Archivio film Attori Cinema News — 07 Settembre 2021

Una Storia di Padri e Figli quella raccontata nell’esordio registico di Viggo Mortensen, una storia di ordinaria follia nel ventre malato della middle class americana che punta alla sclerotizzazione del sistema famigliare partendo dalle radici ovvero quelle patriarcali.

Dopo il mirabile The father un altro racconto che vede protagonista un anziano affetto da demenza senile senza però l’intimismo da psicodramma di matrice teatrale che avvolgeva il film di Florian Zeller, ma con una forte propensione al simbolismo sociale nel voler rappresentare un confronto/scontro fra la vecchia America conservatrice e la nuova America liberale, partendo dal privato e allargandolo al pubblico.

Falling, che alla lettera significa cadente, lavora in modo estremo proprio sulla metafora fisiologica del corpo malato di un Padre/Padrone/Stato con frequenti rimandi ai bisogni corporali del protagonista che scatenano una ridda di battute scatologiche.

Scatologia e turpiloquio innervano gran parte dei dialoghi di questa opera scritta, sceneggiata, prodotta, musicata e diretta da Mortensen, in cui l’urgenza di vomitare i dolorosi ricordi d’infanzia (pare ci sia una buona parte di autobiografismo nel film) tende ad inficiarne il respiro narrativo e dialogico.

Un padre discutibile nel suo essere verbalmente violento e ottuso, in cui il tratteggio sgradevole della figura (interpretata con vigore da Lance Henriksen) viene pienamente restituito nella prima mezz’ora, ma il neoregista Mortensen esaspera i toni e la forma, dilata quasi fino al ridicolo la metafora sbrodolando cliché razzisti e omofobici senza nemmeno fissarli ad un solido impianto spazio-temporale, che si dispiega in una didascalica alternanza tra passato e presente.

Nei ricordi di un’infanzia segnata dal vigore machista, tra una caccia alle anatre e una cavalcata marziale, pare quasi che Mortensen cerchi una visione di frontiera alla Eastwood restando invece legato a una serie di quadri famigliari stereotipici e facilmente moralisti, contrappuntati dal macchiettismo disperato e multietnico del presente: un figlio omosessuale con compagno asiatico e due nipoti, una adolescente dark sempre sul cellulare e un ragazzino ribelle dai capelli azzurri.

Falling – Storia di un padre è un film isterico e fuorimisura in cui si percepisce il portato psicoterapeutico dell’operazione per l’autore ma finisce per risultare sul piano strettamente cinematografico un esordio fallace.

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