Cinema News — 17 gennaio 2013

Titolo: Cercasi amore per la fine del mondo

Stati Uniti, 2012

Regia: Lorene Scafaria

Cast: Steve Carrel, Keira Knightley, Rob Corddry, Connie Britton, Adam Brody, Martin Sheen

Durata: 101’

La fine del calendario Maya che qualcuno ha interpretato come una profezia d’Apocalisse da qualche parte ha generato isterismi e follie proprio come l’immaginario collettivo ci ha abituato. Soprattutto negli Stati Uniti l’annuncio dell’imminente fine del mondo ha fatto si che qualcuno si fosse costruito bunker antiatomici in giardino o andasse a predicare nei parchi di questa o quella salvezza divina. In Russia, addirittura, il governo ha dovuto divulgare un comunicato ufficiale che rassicurasse i cittadini che il 21 dicembre 2012 il mondo non sarebbe finito… insomma, le classiche situazioni paradossali a cui il cinema ci ha abituato e che invece si sono verificate nella realtà! Poteva la stessa industria cinematografica starsene con le mani in mano? Ovviamente no. Solo che al posto di film catastrofici su asteroidi, tsunami e invasioni spaziali che negli ultimi anni non hanno mancato di fare incetta d’incassi al botteghino, per la fine del mondo “ufficiale” è arrivata nelle sale una commedia romantica, “Cercasi amore per la fine del mondo”.

Un asteroide largo 110 chilometri è diretto verso la Terra e l’ultimo tentativo di deviarlo non è andato a buon fine. Al nostro pianeta e tutti i suoi abitanti sono rimaste solo tre settimane di vita. All’annuncio di questo countdown la moglie di Dodge fugge lasciandolo da solo. Dodge fa l’assicuratore, è una persona piuttosto solitaria e l’abbandono della moglie proprio in un momento così delicato lo getta in depressione. Quando viene a sapere dalla sua vicina di casa Penny, che si è appena lasciata con il fidanzato, che lei ha tre mesi di posta destinata a Dodge che il postino puntualmente imbucava nella cassetta sbagliata, all’uomo si riaccende una piccola speranza. Tra le molte lettere c’è anche quella della sua ex ragazza del liceo che lui ha sempre idealizzato come la donna perfetta, che chiede di poterlo rincontrare per un ultimo saluto. Speranzoso di poter passare gli ultimi giorni di vita con una persona a lui cara, Dodge decide di mettersi in viaggio per raggiungere la sua ex e porta con se anche Penny, sottraendola a una folla infuriata che sta mettendo a ferro e fuoco la città. Penny ha invece il desiderio di poter riabbracciare i suoi genitori. Per i due sarà un lungo viaggio ricco di avventure.

Scritto e diretto dall’esordiente alla regia Lorene Scafaria, apprezzata sceneggiatrice di “Nick & Nora – Tutto accadde in una notte”, “Cercasi amore per la fine del mondo” ha una serie di frecce al proprio arco davvero notevoli. Innanzitutto l’originalità della storia è una gran qualità, unire commedia e fantascienza in maniera così naturale da dar vita a un film dalla grande caratura drammatica (i personaggi sono consapevoli della loro imminente morte) ma dai toni (quasi) sempre leggeri. Il film porta in scena, soprattutto nella prima parte, una serie di gag sicuramente riuscite, come le interazioni tra Dodge e la sua colf messicana, inconsapevole dell’imminente apocalisse, oppure trovate comiche come quella del ragno e la sosta al ristorante dove tutti sono fin troppo gentili. Molto del merito della riuscita comica del film va a Steve Carrel, attore dalla grande espressività ormai abbonato al ruolo dell’uomo mediocre in cerca di riscatto dalla vita. In questo caso, paradossalmente, il riscatto ipotetico è fuggente, relegato – se raggiunto – a pochi giorni o poche ore, caratteristica che rende l’intera vicenda sicuramente anomala. A fiancheggiare Carrel – che a detta della regista è stata la sua prima scelta per il casting – c’è la versatile Keira Knightley, fortunatamente sottratta ai barbosi melò in costume che spesso e volentieri ne castrano le qualità brillanti. In modo un po’ scontato, ma forse quasi obbligato per le meccaniche narrative, la Penny interpretata dalla Knightley è l’esatto opposto di Dodge/Carrel: tanto depesso, puntuale, serio e meticoloso lui, al contrario vivace, disordinata e pronta a mettersi nei guai lei. La meccanica tra i due personaggi funziona bene, a conferma anche delle ottime scelte di casting.

Se abbiamo un tre quarti di film sicuramente riuscito, con la classica struttura da road movie che occupa tutto il secondo tempo dell’opera, a circa venti minuti dalla fine il tono cambia e “Cercasi amore per la fine del mondo” finisce per deludere proprio sui colpi di coda. L’anomala chimica da commedia leggera comincia naturalmente a incupirsi visto il countdown sempre più prossimo, ma a questo punto la Scafaria ha l’idea non proprio geniale di abbandonarsi alla commedia romantica, come se questo fosse un epilogo obbligato e in questo caso anche un po’ fuori luogo. Infarcendo il film di situazioni anche da melò con riappacificazioni paterne che sembrano un po’ intruse per la compattezza e l’economia narrativa dell’opera, il film finisce in maniera fin troppo prevedibile e stranamente votata al basso profilo piuttosto che a un vero climax.

Cercasi amore per la fine del mondo” è dunque un film gradevolissimo, che inizia in modo ottimo, prosegue in maniera soddisfacente e poi si spegne pian piano, rovinandosi proprio sulla conclusione “rosa”. Da premiare l’originalità della storia e il cast in perfetta sinergia, ma dati i presupposti si poteva fare anche qualche cosa di più.

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