News — 27 maggio 2013

Stati Uniti, 2013

Regia: Justin Lin

Cast: Vin Diesel, Paul Walker, Dwayne Johnson, Michelle Rodriguez, Luke Evans, Jordana Brewster, Gina Carano, Sung Kang, Gal Gadot, Tyrese Gibson, Chris Ludacris Bridges, Elsa Pataky

Durata: 130’

Distribuzione: Universal Pictures

Nei cinema dal 22 maggio 2013

 

La storia del criminale tamarro Dominic Toretto e del poliziotto sotto copertura Brian O’Connor inizia nel 2001, quando Rob Cohen dirige una sceneggiatura di Gary Scott Thomas che si intitola “The Fast and the Furious”. 38 milioni di dollari di budget per una storia d’azione, amicizia e criminalità ambientata nel sottobosco delle corse clandestine, con l’intento di omaggiare certo cinema action anni ’70 ma con i ritmi del nuovo millennio.

Il film fu un successo inaspettato che si alimentò con il passaparola: quasi 145 furono i milioni di dollari incassati solo sul suolo americano, che diventarono oltre 200 in tutto il mondo, un successo destinato a crescere con l’home video e i passaggi televisivi, facendo di “Fast and Furious” un cult per le nuove generazioni e un nuovo punto di riferimento per il cinema d’azione, incoronando l’automobile come rinnovato feticcio. Seguirono altri due film, “2 Fast 2 Furious” (2003) e “Fast and Furious: Tokyo Drift” (2006) che però non riuscirono a ripetere il miracolo e soprattutto “Tokyo Drift”, con i suoi 63 milioni di dollari su suolo americano a monte di 85 milioni di budget, frenò definitivamente gli entusiasmi dei produttori. Però ci si rese conto che le potenzialità del franchise non erano state sfruttate ancora a pieno e, riflettendo sui propri errori, si arrivò alla semplice conclusione che la chiave del successo del primo film era il mix tra una storia dalla leggera venatura thriller, la sinergia tra personaggi nemici/amici e soprattutto lui, Vin Diesel, grande assente nel numero 2 e presente per pochi secondi in un cammeo nel 3.

Nel 2009 la Universal Pictures decise così di riprovarci e rimettere insieme la squadra del primo film, con Vin Diesel arruolato anche come produttore e “Fast and Furious: Solo parti originali” ottenne un successo enorme, addirittura maggiorato con “Fast and Furious 5”, che nel 2011 raccolse la cifra record di 625 milioni di dollari worldwide. Va da se che i produttori non potevano stare a girarsi i pollici e misero subito in cantiere un sesto e settimo episodio, con l’idea di creare una sorta di grande storyline che unisse tutti i pezzettini della saga-puzzle alla stregua della più moderna serialità televisiva.

In seguito al grande colpo a Rio De Janeiro, i membri della squadra di Toretto si sono dispersi in diverse parti del mondo per godersi il bottino fuori dalle mira della polizia. Dominic, Brian, Mia ed Elena si sono rifugiati in Spagna, dove Brian è appena diventato padre. Ma l’agente Hobbs rintraccia Toretto e gli mostra una foto che ritrae Libby, la sua ex data per morta, proponendogli un accordo: Toretto e la sua banda aiuteranno Hobbs a catturare Shaw, un ex soldato che sta compiendo una serie di rapine con l’intento di assemblare un’arma potentissima da rivendere al mercato nero, in cambio cancellerà ogni macchia dalla loro fedina penale e darà, inoltre, la possibilità proprio a Toretto di ritrovare Libby che sembra ora faccia parte proprio della banda di Shaw.

Questa è la trama di “Fast and Furious 6”, che, come si può intuire, è fortemente connessa ai due capitoli precedenti, con i quali forma un’ideale trilogia. La formula di questo sesto capitolo, infatti, tenta di unire l’impianto da crime-movie del quarto film – con relative svolte di trama che riportano in scena il personaggio di Michelle Rodriguez – più l’azione fragorosa ed esageratamente spettacolare del quinto film, con lunghissime scene al cardiopalma che fanno quasi assimilare questo “Fast and Furious 6” a uno dei moderni cinecomix. La plausibilità e il realismo, già messi in discussione in “Fast and Furious 5”, vanno completamente a farsi benedire in questo nuovo film, mostrandoci lunghi inseguimenti in autostrada tra carri armati, macchine da corsa e fuoriserie, con un dispiego scriteriato di vittime da far impallidire un film di guerra e persone che si lanciano nel vuoto in acrobazie contrarie ad ogni legge fisica neanche parlassimo di Superman. Aggiungiamo poi scazzottate che emulano combattimenti di wrestling (e non è un caso che nel cast ci sia ancora una volta Dwayne “The Rock” Johnson e, come new entry, la campionessa di MMA Gina Carano) e un lunghissimo finale che vede protagonista un immenso aereo cargo su cui (e fuori dal quale) succede davvero di tutto.

Ma se entriamo nel mood intrapreso dalla saga e spegniamo il cervello per due ore, “Fast and Furious 6” è davvero un riuscito action movie, un giocattolone adrenalinico che sancisce Vin Diesel come efficace icona del cinema action moderno e sa intrattenere con grande senso del ritmo, aprendo anche nuove prospettive per il futuro della serie con un finale bonus che farà felici i fan di un’altra icona dell’action movie contemporaneo.

Lodevole il tentativo di tenere unito il franchise con collegamenti tra più capitoli (a volte giocando anche con il senso cronologico degli stessi), colpi di scena e azzeccato sviluppo dei personaggi. In questo “Fast and Furious 6” si mette molto in gioco perché tra ritorni celebri e celebri dipartite, c’è spazio anche per new entries. Dwayne Johnson si conferma ottimo nell’interpretare Hobbs, il poliziotto dalle maniere forti che è entrato di diritto lo scorso capitolo tra i personaggi più carismatici dell’intera saga, qui affiancato da Gina Carano, campionessa di arti marziali miste già protagonista di “Kockout” di Steven Soderbergh, un buon personaggio completamente affidato alla fisicità dell’atleta/attrice che purtroppo paga pegno per una scelta di sceneggiatura riguardo le sue sorti che non ha molta logica. Ottimo Luke Evans, che per la prima volta nella saga di “Fast and Furious” da vita a un villain dalla personalità sufficientemente forte da tenere testa ai personaggi positivi.

Fast and Furious 6” comunica perfettamente anche a livello artistico il senso di gioco di squadra e di “famiglia” che risiede anche come fulcro narrativo, un film affollato di personaggi ma tutti sufficientemente gestiti per un grande spettacolo d’azione che farà felici i fan della saga e dell’action moderno. Caso più unico che raro di saga che va migliorando di capitolo in capitolo.

Voto: 7

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