Cinema News — 06 marzo 2013

TITOLO: “Dogma”

 

REGIA: Kevin Smith

 

ANNO: 1999

 

CAST: Linda Fiorentino, Chris Rock, Ben Affleck, Matt Damon, Alan Rickman, Jason Lee, Salma Hayek, Jason Mewes, Kevin Smith, George Carlin, Alanis Morrissette

 

Benché dopo 10 minuti diventi evidente, View Askew dichiara che questo film è, dall’inizio alla fine, una commedia surreale che non va presa sul serio. Insistere sul fatto che quanto segue sia incendiario o provocatorio significa fraintendere le nostre intenzioni ed emettere un giudizio inopportuno; emettere giudizi spetta solo e unicamente a Dio (questo vale anche per i critici cinematografici… scherziamo). Quindi, per favore, prima che pensiate che questa sciocchezza di film possa nuocere a qualcuno, ricordate: anche Dio ha un senso dell’umorismo… Prendete l’ornitorinco. Grazie e buona visione.

P.S. Porgiamo le nostre sincere scuse a tutti gli amanti dell’ornitorinco che si sono offesi per questo sconveniente commento. Noi di Asked View rispettiamo il nobile ornitorinco e non è nostra intenzione mancare in qualche modo di rispetto a questo stupido animale. Grazie ancora e buona visione.”

Così decide di accoglierci Kevin Smith nel suo fumettistico mondo di paradossi, con un’introduzione ironica e prolissa che rispetta la logorrea dell’intera pellicola.

Bartleby (Affleck) e Loki (Damon) sono due angeli caduti dal cielo che cercano di tornare in paradiso sfruttando l’indulgenza plenaria celebrata dal cardinale Ignatius Glick in onore del centenario della sua chiesa di Red Bank, in New Jersey. Una bizzarra carovana di personaggi, tra cui Bethany, l’ultima discendente di Cristo (all’inizio ignara di esserlo) cercheranno in tutti i modi di fermarli: se i due caduti riuscissero nel loro intento, dimostrerebbero la fallibilità di Dio, mettendo in discussione la legge del creato e distruggendo così l’esistenza stessa.

Scritto interamente da Smith, il percorso parallelo di superbia e redenzione è inevitabilmente tortuoso. In alcuni punti rischia di risultare un polpettone blasfemo e verboso, ma alla fine si crea un “caos creativo” che un senso ce l’ha. Sostenuto da battute irriverenti quanto irresistibili (Loki: “Questa è secoli di repressione che viene liberata… Bastava lasciarci fare qualche sega, vi pare?) il film non è altro che un susseguirsi di vignette, alcune rese memorabili grazie a sorprendenti intuizioni trash come il Golgotiano, un mostro formato dagli escrementi rilasciati dalle persone crocifisse sul Golgota; apparentemente invincibile, poi sconfitto con una spruzzatina di un semplice deodorante tascabile.

Smith si diverte a sovvertire i ruoli sacri del Cattolicesimo: l’ultima discendente lavora in una clinica per aborti ed è sterile, il 13° apostolo è stato estromesso dalla Bibbia perché nero, Dio ha le sembianze di una donna (più precisamente, della cantante Alanis Morrissette). E’ un continuo gioco di citazioni, messaggi subliminali e alternanza tra “alto” e “basso”. A far sprofondare gli sprazzi aulici e metafisici ci pensa Jay, uno dei personaggi più riusciti ed efficaci. Volgare, gretto e con la fissa del sesso, è contenuto a malapena dall’inseparabile amico “muto per scelta” Silent Bob (tradotto Zittino Bob), ruolo che Kevin Smith riserva per se stesso (i due appaiono in diverse pellicole, non tutte dirette da Smith). In un cast di amici, non poteva mancare il cameo “autoreferenziale” del protagonista di “Clerks” (Brian O’Halloran), fulminante opera prima del suddetto regista (e tuttora la più riuscita), nei panni di un malcapitato che assiste alla strage di Bartleby e Loki.

Alla fine “Dogma”, seppur imperfetto, diverte, ed essendo solo apparentemente demenziale si presta a diverse chiavi di lettura: può far riflettere strappando risate amare, o far sghignazzare per il colorito linguaggio visivo e non. Possiamo scegliere, proprio come nella religione: Dio ci ha donato o no il libero arbitrio?   

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