Archivio film Cinema News — 12 maggio 2016

Titolo originale: Captain America – Civil War
Regia: Anthony e Joe Russo
Soggetto: Joe Simon & Jack Kirby
Sceneggiatura: Christopher Markus & Stephen McFeely
Montaggio: Jeffrey Ford, Matthew Schmidt
Musiche: Henry Jackman
Cast: Chris Evans, Robert Downey Jr., Scarlett Johansson, Don Cheadle, Paul Rudd, Elizabeth Olsen, William Hurt, Frank Grillo, Daniel Bruhl, Paul Bettany, Jeremy Renner, Tom Holland, Marisa Tomei.
Produttore: Kevin Feige
Produzione: Marvel Studios, Walt Disney
Nazionalità: USA
Anno: 2016
Durata: 147 minuti

 

Un anno dopo la battaglia di Sokovia, vista nel precedente Avengers – Age of Ultron, i supereroi sono chiamati a rendere conto delle proprie azioni alle Nazioni Unite. Troppi sono stati gli incidenti internazionali, perché i governi del mondo non si imponessero per mettere un freno agli eroi mascherati.
Il problema è che metà della squadra Avengers è disposta a firmare gli Accordi di Sokovia, l’altra metà, invece, sostiene che la necessità di essere liberi di decidere con la propria volontà sia la cosa più importante per un supereroe ed un diritto irrinunciabile. Questo getterà le fondamenta per la tanto acclamata Civil War e segnerà la fine dell’amicizia tra Steve Rogers e Tony Stark.

Che dire? Mi vengono sempre affidate le recensioni di cine comics e, dopo questa, è sicuro che taccerete questo sito come filo-marvel! Non è assolutamente colpa nostra se il buon Kevin Feige continua a colpire nel segno e a lasciare una traccia indelebile nei nostri cuori di quella che è la filosofia Marvel.
Si perché Feige, direttore di produzione dei Marvel Studios, è dal 2000 che coordina i cinecomics che portano questo marchio. Il primo fu proprio X-Men, diretto da quell’altro genio di Bryan Singer (uno dei pochi che ha capito profondamente la tragedia dietro i mutanti dei fumetti e che ha saputo rendergli giustizia).
Il progetto MCU (Marvel Cinematic Universe) nasce con il primo film su Iron Man, dal quale era impossibile non rimanere colpiti dal ruolo da protagonista di Robert Downey Jr., e dal capacissimo attore/regista Jon Favreau, che si è sempre dedicato ai film per famiglie, ma che è riuscito, proprio con il primo lungometraggio sull’uomo di latta, a rendere giustizia ad uno dei personaggi più complicati del mondo fumetti.
Potevamo solo immaginare il successo interplanetario, di critica e di botteghini che avrebbe portato l’MCU ad essere un vero e proprio fenomeno nella storia del cinema. Ciò che colpisce però è che questi film, alcuni più altri meno, siano sempre stati gestiti con cognizione di causa, ricercando un abile ed azzeccato cast, e dei registi adatti alla storia. Lampante è, infatti, l’esempio di Iron Man 3, la cui trama ricordava molto un thriller in stile Jason Bourne e per il quale fu appunto scelto il regista di Arma Letale, Shane Black.

I rischi con questo Civil War erano tanti. Tantissimi. Primo fra tutti la motivazione di questa guerra tra eroi pigiamati. Un bel dilemma: lasciare ai superumani la libertà di agire come meglio credono, perché appunto sono SUPER, o mettere loro un freno e controllarli come una Task Force militare?
Dubbio amletico, tematica moderna affrontata in molte altre testate, non solo Marvel (vedi Watchmen).
Ovviamente tra i nostri Avengers, non tutti sono soldati come Captain America o come Falcon, abituati a veder soffrire la gente. Persone il cui lavoro è sempre stato limitare i danni e cercare di salvare più gente possibile. Tony Stark, invece, è un civile. “Un miliardario, playboy, filantropo” il quale si è ritrovato Iron Man, e solo dopo aver visto con i propri occhi cosa significa “guerra” ha deciso di lottare per il bene e salvare gli innocenti. Per lui però, salvare gli innocenti, non significa limitare i danni e sperare che muoia meno gente possibile. Tony ha un sogno, e cioè non essere più il corresponsabili di tragedie come quella di New York (nel primo Avengers) o di Sokovia (Avengers – Age of Ultron). Non a caso proprio Iron Man e Captain America saranno a capo delle due fazioni che si fronteggeranno.
Per questo il lungometraggio è sicuramente di gran lunga il più profondo e il più morale tra tutti i film precedenti, senza mai perdere di vista l’azione e la commedia leggera.
Civil War è il vero e proprio seguito di The Winter Soldier, ma è molto più Avengers dei precedenti film solisti sul Capitano e rappresenta la Fase 3 della Marvel cinematografica, messa in atto dal produttore Kevin Feige .
I fratelli Russo, infatti, costruiscono l’azione attorno ad una trama più complicata del previsto, con leggere sfumature da thriller politico, non dimenticandosi mai di far riferimento agli attacchi terroristici tristemente noti negli ultimi anni.  E in tutto questo, trovano le giuste tempistiche per presentarci nuovi eroi del calibro di Spider Man e di Pantera Nera, cercando di portare lo spettatore ad agganciarsi ai futuri film da solisti dei due supereroi citati.
A differenza del fumetto, però, nel quale la Civil War era un vero e proprio punto di rottura (amicizie si spezzarono e famiglie come quella dei Fantastici Quattro si divisero), l’anno zero di una nuova era con la quale ogni personaggio si sarebbe poi dovuto confrontare, nel film questa guerra fratricida (forse più simile ad una rissa tra potenziati, ma comunque di grande efficacia scenica) dura giusto la durata della pellicola, facendoci sperare in una riconciliazione futura. Riconciliazione che, dopo l’annuncio del capitolo Infinity War, noi sappiamo essere più che necessaria.
Ancora una volta complimenti Disney, complimenti Marvel e complimenti Kevin Feige.

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