Cinema News — 19 marzo 2013

Stati Uniti, 2013

Regia: Niels Arden Oplev

Cast: Colin Farrell, Noomi Rapace, Terence Howard, Dominic Cooper, Isabelle Huppert

Genere: Thriller

Durata: 117’

Distribuzione: Lucky Red

 

 

Dopo il grande successo internazionale di “Uomini che odiano le donne”, primo film della trilogia svedese basata sui romanzi di Stieg Larsson, Niels Arden Oplev è stato a lungo corteggiato da Hollywood e mentre David Fincher si aggiudicava la regia del remake a stelle e strisce proprio del successo di Oplev, quest’ultimo era lì a valutare sceneggiature che a sua detta apparivano poco stimolanti, finché è giunto sulla sua scrivania lo script di “Dead Man Down” ad opera di J. H. Wyman, una delle menti dietro la serie tv “Fringe”.

Un thriller intrigante e ben costruito con piccoli innesti di action che vanno ad avvalorarne l’impatto sul pubblico, questo è “Dead Man Down – Il sapore della vendetta”, un film sicuramente riuscito, ottima scelta da parte di Oplev per l’esordio negli States.

Victor è uno degli uomini di fiducia del boss criminale Alphonse, che negli ultimi tempi è stato preso di mira da un misterioso killer che gli invia macabri indovinelli e gli sta decimando i componenti della sua gang. Nel frattempo Victor ha conosciuto Beatrice, una timida ragazza che vive nel palazzo di fronte al suo. Una sera i due si danno appuntamento per una cena romantica, ma Beatrice in realtà è lì per ricattare Victor: una notte ha visto dalla sua finestra il dirimpettaio mentre uccideva un uomo e ora vuole la sua collaborazione per eliminare un pirata della strada che alcuni mesi prima l’ha investita facendola rimanere sfregiata in volto, in cambio Beatrice non dirà a nessuno quello che ha fatto Victor. L’uomo, con estrema difficoltà, accetta l’accordo, ma prima deve portare a termine una vendetta che anche lui sta covando da diverso tempo.

Come può apparire evidente dalla trama, oltre che dal sottotitolo italiano, “Dead Man Down” è un film che parla di vendetta a tutto tondo, una duplice vendetta di due diverse persone che finiscono per incontrarsi, scontrarsi e collaborare proprio in ordine a questo sentimento antico e potente.

Due vendette di diverso peso ma uguale intensità, da una parte la classica sete di vendetta generata dalla perdita di qualcuno, che acceca l’ingegnere e criminale Victor per la perdita di moglie e figlio in una regolazione dei conti; dall’altra una vendetta covata e ardita da una bella estetista che si ritrova la vita stravolta e il volto rovinato per l’azione scriteriata di un autista ubriaco che l’ha resa un “mostro”, come i ragazzini del quartiere sono soliti chiamare Beatrice. Ognuno dei due protagonisti possiede i suoi buoni motivi per odiare qualcuno e desiderarne la morte, ma il destino li fa incontrare e fatalmente è proprio la loro interazione che porta a conseguenze tanto drammatiche quanto sanguinose, nonché tra i due viene a crearsi uno strano legame che ha l’odore della love story.

Oplev gestisce ottimamente il materiale narrativo a disposizione che si basa comunque su un soggetto solido e intrigante, capace di destare curiosità per gli esiti di una vicenda mai davvero scontata. Quello che colpisce è la portata moralmente scorretta che alimenta l’intera vicenda, si parla di odio e di vendetta e si rimane sempre caparbiamente coerenti con questa scelta, senza alcun tipo di edulcorazione o patetismo che spesso è caratteristica del cinema mainstream americano. In “Dead Man Down” si respira quella voglia da film di genere dal sapore squisitamente anni ’70, sporco e crudo, pur creando un sotto testo stranamente romantico che non fa altro che avvalorare questo singolare thriller/action.

Non tutto fila indolore, però, e l’espediente di sceneggiatura utilizzato per giustificare la preparazione da marine del protagonista che noi sappiamo essere un semplice ingegnere meccanico, quando arriva fa davvero sorridere (nel suo Paese d’origine la leva militare è particolarmente dura!), ma una piccolezza su cui si può sorvolare e che non incide sulla buona riuscita del film.

Ottime le scelte di casting per i due protagonisti. Una Noomi Rapace ormai sinonimo di bravura, che Oplev rivuole proprio in ricordo della memorabile performance sul set di “Uomini che odiano le donne” e che qui da vita a una donna fragile e determinata che si è vista distruggere in un attimo tutti i suoi sogni. Ad affiancarla c’è Colin Farrell, un attore che con il passare del tempo e dei film è riuscito ad acquistare credibilità e talento, fino a raggiungere una dimensione a lui particolarmente adatta nel cinema che mescola il thriller all’azione, come era già accaduto nel recente “Total Recall – Atto di forza”.

Oplev, dal canto suo, si conferma un bravo direttore di attori ed estremamente valido nel costruire tensione e gestire l’azione, senza che questa abbia mai il sopravvento nelle scene.

Una bella sorpresa, dunque, “Dead Man Down – Il sapore della vendetta”, un film solido e avvincente che una volta tanto porta il genere a scontrarsi con una storia intrigante e in parte originale, supportata da un’ottima scelta di casting.

Voto: 7,5


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