Archivio film Cinema Eventi News — 05 settembre 2017

Quando leggerete queste righe, l’edizione numero 70 del festival svizzero si sarà già svolta. Dopo l’apertura con il film Due soldati di Marco Tullio Giordana, la kermesse sul lago Maggiore diretta per la quinta volta da Carlo Chatrian e con un presidente della giuria come Olivier Assayas, ha dimostrato come sempre di non patire nessuna dittatura del conformismo insito nel cinema odierno.Ci teniamo a precisare questo, perché il palinsesto ha dato filo da torcere al resto della concorrenza festivaliera , inanellando una sequenza di visioni su cui torneremo nei prossimi mesi: Lucky di John Carroll Lynch che riunisce sulla scena David Lynch (solo omonimia con il regista) ed Harry Dean Stanton in uno spaccato di provincia di struggente malinconia, La telenovela errante del caro estinto Raul Ruiz, completato dalla vedova Valeria Sarmiento , Mrs. Fango di Wang Bing, Atomica bionda di David Leitch, monumento action con musica technopop e concessioni al lesbismo per la statuaria Charlize Theron, una retrospettiva completa su Jacques Tourneur, scambiato inizialmente per artigiano del b-movie per il produttore Val Lewton e poi riabilitato criticamente come autore sopraffino per film come Il bacio della pantera e Le catene della colpa, il restauro di Grandeur et décadence d’un petit commerce de cinema del monacale Jean-Luc Godard, Lola Pater di Nadir Mokméche con una metamorfica  Fanny Ardant, l’amore interrazziale di The Big Sick di Michael Showalter, Good Time di Ben e Joshua Safdie con un irresisitibile Robert Pattinson, Laissez browser led cadavres di Bruno Forzani ed Héléne Cattet fra videoarte e cinema di genere, Le venerable W. ovvero il buddismo per Barbet Schroeder, l’odissea grottesca on the road di  Easy-un viaggio facile facile di Andrea Magnani, il corto d’autore firmato Marco Bellocchio ossia Per una rosa , il sentimentalismo cine-letterario di Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini e il fantascientifico What Happened to Monday? con Noomi Rapace.  Titoli sparsi fra le sezioni concorso (cineasta del presente), fuori concorso, cortometraggi e dedicate alla ricerca come Signs of Life. I direttori di festival sono selettivi, scelgono gli aspetti più attraenti del futuro proprio e  mutatis mutandis la loro retropia è la nostalgia non solo come  sentimento di perdita e spaesamento ma anche come storia d’amore con la propria fantasia visuale.

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