Archivio film Cinema Eventi News — 29 novembre 2013

Cinema Trevi (Vicolo del Puttarello 25)

27-30 novembre

Fernando Di Leo, un pugliese a Roma

La Cineteca Nazionale e Minerva/Raro Video ricordano nel decennale della morte Fernando Di Leo (1932-2003), maestro ormai riconosciuto del cinema di genere. Per l’occasione viene presentata la versione definitiva del documentario di Deborah FarinaFernando Di Leo, un pugliese a Roma, proposto in anteprima (in versione ridotta) nella 14ª edizione del Festival del cinema europeo di Lecce, che ha dedicato una retrospettiva al regista. Amici e familiari compongono un ritratto inedito di Di Leo, svelando i lati meno conosciuti della sua personalità.

mercoledì 27
ore 17.00 Un cuore per odiarvi di Enzo Dell’Aquila (1962, 26’)
Storie di paese: una ragazza rimane incinta, il ragazzo si tira indietro costringendola ad abortire, i genitori vengono a saperlo per vie traverse, ma ignorano il fatto per non alimentare lo scandalo. Saggio di diploma al Csc di Dell’Aquila e prima sceneggiatura di Di Leo, il quale, prima di diventare il re del noir all’italiana, muoveva una critica alla società anni Sessanta prendendo lo spunto dal tabù del sesso.

a seguire Un posto in paradiso di Enzo Dell’Aquila e Fernando Di Leo (ep. de Gli eroi di ieri… oggi… domani, 1963, 33’)
«Ho trovato un trafiletto di Fortebraccio su “l’Unità” in cui si raccontava di un tizio che aveva fatto causa in America perché rivendicava un posto in Paradiso… si era comprato un posto in Paradiso!» (Dell’Aquila). «Credo di essere stato l’unico regista in Italia a girare un film contro il Vaticano per il commercio delle indulgenze, in I tre magnifici eroi [Gli eroi di ieri… oggi… domani, n.d.r.]» (Di Leo).

ore 18.15 Brucia ragazzo, brucia di Fernando Di Leo (1969, 91’)
«È il primo film erotico italiano sull’orgasmo femminile. Lo prova, per la prima volta in vita sua, la signora borghese Clara che, sola al mare in fine di stagione, si fa sedurre da un esperto bagnino» (Morandini). «Credo di esser e stato l’unico regista in Italia contro cui sono stati organizzati “sit-in” da parte di preti e fascisti per il film Brucia ragazzo brucia, prima e dopo l’assoluzione» (Di Leo).

giovedì 28
ore 17.00 Colpo in canna di Fernando Di Leo (1974, 92’)
«L’aereoplano sta per atterrare a Napoli e l’avvenente hostess, interpretata da Ursula Andress, è pronta ad affrontare l’avventura che la porta, con la scusa di una misteriosa lettera dell’“americano” da consegnare a un boss della criminalità organizzata, ad addentrarsi nel caledeiscopio colorato dello stravagante sottobosco dei loschi partenopei» (Antonio Guastella).

ore 19.00 Il poliziotto è marcio di Fernando Di Leo (1974, 90’)
«Domenico Malacarne è uno strano poliziotto: duro e spietato con i violenti e gli assassini, ritiene di poter accordarsi, per ricavarne un utile, con i contrabbandieri di sigarette. Ma la logica della malavita è rigorosa» (www.anica.it). «Credo di essere stato l’unico regista in Italia a parlare della corruzione delle forze dell’ordine in Il poliziotto è marcio» (Di Leo).

ore 20.45 Incontro moderato da Marco Giusti con Deborah Farina, amici e familiari di Fernando Di Leo (Rita e Giuliana Di Leo, Sergio Ammirata, Barbara Bouchet, Gianluca Curti, Gianni Garko, Galliano Juso, Gianni Macchia)

a seguire Fernando Di Leo. Un pugliese a Roma di Deborah Farina (2013, 60’ circa)
L’avventurosa vita di un playboy di provincia catapultato nei fasti della dolce vita. Rita e Giuliana Di Leo, Aris Accornero, Sergio Ammirata, Renzo Arbore, Lino Banfi, Barbara Bouchet, Pier Paolo Capponi, Gianni Garko, Galliano Juso, Gianni Macchia raccontano il loro Fernando Di Leo.
Ingresso gratuito

venerdì 29
ore 17.00 La città sconvolta: caccia spietata ai rapitori di Fernando Di Leo (1975, 94’)
«Parte come una (verbosa) variazione di Anatomia di un rapimento, e sfocia in un banale film di vendetta, che ricicla situazioni di altri lavori del regista. Ma resta curiosa l’impostazione “di sinistra”: il commissario Magrini (Caprioli), all’assistente che invoca leggi più dure contro i rapitori, obietta che questi crimini non si commetterebbero se non ci fosse chi fa i miliardi a palate» (Il Mereghetti).

ore 19.00 Madness – Vacanze per un massacro (1980, 85’)
«Il canovaccio si inserisce in un filone che risale addirittura a Ore disperate di Wyler: il delinquente che si introduce in un ambiente borghese, portando al punto di rottura le tensioni che vi covano. […] Visto che lo interpreta Joe Dallesandro, […] il personaggio si carica anche di una potenzialità erotica ambigua» (Pezzotta).

ore 21.00 Avere vent’anni di Fernando Di Leo (1978, 97’)
La libertà sessuale secondo Fernando Di Leo: due ragazze disinibite in un universo maschile che ha smarrito ogni punto di riferimento. Di Leo utilizza i corpi di Gloria Guida e Lilli Carati, nel loro pieno splendore, per scardinare quel che rimane del machismo, suggellando con il sacrificio finale questo viaggio negli inferi della sessualità.

sabato 30
ore 17.00 Milano calibro 9 di Fernando Di Leo (1972, 92’)
«Finito in carcere per rapina, una volta uscito Ugo Piazza è accusato dal suo “capo” di aver nascosto una enorme somma di denaro. Per dimostrare la propria innocenza l’uomo torna a lavorare per lui. Una serie di circostanze fanno ricadere su Piazza la responsabilità di un altro “ammanco”» (Poppi-Pecorari). Grande prova di Gastone Moschin e di una sorprendente Barbara Bouchet.

ore 19.00 Diamanti sporchi di sangue di Fernando Di Leo (1978, 110’)
Arrestato per una rapina a causa di una soffiata, Guido Mauri trascorre cinque anni in prigione, meditando la vendetta contro il suo capo, che il giorno successivo alla rapina avrebbe dovuto consegnarli 40 milioni. Ma la verità ha mille facce. Superbe interpretazioni di Vittorio Caprioli e di uno straordinario Pier Paolo Capponi, in una delle migliori caratterizzazioni del cinema italiano. Cassinelli presta il suo volto cupo e malinconico al protagonista.

ore 21.00 I padroni della città di Fernando Di Leo (1976, 98’)
«Tra i noir italiani preferiti da Tarantino (“penso che Di Leo possa considerarsi il Don Siegel italiano”). Segna anche l’incontro tra Di Leo e il mondo fassbinderiano, essendo il film scritto da Harry Bauer, nella parte di un bulletto romano. Ma il personaggio migliore è quello del piccolo gangster Napoli interpretato da Vittorio Caprioli. Ancora una guerra di mala, con due ragazzi che giocano con due potenti boss rivali per scavalcarli» (Giusti).


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