggono sul mondo le tre sorelle Stella, Luce e Aria, protagoniste del film d’esordio della regista Emanuela Rossi.

Tenute prigioniere nella propria casa dal padre, dopo la morte della madre, le tre sorelle vivono in una bolla fuori dal tempo e dalla realtà. E credono –perché il padre le ha convinte di questo- che il genere umano, fuori, stia affrontando un’Apocalisse che decima i viventi mostrandosi senza pietà soprattutto verso le donne: due terzi dell’umanità sono morti perché i raggi del sole sono diventati troppo potenti e possono uscire solo gli uomini, le donne non resistono. Ogni sera, dunque, il padre rientra vestito come un soldato al fronte, con tanto di maschera antigas e tuta termica, si spoglia dell’attrezzatura necessaria per affrontare “là fuori”, si lava, porta il cibo e aggiorna le figlie con racconti terrificanti su quello che accade.

All’interno della casa, le sorelle trascorrono le giornate tra esercizi ginnici, studio e la visione di filmati (“il picnic al lago”) nei quali rivedono la propria infanzia in compagnia della madre; la visione, però, avviene di nascosto dal padre che si arrabbia molto quando si accorge della disobbedienza. Talvolta il padre concede loro la “festa dell’aria”: una toccata e fuga all’aria aperta dopo aver indossato appositi caschi e occhiali protettivi.

I conflitti tra di loro, però, sono sempre più frequenti man mano che le ragazze crescono: Stella non accetta di essere la “sostituta” della madre e quando Luce ha il suo primo ciclo, temendo che le attenzioni paterne inizieranno a coinvolgere anche la sorella, affronta il genitore generando però dissapori con la stessa Luce, ignara.

Accade poi che, una sera, il padre non ritorni e così Stella, che ancora ha dei ricordi della vita com’era “prima”, si decide a uscire per trovare cibo: scoprirà una realtà che non immaginava e che le farà ricordare eventi fondamentali del passato che influiranno sul futuro dei 4 protagonisti.

Il film è suddiviso in capitoli accompagnati da un titolo e introdotti da disegni realizzati da Nicoletta Ceccoli. Il buio che dà titolo al lungometraggio e la quarantena forzata delle ragazze rappresentano la dimensione in cui certi uomini vorrebbero costringere l’altro sesso sin dalla più tenera età.

L’opera prima della regista, è una storia femminista di liberazione che vede nei tre nomi delle protagoniste il desiderio di quel “fuori”miraggio di apertura, di respiro.

Di liberazione che è libertà, appunto.

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