Cinema News — 10 luglio 2014

Titolo originale: Edge of Tomorrow
Regia: Doug Liman
Sceneggiatura: Christopher McQuarrie, Jez Butterworth, John-Henry Butterworth
Soggetto: adattamento cinematografico della light novel All You Need Is Kill di Hiroshi Sakurazaka
Fotografia: Dion Beebe
Montaggio: James Herbert
Scenografia: Oliver Scholl
Costumi: Kate Hawley
Musiche: Christophe Beck
Cast: Tom Cruise, Emily Blunt, Brendan Gleeson, Bill Paxton, Jonas Armstrong, Tony Way, Kick Gurry, Franz Drameh, Dragomir Mrsic, Charlotte Riley, Masayoshi Haneda, Noah Taylor
Produzione: Davis Bartis, Jon Berg, Hidemi Fukuhara, Joby Harold, Jason Hoffs, Gregory Jacobs, Tom Lassally, Tim Lewis, Jeffrey Silver, Greg Silverman, Erwin Stoff, Kim H. Winther
Nazionalità: Usa, Australia
Anno: 2014
Durata: 113 minuti

Edge of Tomorrow – Senza Domani di Doug Liman è una pellicola che nasce come adattamento cinematografico della light novel di Hiroshi Sakurazaka: All You Need Is Kill.
Protagonista di questo breve romanzo illustrato giapponese, pubblicato nel dicembre 2004, è una recluta dell’UDF (Unit Defense Force) chiamata a combattere contro una misteriosa specie aliena, i Mimics, che sta annientando la razza umana.
In Edge of Tomorrow, il protagonista è William Cage (Tom Cruise), un lavativo e, diciamolo, un po’ vigliacco funzionario dell’esercito che viene inviato, contro la sua volontà, a combattere contro gli stessi Mimics di Sakurazaka.
Siamo di fronte ad un film multigenere, che risponde principalmente alle logiche del film d’azione e alle atmosfere/personaggi tipici del genere fantascienza, ma non manca di originalità. Film venato di una costante ironia, disseminato di simpatiche e per nulla scontate gag e caratterizzato da dialoghi brillanti, oltre alle consuete botte da orbi da film action, il che lo rende, senz’altro, un film piacevole anche per chi non ama particolarmente il genere azione/fantascienza.
Edge of Tomorrow si rifà al concetto di time loop, ovvero la ripetizione ciclica del medesimo arco di tempo. In questo caso, Doug Liman sembra riprendere il discorso iniziato nel 1993 da Ricomincio da Capo di Harold Ramis: assistiamo ad un progressivo miglioramento personale del protagonista attraverso la ripetizione delle stesse situazioni. Infatti, il tenente Cage è intrappolato in un ciclo temporale che, ogni qualvolta muore sul campo, lo costringe a rivivere, continuamente, la stessa giornata, in modo da affinare, di volta in volta, le proprie abilità di combattente. Gli autori, attraverso il montaggio, giocano proprio su queste continue ellissi temporali per creare svariate situazioni divertenti che allentano la tensione dell’invasione aliena sulla Terra.
Come già detto in precedenza, William Cage è un anti-eroe, inizialmente: un soldato incapace di portare a termine la propria missione, che sembra non avere alcuna possibilità di sopravvivenza, ma dotato di un’immensa dose di fortuna.
Tom Cruise ne parla in questi termini:

“ Cage era un personaggio davvero divertente da interpretare. Lavora nell’ambito militare, ma non è un soldato; rappresenta la faccia della guerra pur non essendo affatto eroico. In realtà, non è nemmeno un eroe riluttante, è un vigliacco che farebbe qualsiasi cosa pur di estraniarsi dalla lotta. E invece deve rivivere questa sanguinosa battaglia più e più volte. Ogni volta che si risveglia, ricomincia il suo peggior incubo.”

Ma William Cage non è l’unico protagonista, poiché verrà affiancato da un personaggio che di coraggio, al contrario del tenente, ne ha da vendere. Rita Vrataski (Emily Blunt) è una vera e propria eroina che diventa per Cage una sorta di mentore, di guida, poiché anche lei, prima di lui, era rimasta intrappolata nello stesso time loop. Tra i due si crea un’intensa alchimia che li vedrà rivivere, fianco a fianco, lo stesso giorno, avanzando, progressivamente, verso l’ultima battaglia, la più importante, che si svolgerà all’interno di uno dei simboli parigini: il Louvre.
Il film di Liman è costruito come un videogame, ed i due personaggi sono richiamati a rigiocare più e più volte lo stesso livello. E se si muore, si ricomincia daccapo.
Inoltre, le inquadrature panoramiche dei luoghi in cui si svolgono le battaglie, l’abbigliamento “da combattimento” indossato dalle reclute e le sembianze degli alieni riprendono, esplicitamente, le dinamiche dei videogiochi.
Inoltre, lo scenografo Oliver Scholl, il quale annovera tra i suoi credits anche Indipendence Day, permea il film di spettacolarità.
Insomma, un blockbuster che non rimane costretto nei rigidi schemi tradizionali della fantascienza, ma si colora di svariate – ed inattese – tinte, che alleggeriscono ed insaporiscono la trama.
Il produttore Jeffrey Silver conferma:

“Ho pensato che fosse la sceneggiatura in tema di combattimenti più originale che avessi mai letto.
Ho apprezzato questo modo del tutto originale di riprodurre la stessa giornata in un loop temporale, che spesso viene fuori in modo molto divertente, che considerava i valori umani più comuni, e con protagonisti dei personaggi che hanno un rapporto davvero insolito.”

Originale anche l’happy ending: quando pensiamo che tutto sia perduto, ecco disattese le nostre aspettative.
Ennesimo salto temporale. Primo piano sul ghigno compiaciuto del tenente William Cage, finalmente in veste ufficiale.
E, subito dopo, i titoli di coda.

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