Cinema News — 08 dicembre 2012

TITOLO: Di nuovo in gioco

ANNO: 2012

DURATA: 111 minuti

GENERE: Drammatico, sportivo

REGIA: Robert Lorenz

CAST: Clint Eastwood, Chelcie Ross, Ed Lauter, Amy Adams, Raymond Anthony Thomas,Clifton Guterman, Jack Gilpin, John Goodman, Robert Patrick, Bob Gunton, George Wyner, Matthew Lillard, Carla Fisher, Nathan Wright, Justin Timberlake, Matt Bush, Scott Eastwood, Chandler George Brown, Ricky Muse, Sam Collins, Tom Dreesen.

 

TRAMA: Gus Lobel è uno scout degli Atlanta Braves, squadra professionistica di baseball della Major League Baseball, nonché uno dei migliori scout di sempre. L’avanzare dell’età e dei problemi alla vista lo costringono però a farsi aiutare dalla figlia Mickey, con la quale non è mai stato in buoni rapporti, per andare in Nord Carolina ad esaminare una nuova promessa. A complicare la situazione ci sarà Johnny Flanagan, scout di una squadra avversaria che si innamora di Mickey, ma il viaggio offrirà ai due l’occasione per comprendere reciproche verità rimaste nascoste per troppo tempo.

 

RECENSIONE:

Dopo “Million dollar Baby” e “Gran Torino” con i quali ha vinto Oscar, Golden globe ed altri innumerevoli riconoscimenti Clint Eastwood torna a calcare il grande schermo come attore lasciando la regia a Robert Lorenz, suo collaboratore come produttore o assistente per molti anni. Una scelta che sembra quasi lasciar trapelare il sospetto che la regia si gli stata regalata proprio per questo sodalizio, più che per meriti particolari.

 

I film ambientati nel mondo dello sport sono tantissimi, alcuni sono divenuti dei classici indimenticabili, e il mondo del baseball non è certo rimasto inmune ma questa volta il centro dell’attenzione si sposta dai giocatori ad uno scout. Il personaggio di Gus è senza dubio classico. Un uomo sgorbutico, dalle risposte secche che predilige l’istinto alla statistica dei computer, una persona con cui è difficile avere a che fare, insomma. Al suo fianco quindi troviamo un’avvocatessa in carriera, una ragazza tanto forte e sicura di se quanto emotivamente indisponibile per il conflitto ancora in atto con il padre. Basta aggiungere un problema di salute a carico del nostro Clint Eastwood (ormai 82enne) ed ecco che troviamo una storia che non ci lascia sorprese, una trama semplice e scontata che non regala nessun colpo di scena.

 

Inizialmente per il ruolo di Mickey era stata chiamata Sandra Bullock che, purtroppo, ha dovuto rifiutare per conflitti di programazione. Una sfortuna che ha dato, forse, la possibilità ad Amy Adams, una delle attrici più ricercate del momento, di realizzare quell’unico elemento che rende frizzante e interessante il film: l’alchimia tra i due personaggi che rende la parentela quasi un legame reale ed inevitabile. Qualcosa che Orson Welles avrebbe senza dubbio apprezzato.

Da segnalare è anche la presenza di Justin Timberlake che si sta guadagnando un posto non trascurabile all’interno dello star system hollywoodiano, con interpretazioni che spazio in vari generi e con risultati tutt’altro che negativi.

 

In conclusione il film non regala emozioni particolari ma lascia ancora il sorriso sulle labbra ama il mondo dello sport e gli uomini vecchio, gli ultimi cawboy.

 

VOTO: 6.5

 

FRASE: “Perchè mi fissate? Non sono una spogliarellista!” (Gus)

 

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