Archivio film Cinema Eventi News Registi — 16 febbraio 2016

Quando si dice il tempismo delle coincidenze. Martedì 16 febbraio alle ore 20.30, presso il cineteatro “Gobetti” di San Mauro Torinese si svolgerà una serata dedicata al regista Enzo G. Castellari per il quarantennale del suo film culto Keoma (1976). E in questi giorni è nei cinema The Hateful Eight, il nuovo western di Quentin Tarantino.
Cosa lega i due registi a parte i cowboys e le sparatorie? Un vero cordone ombelicale potremo dire.Ogniqualvolta che un film di Tarantino esce in sala, il nome di Castellari ronza ossessivamente nella mente di molti cinefili, poiché il cineasta romano (classe 1938) viene venerato dall’autore di Pulp Fiction come una divinità, uno di quei maestri da cui ha imparato come maneggiare la macchina da presa e lo dimostra il fatto che oltre a citarlo sovente nelle interviste con stima e affetto, Tarantino si è ispirato a Quel maledetto treno blindato (1978) per il suo Bastardi senza gloria (2008), per sua stessa ammissione. E, se già non bastasse, in quel film Castellari interpretava un cameo nei panni di un ufficiale, nella sequenza finale, dove avviene la carneficina di nazisti nel cinema, organizzata da Brad Pitt. Il cinema bellico appunto dove Castellari ha firmato altre opere fondamentali come La battaglia d’Inghilterra (1969) uno dei primi film italiani, filmati con lo split screen, l’inquadratura multipla, non è il solo terreno fertile coltivato dal cineasta .Ricordarlo così solo per i titoli succitati sarebbe un torto, visto che la G. puntata sta per Girolami, cognome del padre Marino, che nel dopoguerra fu un autore eclettico e di solidissimo mestiere, che frequentò vari generi come la commedia e il poliziesco, portandosi sui set il figlio, che dopo la laurea in architettura e una parentesi da pugile, mise a frutto l’esperienza acquisita in generi come il western, il thriller e il poliziesco assai congeniali al suo talento registico, imponendosi con una serie di film che se da un lato rielaboravano tecniche e situazioni dei successi americani come Il braccio violento della legge di William Friedkin, dall’altro introducevano elementi ricercatissimi come vorticosi movimenti della cinepresa, montaggi adrenalinici, canzoni funky- rock come la celebre Drivin’ All Around dei fratelli De Angelis, composta per Il cittadino si ribella (1974) e recitazioni fisiche e nervose da parte dei suoi attori, primo fra tutti Franco Nero, con il quale collaborerà più volte con esiti memorabili, che hanno non soltanto reso la sua carriera più internazionale ma ne hanno costruito la personalità di regista assai influente nel cinema di genere successivo. Altri consigli da cineteca? “Vado… l’ammazzo e torno” (1967), “Il grande racket” (1976), L’ultimo squalo (1981), 1990-I guerrieri del Bronx (1982) e Tuareg-Il guerriero del deserto (1984).
L’evento di stasera è organizzato dal giornalista torinese Enrico Cocciulillo e dalla regista nonchè Event Manager Anna Cuculo.Modera Alessandro Cunsolo

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