Archivio film Cinema News — 07 Aprile 2020

Che settimana funesta quella dello scorso fine marzo 2020, l’epidemia del coronavirus si è portata via artisti immensi come Lucia Bosè, Manu Dibango e Detto Mariano.

“Chi?” diranno in molti, “ah quello delle sigle delle commedie all’italiana anni 80!”, faranno poi eco quelli che credono di saperla più lunga.

Ma è impossibile ridurre la carriera artistica di Mariano alla produzione di soundtrack spensierate, seppur hanno avuto un peso specifico sul filone della tarda commedia sexy e sull’immaginario collettivo degli italiani.

Mariano Detto, questo il suo nome all’anagrafe (lo pseudonimo antepone il cognome al nome come in Cina), è stato un eclettico e fine compositore, arrangiatore, paroliere e produttore discografico, influente quanto un Piero Vivarelli nel panorama degli urlatori italiani.

La sua sagacia creativa ha lasciato un segno fortissimo all’interno del Clan di Celentano per il quale è stato arrangiatore ufficiale, lavorando su pezzi di Ricky Gianco, Don Backy, Gino Santercole, oltre che dello stesso Celentano.

Insieme a Don Backy ha scritto cose memorabili come L’immensità e Canzone, e come ringraziamento quest’ultimo gli fece causa reclamando la piena paternità dei pezzi e ovviamente perse.

Detto Mariano è stato sempre un creativo un pò invisibile, occultato dietro nomi più altisonanti, un imprevedibile camaleonte quasi mai ricordato e celebrato abbastanza.

Yuppi Du manifesto assoluto del surrealismo celentaniano ha goduto degli estrosi arrangiamenti di Detto in colonna sonora, un film che apre la musica italiana al mondo cercando mescolanze con lo swing e il musical di contestazione(anticipando persino Hair di Forman).

Mina, Lucio Battisti, Bobby Solo, Edoardo Bennato, tutti i grandi interpreti della canzone italiana hanno collaborato con Detto, persino la petulante fatina dei cartoni animati Cristina D’Avena, che oggi lo ricorda con sentita commozione.

Nella sua lunga e prolifica collaborazione con il cinema, il maestro Mariano ha generato un leitmotiv nostalgico come il tema portante di Ratataplan(straordinario esordio di Maurizio Nichetti), e il main theme romantico di Tesoromio, garbata commedia di Giulio Paradisi interpretata da Johnny Dorelli.

L’ironia dei testi spensierati per i cult comico-sexy anni 80, quasi sempre diretti da Sergio Martino, ha segnato l’immaginario collettivo di intere generazioni raccontando vizi e difetti dell’italiano medio alla Lino Banfi diviso tra moglie e amante.

“Io zucchero zu per addolcire un pò le tue sconfitte… io zucchero zu per raddrizzare le tue lance rotte..” canta una flautata voce femminile sui titoli di testa di Zucchero, miele e peperoncino, e ancora “E siamo tutti amici.. pizza, prosciutto e fichi..” sentiamo intonare sui titoli di testa di Ricchi, ricchissimi.. praticamente in mutande.

Testi ilari e ridanciani efficacissimi nel descrivere un’Italia da pochade.

Ma il top è stato raggiunto nei due apici della commedia martiniana ovvero Spaghetti a mezzanotte e Cornetti alla crema, in cui i tempi comici di Martino si sposano alla perfezione con le colonne sonore composte da Detto.

Le sue allegre partiture hanno poi accompagnato l’ingresso nel cinema italiano della nuova commedia sulla Milano da bere, firmando le soundtrack per capisaldi vanziniani come I fichissimi ed Eccezzziunale… veramente, componendo inoltre il motivo portante di W la foca, apogeo assoluto del barzelletta movie.

Negli anni 80 Detto Mariano, oltre a scrivere partiture per commedie, è stato autore della colonna sonora di uno degli esordi più folgoranti del decennio, Amore tossico di Claudio Caligari.

Penetrante composizione per fiati capace di sottolineare in modo straordinario il malessere che trasudano i fotogrammi dell’opera prima di Caligari.

Impossibile non essere grati a questo maestro mutaforme capace di adeguare il suo estro compositivo a qualsiasi genere discografico o filmico, dal melodico al beat, dalla commedia al dramma sociale, e persino nelle ultime produzioni cinematografiche a cui ha preso parte, il modestissimo L’assassino è ancora tra noi e l’ecologista C’era un castello con 40 cani, ha impresso il proprio marchio sonoro.

Detto Mariano o Mariano Detto, eclettico camaleonte musicale quanto manchi e continuerai a mancare a noi poveri piccoli italiani, che saremo capaci ditrasformare la fine di questa pandemia nel classico ritrovarsi fra tarallucci e vino… “e siamo tutti amici pizza, prosciutto e fichi l’unione fa la forza, ognuno ha la sua scorza io vivo per campare, anch’io ho il mio difetto la crisi è ormai mondiale, mettiamoci nel lettoooooooooo”.

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