Archivio film Cinema News — 04 novembre 2013

Dopo il controverso Cloud Atlas dei fratelli Wachowski torna Tom Hanks con questo film di Paul Greengrass, regista dalla personalità risoluta visti gli impegnati Sunday Bloody Sunday e United 73. Quindi cinema autoriale e non costruito su misura per il divo, qui nei panni di un capitano costretto ad affrontare in mare aperto un’orda di pirati. Hanks è nuovamente l’uomo comune al centro di una vicenda più grande di lui. Greengrass utilizza lo stesso linguaggio para-documentaristico dei film succitati: camera a mano incollata ai personaggi e vicenda corale dove nessun personaggio soverchia l’altro.Ma quello che più colpisce del film è la resistenza dell’animo umano alla sventura.Niente effetti digitali ma la voglia di raccontare una cronistoria di un abbordaggio da parte di pirati che vogliono castigare l’Occidente a tutti i costi.
Greengrass è consapevole che la vita acquista il suo vero valore nel momento del pericolo e le emozioni che vanno dall’impotenza dell’equipaggio di Phillips alla voglia di riscatto dei sequestratori fanno scaturire una tensione drammaturgica ben connotata in senso spaziale.
“Captain Phillips” è una narrazione dove il viaggio sul mare compie un’autentica transizione che dal thriller acquatico dialoga con gli echi del Terzo Mondo nei suoi risvolti più disperati fino ad entrare in un tunnel senza né vinti e vincitori. E’ questo film con la veemenza delle sue immagini, rappresenta una cornucopia sovrabbondante di generi, giovevoli per chi dimentica che anche il thriller può essere didattico.

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