Archivio film Cinema News — 07 giugno 2018

Titolo originale: Cherchez la femme
Regia: Sou Abadi
Soggetto e sceneggiatura: Sou Abadi
Montaggio: Virginie Bruant
Musiche: Jerôme Rebotier
Cast: Félix Moati, Camélia Jordana, William Leghbil, Anne Alvaro, Pedrag Mainojlović
Produzione: The Film, France 2 Cinéma
Anno: 2017
Durata: 88 minuti
Nazionalità: Francia

Leila e Armand sono due studenti universitari, innamorati all’insaputa delle loro famiglie iraniane. I genitori del ragazzo infatti pur essendo due persone di vedute aperte (lui comunista lei femminista) scappati dall’Iran dopo la Rivoluzione islamica di Khomeini nel ’79, vorrebbero per il figlio un matrimonio combinato. Leila invece, che ha perso i genitori, vive con il fratello minorenne e quello maggiore Mahmoud che si è radicalizzato dopo un viaggio nello Yemen.
Leila e Armand hanno vinto un tirocinio a New York alle Nazioni Unite, ma Mahmoud per impedire alla sorella di partire arriva a bruciarle il passaporto e a segregarla casa. Armand, che vuole continuare a vedere Leila, per eludere la sorveglianza di Mahomoud ha la brillante idea di travestirsi da donna musulmana con il burqa. Questo escamotage narrativo è il pretesto per creare una serie di equivoci degni della migliore commedia (uno dei riferimenti espliciti è A qualcuno piace caldo). Ma la regista, nata in Iran e arrivata adolescente in Francia qualche anno prima della Rivoluzione islamica, si è anche ispirata ad alcuni episodi reali di uomini che sono scappati da una situazione pericolosa travestendosi da donna (il più famoso è quello del presidente iraniano Abolhassan Bani Sadr).
L’originalità del film sta nell’aver affrontato un tema così scottante e di attualità come quello del terrorismo, con una leggerezza mai superficiale, anche perché ad essere sinceri non c’è nulla da ridere. La storia di Leila purtroppo è quella di migliaia di donne vittime e prigioniere di un sessismo religioso da parte di padri, mariti o fratelli che impediscono loro qualunque espressione di vita, a cominciare dalla libertà di uscire di casa.
Ma in Due sotto il burqa non c’è solo questo. Sono tanti infatti i temi trattati, come l’identità culturale, il femminismo e anche la situazione sociale della Francia, che attualmente è il paese europeo più colpito dal terrorismo. Lo sfondo delle vicende infatti sono le banlieus parigine, oasi staccate dal resto della città, dove non arriva più la speranza di un futuro per i giovani (spesso mantenuti dall’assistenzialismo statale) e dove il motto Liberté Egalité Fraternité sembra solo vuota retorica.

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