Cinema News — 02 ottobre 2013

L’associazione Culturale ‘’Il Centro del Fiume’’ indice la prima edizione del festival internazionale del documentario, denominato: Documentiamoci Film Festival. Abbiamo intervistato per voi lettori di ‘’Ciao Cinema’’ Diego Protani , Presidente dell’Associazione ed ideatore del progetto.

Diego, come nasce l’idea di Documentiamoci Film Festival? Perché proprio un contest che vede come protagonista il documentario?
Questa idea nasce perché con l’ Associazione Culturale ‘’Il Centro del Fiume’’ di cui sono Presidente, ci siamo sempre interessati al cinema e da circa due anni abbiamo proiettato documentari, riscuotendo successo.
Premetto che il mio rapporto con il genere documentario nasce con l’amicizia con un grande documentarista Gianfranco Pannone. Da lì ho iniziato a studiare, nel vero senso della parola, questo genere. Quell’incontro oltre che rappresentare la nascita di una sana amicizia, mi ha aperto un mondo culturale davanti. Poi due film come ‘’Il sol dell’avvenire’’ e ‘’Latina/Littoria’’ mi hanno fatto completamente innamorare del genere.

Perché un contest sul documentario? Il documentario è l’unico modo che ci è rimasto per ‘documentare’ e fare discutere.

Spesso il documentario è associato ad un’idea ‘’realistica’’, come se fosse una mera riproduzione di quello che ci circonda. Alla luce di quello che mi hai appena detto, quale pensi possa essere il suo aspetto caratterizzante?
Rispondo partendo dalla mia esperienza personale. Perché tante cose, se oggi le conosco e ne sono a conoscenza è proprio grazie alla visione del documentario. Appunto: Documentiamoci. Il segnale è quello di non rimanere bloccati a pessimi telegiornali falsati. L’aspetto più interessante è quello di ‘scavalcare’ le notizie che ci impongono i soliti mass media. Quindi una visione del reale ma nel vero senso della parola. Il titolo del libro di Pannone con Mario Balsamo è emblematico a tal proposito: ‘’L’officina del reale’’.

Il documentario è un genere molto sottovalutato soprattutto in Italia. Pensa che il successo di ‘’Sacro Gra’’ alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia possa sensibilizzare gli spettatori?

Dico solo una cosa: Era ora! La media dei documentari prodotti in Italia arriva a 450 l’anno. Il problema non sono gli spettatori, il problema è che la comunicazione è in mano ai pochi e soliti noti. Spesso la visione bendata della cultura.

Quindi pensa che piuttosto che un problema ‘culturale’ sia la conseguenza di quello che ci viene imposto?

Senza dubbio, ci hanno abituato a guardare i cinepanettoni e i film americani, pieni di esplosioni e fuochi. Sicuramente è colpa delle produzioni, delle distribuzioni e degli inutili e fastidiosi multisala.

L’Associazione Culturale ‘’Il Centro del Fiume’’ esiste dal 2009, e sin dalla sua nascita si è fatta promotrice di molteplici eventi, tra cui ricordiamo alcune iniziative che hanno visto protagonisti tra i tanti Pino Scaccia, Mario Avigliano e Mimmo Franzinelli. Come definirebbe la sua esperienza da Presidente dell’Associazione?
Frizzante, si definiamola frizzante.
Prima ero Presidente di una Associazione ARCI, poi con un gruppo di amici abbiamo deciso di fondare ‘’Il Centro del Fiume’’. L’aspetto coinvolgente è che non progettiamo, decidiamo tutto secondo l’occasione.

Sicuramente le esperienze e gli incontri più emozionanti sono stati quelli con Enrico Gregori, com Simonetti dei New Goblin, con Franzinelli che venne da Brescia con tutta la neve… e poi Pannone, Balsamo, Gregoretti, Vicari, Avigliano. Tutte bellissime esperienze.

Tornando a Documentiamoci Film Festival, che cosa ti aspetti da questo progetto?
Mi aspetto una forte risposta di interesse non solo dai registi o aspiranti tali, ma specialmente dalla cittadinanza, e non intendo solo di Ceccano. Quella che lancio è una scommessa. Vediamo se c’è voglia di cambiare rotta, come il festival di Venezia ci ha insegnato.

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