Serie TV — 23 maggio 2016
Crime+Investigation punta i riflettori sulle donne della Camorra. Dal prossimo 17 maggio e successivamente tutti i martedì, alle ore 22:55 vai in onda il nuovo docu-reality dal titolo Camorriste. Vengono raccontate le storie di mogli, figlie, madri, amanti, sorelle, cognate dei principali boss della malavita organizzata. Insomma il nuovo programma presenta il nuovo volto della criminalità al femminile, un fenomeno che sta prendendo sempre più piede soprattutto nell’ambito napoletano e del meridione. L’inchiesta di Crime+ investigation arriva a poche settimane di distanza dall’esordio di “Gomorra 2 – la serie”, e non è un caso. Infatti già raccontato hanno fatto la loro comparsa due nuove figure femminili nella saga di Gomorra. Si tratta di Scianèl (Cristina Donaddio) e di Patrizia (Cristiana Dell’Anna).

 

La prima delle due, interpretata da una grande attrice di teatro, come la Donadio, è al comando di una piazza di spaccio di Scampia e ha tra gli altri il merito di rendere visibile, nel ruolo della donna boss, un processo di cambiamento importante ormai compiuto nel mondo della camorra: il definitivo passaggio delle donne da ruoli secondari, gregari e di temporanea supplenza a quello di autonome protagoniste della scena criminale. Per farlo spesso sono costrette a mostrare molta più ferocia rispetto agli uomini, per guadagnarsi il rispetto e la credibilità. Spietata e col cuore di ghiaccio, Scianél ha nell’essere avventata il suo pregio e il suo più grande difetto.

 

Un po’ come Cristina Pinto, soprannominata “Nikita”, una delle donne raccontate nel documentario. Entrata a far parte del clan Perrella, diventa la guardia armata del capoclan, Mario Perrella, e partecipa a numerosi conflitti a fuoco. Dopo oltre vent’anni di carcere racconta in esclusiva per le telecamere del canale 118 di Sky la propria esperienza e la sua nuova vita da pescatrice.

Spesso sono proprio le vite vissute pericolosamente dai mariti che obbligano le donne ad entrare negli equilibri dei capi-clan. Anche Anna Carrino, infatti, si sposa con uno dei boss dei Casalesi, Francesco Bidognetti e si trova a doverlo sostituire alla testa del clan al momento dell’arresto. Lontana dai propri figli e sotto protezione, ha deciso di collaborare con la giustizia. Così come Antonella Madonna, moglie del boss Natale Dantese, catapultata al comando del clan dopo l’arresto del compagno nella notte di Natale. La vicinanza con un altro uomo la spinge lontana dalla famiglia Dantese che si vendicherà di lei. Alla fine decide di collaborare con la giustizia.

Camorristeè una co-produzione A+E Networks Italy, DocLab e Mediamediterranea in associazione Autentic Germania. La regia è di Paolo Colangeli, che ne è autore insieme a Vania Del Borgo, mentre la supervisione editoriale è curata da Matteo Billi. Il produttore è Marco Visalberghi.

Una miniserie che cerca di stemperare anche le polemiche seguite alla proiezione delle prime puntate di Gomorra 2, con un presunto desiderio di emulazione dei malavitosi portati sul piccolo schermo da parte dei giovani “aspiranti” boss campani e non solo. «Il taglio della trasmissione non rende eroi i camorristi» spiega Giuseppe Borrelli, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, «la ricostruzione delle vite di persone che hanno pagato un costo per le scelte fatte è interessante e vale la pena di essere conosciuta. E non dimentichiamo che la verità del camorrista viene messa a confronto con quella degli inquirenti».

#Camorriste
Crime+Investigation

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