Cinema News — 14 agosto 2014

Titolo originale:  Coriolanus
Regia: Ralph Fiennes
Sceneggiatura: John Logan
Fotografia: Barry Ackroyd
Montaggio: Nicolas Gaster
Scenografia: Lee Gordon
Musiche: Ilan Eshkeri
Cast: Ralph Fiennes, Gerard Butler, Vanessa Redgrave, Brian Cox, Jessica Chastain,
Produzione: Gabrielle Tana, Julia Taylor-Stanley, Icon Entertainment International, BBC Films
Nazionalità:  Gran Bretagna, U.S.A, Romania
Anno: 2011
Durata: 123 minuti

 

Coriolanus si configura come una delle tragedie shakespeariane  più complesse e forse meno amate. Il protagonista infatti, una fredda macchina da guerra, è un eroe ambiguo, che pur nella sua forza e nel suo rigore morale non riesce a risultare simpatico al lettore. Coriolano, non si preoccupa di ascoltare e compiacere il suo popolo, che considera una volgare massa di inetti e pur di non abbassarsi a chiedere i suoi favori va incontro alla sventura.

Coriolanus è la prima regia cinematografica dell’attore inglese che conosce molto bene Shakespeare per averlo recitato molte volte sul palcoscenico. Ma come Coriolano anche Ralph Fiennes ha peccato di hybris (l’eccessivo orgoglio degli eroi greci che veniva punito dagli Dei) quando ha deciso di imbarcarsi in un’impresa così complessa senza la dovuta esperienza. È evidente che non basta essere un bravo attore o circondarsi di ottimi collaboratori per realizzare un film riuscito. Per esempio lo sceneggiatore John Logan, che negli anni passati ha dimostrato molta inventiva (da ricordare Hugo Cabret  di Martin Scorsese)  in questa occasione non ha aggiunto nulla di suo essendo stato fedele, anche fin troppo, al testo originale. Inoltre manca il senso generale del film, anche perché non vengono approfonditi  gli spunti più interessanti, primo fra tutti il rapporto tra potere e sovranità popolare e tutto si riduce all’ostentazione di performance attoriali, seppur rimarchevoli come quelle dello stesso Fiennes e di Vanessa Redgrave.

Uno degli aspetti più intriganti del film (oltre al legame morboso tra madre e figlio) è il rapporto tra Coriolano e Aufidio, (il nemico giurato) pregno di un sottotesto omoerotico che esiste già nell’opera shakespeariana. Coriolano fin dall’inizio sembra più interessato a scontrarsi direttamente con lui che a vincere la battaglia con i volsci. Del resto una delle più belle scene di tutto il film è quella in cui il protagonista si presenta alla corte del suo avversario implorandolo di arruolarlo nel suo esercito o di ucciderlo all’istante. Aufidio dopo aver ascoltato la sua supplica, quasi trasfigurato, risponde che non si è sentito più felice nella sua vita neanche quando ha visto per la prima volta sua moglie varcare la soglia di casa.

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