Archivio film Cinema News — 06 dicembre 2013

Titolo: Don Jon

Genere: Commedia

Regia: Joseph Gordon-Levitt

Cast: Joseph Gordon-Levitt, Scarlett Johansson, Julianne Moore, Brie Larson, Tony Danza

Produzione: USA, 2013

Durata: 90 minuti

Brillante esordio alla regia per l’intrigante Joseph Gordon-Levitt: con una vivace commedia, il giovane mostra subito di avere talento (o quanto meno avalla il detto “la fortuna dei principianti”).
Jon (detto “il Don” per la sua fama da rimorchiatore [non il natante! n.d.r.]) è il classico stereotipo (americano) dell’italoamericano: figura vista e rivista al cinema. Egli viene ripreso durante il suo tentativo di instaurare una relazione seria e duratura con una donna (sbagliata) – Scarlett Johansson – e nel farlo conoscerà un’altra donna (giusta) – Julianne Moore – che lo aiuterà nell’affrontare i suoi problemi, primo fra tutti la sua dipendenza dalla pornografia.
Gordon-Levitt (che oltre nella regia, si cimenta anche nella scrittura: è sua infatti la sceneggiatura) confeziona un film divertente che vuole fare della pseudoeducazione sessuale paternalistica, ma non solo: il film affronta (seppur più superficialmente) anche tematiche impegnative come i rapporti di coppia. Per essere una commedia, non cade mai nel banale nè nei cliché del genus: l’ironia fa da sottofondo all’intero film e lega perfettamente le scene. Anche il montaggio è sublime: l’uso sapiente delle musiche riesce a dare un plus al binomio immagine+suono (che normalmente dovrebbe subire un’ulteriore elaborazione per essere recepito come un pensiero o un’emozione), trasmettendo direttamente e univocamente il messaggio finale. Esempio di ciò sono le sequenze legate all’approccio delle ragazze nei locali: in pochi secondi, riesce a sintetizzare perfettamente l’intera attività notturna. Anche il sonoro merita una menzione: alcuni suoni diventano punti di riferimento.
Veniamo ora al cast: Joseph ha già abbastanza meriti a monte, quindi per la parte recitativa non si distingue particolarmente (ad eccezione delle scene di sesso, che – in generale – non sono mai nè banali nè facili: un plauso quindi per la loro riuscita in quest’opera). Scarlett è stata scelta – ovviamente – per le sue innumerevoli doti fisiche: anche lei molto brava nell’interpretare la parte e nelle scene “a due”. Personalmente, ho trovato il doppiaggio un po’ troppo cafone: certo, il suo personaggio vuole essere un po’ così, ma nondimeno mi è sembrato esagerato… urge controllare la versione originale. Julianne sempre fenomenale: era la persona giusta per questo ruolo. Una menzione particolare va a Tony Danza, perfetto padre di famiglia di origini italiane: insomma, i soliti stereotipi americani.
Per i temi trattati, si è meritato la restrizione ad un pubblico ultraquattordicenne: è probabile che la sala si riempia di spavaldi gaglioffi dalla risata facile interessati solo alla parte “pornografica” del film, ma – per fortuna – il film è molto più di questo.
In conclusione, questo lungometraggio riesce nell’intento di descrivere uno stile di vita – già bizzarro di per sé – foriero, però, di un malessere patolgico sia fisico che psicologico, fino ad arrivare ad un’immancabile happy ending (siamo pur sempre in una commedia!) risolutivo.


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