Cinema News — 02 maggio 2013

Stati Uniti, 2013

Regia: Steven Soderbergh

Cast: Rooney Mara, Jude Law, Catherine Zeta-Jones, Channing Tatum

Durata: 106’

Distribuzione: M2 Pictures

Uscita nelle sale: 1 Maggio 2013

 

 

Steven Soderbergh è un regista davvero particolare. Giunge al successo con film indipendenti e da allora alterna low budget (“Full Frontal”, “Bubble”, “The Girlfriend Experience”) a grosse produzioni piene zeppe di star (la trilogia di “Ocean’s”, “Traffic”, “Intrigo a Berlino”), conservando sempre e comunque uno spirito alternativo che contraddistingue la sua mano. Circondatosi ormai da amici/attori di grande richiamo, che lavorano al minimo sindacale per lui, Soderbergh negli ultimi tempi ha collezionato una serie di pellicole dal successo e dalla qualità molto altalenante che hanno spaziato tra generi diversissimi tra loro passando con estrema naturalezza dal dramma biografico (il dittico su Ché Guevara “Che”) alla commedia (“The Informant”), toccando anche il dramma fanta-horror (“Contagion”) e l’action-movie (“Knockout – Resa dei conti”) e lo strano ibrido comedy/drama del recentissimo “Magic Mike”. Una carriera che gli sta fruttando una media di due film all’anno, malgrado lo stesso regista avesse annunciato qualche tempo fa di volersi ritirare dal mondo della regia cinematografica. E ora arriva questo suo primo titolo del 2013, “Effetti collaterali” (“Side Effects” in originale), che si presenta come nuovo salto nel mondo dei generi, un thriller dall’impronta fortemente hitchcockiana.

Martin (Channing Tatum) esce di prigione dopo quattro anni per accusa di insider trading. La sua giovane moglie Emily (Rooney Mara) l’ha aspettato ma al suo ritorno lei è cambiata; malgrado faccia di tutto per mascherarlo, la donna soffre di una profonda depressione che la porta a commettere azioni autolesioniste. Dopo essersi salvata dal tentato suicidio per essersi schiantata volontariamente con il suo SUV a grande velocità contro un muro, Emily viene affidata alle cure del dottor Banks (Jude Law). Dopo averle prescritto alcuni anti-depressivi che sembrano del tutto inefficaci, Banks decide di sottoporre Emily alla cura di un farmaco ancora sperimentale che sembra fare miracoli. Sotto anche il consiglio della sua precedente psichiatra (Catherine Zeta-Jones), la donna comincia la terapia, ma i suoi comportamenti si fanno sempre più strani, a cominciare da un’acuta forma di sonnambulismo, principale effetto collaterale del farmaco.

Soderbergh è un buon narratore, c’è poco da contestare, a maggior ragione considerando che “Effetti collaterali” è sceneggiato da Scott Z. Burns, che oltre aver firmato già lo script del miglior film di Soderbergh degli ultimi anni, “Contagion”, si è occupato anche di “The Bourne Ultimatum”. Però “Effetti collaterali” procede tra alti e bassi perché se c’è a disposizione un bel soggetto, con una storia interessante e sviluppi/colpi di scena sicuramente riusciti e in parte anche sorprendenti, di contro c’è una certa piattezza nel portare in scena questa storia. Sarà perché l’ora e tre quarti di durata forse è un po’ eccessiva per quel che c’era da raccontare, ma “Effetti collaterali” soffre di alcuni momenti di “stanca” evidentissimi, creando nell’andamento del film una sorta di schema ad elettrocardiogramma con picchi e parti morte troppo frequenti.

Soderbergh, comunque, giocando proprio con la lezione hitchcockiana, riesce a piazzare nel film quei due-tre momenti di tensione e rivelazione che sanno lasciare il segno.

Fondamentale l’apporto degli attori, con una Rooney Mara divenuta tra le più capaci della sua generazione (la ricordiamo con grande piacere anche nella versione americana di “Uomini che odiano le donne”) che qui impersona Emily, ragazza disturbata e dal comportamento ambiguo. Si fanno ricordare con piacere anche Jude law e Catherine Zeta-Jones, ormai habitué del cinema soderberghiano, mentre sembra sempre fuori posto Channing Tatum, che può risultare adatto a fare la parte del G.I. Joe nei film d’azione e lo spogliarellista in “Magic Mike”, ma quando gli affidano ruoli drammatici è credibile come un panino di plastilina.

Effetti collaterali” è quindi un thriller che procede tra alti e bassi, a un ottimo soggetto e attori (quasi) tutti capaci si contrappone una certa stanchezza nel portare avanti gli eventi, generando a tratti noia. Non imperdibile ma neanche privo d’interesse.

Voto: 6

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