Cinema Eventi News — 10 agosto 2014

Si sta svolgendo in questi giorni (6-16 Agosto)  la 67ª Edizione del Festival di Locarno con Carlo Chatrian, direttore per il secondo anno consecutivo di una festa del cinema, che ha il suo cuore nella Piazza Grande della città lacustre, grazie anche alle proiezioni sul maxischermo.

Come al solito il palinsesto è assai articolato e prima di tutto questa è l’occasione per recuperare per chi lo avesse perso a Cannes Adieu Au Langage, prima volta di Jean-Luc Godard nel 3D, ma altri pezzi da novanta del cinema europeo sfileranno in virtù della ricerca espressiva che da sempre li contraddistingue: Paul Vecchiali (Nuit blanche sur la jetèe),  Pedro Costa (Cavalo Dinheiro), il nostrano Perfidia di Bonifacio Angius (in concorso), Sils Maria di Olivier Assayas e Fidelio, l’Odyssèe de’Alice, debutto registico dell’attrice Lucie Borleteau. Non mancano gli sguardi registici provenienti da altri continenti come il filippino Lav Diaz (un fedelissimo del festival) di   From What is Before e l’americano Alex Ross Perry di Listen up Philip con Jason Schwartzman e Jonathan Pryce.
E’ prevista inoltre il 16 agosto una masterclass di Roman Polanski, che è recluso, come è noto, proprio in Svizzera.

Ma l’occasione più ghiotta pare essere la retrospettiva dedicata alla casa di produzione Titanus di Gustavo e Goffredo Lombardo, curata da Sergio M.Germani e Roberto Turigliatto con la collaborazione della Cineteca Nazionale e della Cineteca di Bologna, con titoli anche invisibili e  marginali come Il sole negli occhi (1953) di Antonio Pietrangeli, Amore mio (1964) e Malinconico autunno (1958) entrambi di Raffaello Matarazzo, Maddalena (1954) di Augusto Genina, La battaglia di Maratona (1959) di Jacques Tourneur e Bruno Vailati, Anonima Cocottes (1960) di Camillo Mastrocinque, Il tallone di Achille (1952) di Amendola e Maccari, Cronaca nera (1947) di Giorgio Bianchi e Il demonio (1963) di Brunello Rondi.

L’apertura è con Lucy, il nuovo action-thriller di Luc Besson con Scarlett Johanson, Choi-Min sik e Morgan Freeman, racconto su un’ eroina dalla facoltà mentali iperboliche in stile Marvel, capace di sgominare i malavitosi coreani, che anticipa la proiezione di un’altra produzione mainstream come Hundred- Foot Journey di Lasse Hallstrom con Helen Mirren.

Infine saranno premiati alla carriera l’attore Jean-Pierre Leaud, centro nevralgico del cinema di Francois Truffaut, Agnès Varda, moglie di Jacques Demy e regista di capolavori come Lions Love (1969) e Senza tetto né legge (1985), Garrett Brown, inventore della steady-cam, Victor Erice, autore del seminale Lo spirito dell’alveare (1973), le dive  Juliette Binoche e Mia Farrow e l’attore cosmopolita Armin-Mueller Stahl.

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