Archivio film News Serie TV — 11 aprile 2017

Titolo originale: Feud – Bette and Joan

Regia: Ryan Murphy, Gwyneth Horder-Payton, Helen Hunt, Liza Johnson, Tim Minear.

Soggetto e sceneggiatura: Ryan Murphy, Jeff Cohen, Michael Zam, Tim Minear, Gina Welch

Montaggio: Andrew Groves, Chi Yoon Chung, Adam Penn

Musiche: Mac Quayle

Cast: Susan Sarandon , Jessica Lange, Alfred Molina, Stanley Tucci, Catherine Zeta – Jones, Kathy Bates, Judy Davis, Jackie Hoffman, Alison Wright, Sarah Paulson.

Produzione: Jaffe Cohen, Renee Tab, Michael Zam, Jessica Lange, Susan Sarandon.

Anno: 2017 – in produzione

Durata: 45 minuti circa (ciascun episodio)

Nazionalità: USA

Rete: FX

Hollywood, anni Sessanta. È il momento d’oro di Marlon Brando, di Jack Lemmon, di Shirley McClaine, di Anthony Perkins e della coppia formata da Doris Day e Rock Hudson ma anche della morte di Marilyn Monroe e si può dire a gran voce che la “fabbrica dei sogni” per eccellenza stia vivendo uno dei suoi periodi di massimo splendore. Eppure nonostante le “nuove leve” tra gli studios delle più importanti majors si aggirano alla ricerca di un nuovo ruolo e di un rinnovato momento gloria due attrici che hanno fatto grande la Storia del Cinema: Joan Crawford e Bette Davis. Queste ultime dopo aver raggiunto tra gli anni Quaranta e Cinquanta l’apice del successo sembrano aver tristemente intrapreso l’inesorabile “viale del tramonto”. Nessuno più offre loro ruoli interessanti e di un certo calibro. Così, è necessario far qualcosa. A questo pensa Joan Crawford che da sé trova il libro di “Che fine ha fatto Baby Jane?” di Henry Farrell e decide di farne un film. Ed è ancora lei a decidere chi sarà la sua antagonista e co-protagonista: la sua acerrima nemica Bette Davis.

Ed è proprio da qui che Ryan Murphy dà inizio al suo show televisivo suddiviso in otto puntate al vetriolo. Il regista (lo stesso della serie tv American Horror Story e American Crime Story) servendosi e avvalendosi della collaborazione di gran parte del gotha del cinema hollywoodiano contemporaneo come, ad esempio, Jessica Lange e Susan Sarandon (nei rispettivi ruoli di Joan Crawford e Bette Davis oltre ad essere anche produttrici), Alfred Molina (Robert Aldrich), Stanley Tucci (Jack L. Warner), Sarah Paulson (Geraldine Page), Kathy Bates (Joan Blondell) e Catherine Zeta – Jones (Olivia de Havilland) ricrea con una fedeltà impressionante le pesanti e, allo stesso tempo, magiche atmosfere della Hollywood targata anni Sessanta. In particolar modo, il regista (grazie anche a una sceneggiatura impeccabile e fulminante) riesce senza piaggeria né forzature né tantomeno manierismi a ricreare un ritratto fedele delle due attrici protagoniste magistralmente interpretate dalla Lange e dalla Sarandon. A quest’ultima, però, va un plauso tutto particolare per essere riuscita a (ri)dar vita a una somigliantissima Bette Davis non solo fisicamente ma anche nei gesti, nella postura, nella voce, negli atteggiamenti del corpo e in quel modo così speciale di sgranare gli occhi. Inoltre, toglie il fiato quando – attraverso un sottile richiamo a una scena di “Viale del tramonto” di Billy Wilder – la vediamo presentarsi sul set vestita da Baby Jane. Chapeau. I brividi sono palpabili.

Questo è il racconto di un film attraverso la sua storia e la storia delle protagoniste inserite in un contesto fatto di lustrini e paillettes eppure estremamente reale, faticoso e fondato sulla disillusione e l’inganno. Ogni particolare non è mai lasciato al caso dalla meraviglia dei titoli di testa (in perfetto stile anni Sessanta strizzando un poco l’occhio alla scena onirica tutta colorata di “Vertigo” di Alfred Hitchcock) ai costumi passando per la ricostruzione degli ambienti. Il cast è stellare ma assolutamente perfetto e Molina assieme a Stanley Tucci meritano un sonoro applauso.

Chi non ha ancora visto la serie con Brad Pitt nelle vesti di produttore esecutivo e che la rete FX negli Usa trasmette a partire dallo scorso 5 marzo, non può proprio perderlo: anche perché è doveroso scoprire “Che fine ha fatto Baby Jane?”

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