Cinema News — 30 settembre 2013

TITOLO: Che strano chiamarsi Federico – Scola racconta Fellini

ANNO: 2013

DURATA: 90 minuti

GENERE: Biografico

REGIA: Ettore Scola

CAST: Giulio Forges Davanzati, Tommaso Lazotti, Maurizio De Santis, Ernesto D’Argenio

Che strano chiamarsi Federico Fellini. Che strano sapere di essere colui che ha creato stili di vita, regole di costume, miti e divi indimenticabili. Che strano essere onnipresente nell’immaginario collettivo di tutti gli italiani. Federico Fellini torna a vivere nelle parole di Ettore Scola. Un lungometraggio per ricordare il grande maestro del cinema e soprattutto per ricostruire, attraverso gli occhi di un amico di sempre, i mille volti di quest’uomo senza tempo. E’ il 1939 quando un ragazzo di provincia arriva nella capitale per bussare alle porte della storica rivista satirica ‘’Marc’Aurelio’’. Il giovane Federico è un abile disegnatore, che non fatica a farsi notare dai veterani della testata per la sua irriverente ironia. Scola conosce Fellini nella redazione del ‘’Marc’Aurelio’’ e tra i due nasce subito un profondo legame. Il regista campano accompagna Federico nelle sue avventure notturne per le strade di Roma. La Lincoln nera, sfondo di innumerevoli incontri: dalla prostituta all’artista di strada, ognuno con la propria storia. Sono proprio questi racconti umani ad animare la fantasia di Fellini ed a costituire nutrimento per la sua ispirazione. Il film non è facilmente ascrivibile ad un genere: non vuole essere un documentario e nemmeno un biopic, piuttosto è un racconto filtrato dalle parole del narratore, presente in scena come in una pièce teatrale. «Questo – dichiara Scola – non è un film che somiglia a quelli che ho già fatto e l’ho fatto perché non è un film ma neppure un documentario. Non volevo ricordare Federico a 20 anni dalla sua morte con il solito campionario di repertori. Anche chi non ha visto mai un suo film è come se lo conoscesse, vive nel mondo che lui ha fatto di tutto per rendere più vivibile e più bello». Scola porta lo studio 5 di Cinecittà sui grandi schermi, palesando la finzione cinematografica; interessante è, infatti, osservare come il film alterni ricostruzioni in bianco e nero, materiale di repertorio (selezionati dagli archivi dell’Istituto Luce e delle Teche Rai), momenti tratti dalle opere più famose (addirittura provini) ed interviste rilasciate dal regista. ‘’Che strano chiamarsi Federico’’ è un viaggio inconsueto tra ricordi, aneddoti, momenti di vita vissuta e sognata. Senza enfasi nostalgica ma piuttosto con spontanea ammirazione, Ettore Scola ripercorre episodicamente i momenti salienti della vita di Fellini, tracciandone un affresco singolare. Veniamo così a scoprire piccoli segreti del regista, le tante bugie con cui dava colore e vitalità al suo mondo, lasciandoci incantare dalla innata e spontanea creatività dell’artista. Perchè Fellini credeva che ‘’la vita è una festa’’ e che come tale andasse vissuta, attimo dopo attimo.

Francesca Bianchini

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