Archivio film Cinema News — 10 gennaio 2017

Titolo originale: Florence Foster Jenkins
Regia: Stephen Frears
Sceneggiatura: Nicholas Martin
Fotografia: Danny Cohen
Montaggio: Valerio Bonelli
Musica: Alexandre Desplat
Cast: Meryl Streep, Hugh Grant, Simon Helberg
Produttore: Michael Kuhn, Tracy Seaward
Origine: GB, Francia 2016
Durata: 110’

Stephen Frears è uno dei registi britannici più autorevoli nel panorama cinematografico odierno, basti ricordare tra gli ormai innumerevoli film che portano la sua firma, autentici gioielli come Le relazioni pericolose (1988), Mary Reilly (1996) e The Queen (2006). Con Florence realizza – dopo Marguerite (2015) di Giannoli – la seconda riduzione per lo schermo della biografia di Florence Foster Jenkins, incredibile storia di un’ereditiera newyorkese il cui sogno fu quello di diventare cantante lirica, a dispetto delle sue molto limitate qualità canore. Per questa nuova trasposizione delle gesta della stramba Florence, Stephen Frears chiama a sé quel mostro sacro dal nome di Meryl Streep, le cui doti attoriali non hanno certo necessità di spiegazione, e il bravissimo Hugh Grant, che in questa pellicola ha modo di estraniarsi per un momento dai clichè classici dei personaggi per i quali è conosciuto ai più. Coadiuvata dall’attore teatrale fallito nonché consorte St. Clair Bayfield – interpretato proprio da Grant – la protagonista recluta il pianista texano Cosmè McMoon e, con la benedizione nientedimeno che di Arturo Toscanini in persona, riesce a esordire nel mondo della musica lirica tra l’incredulità e lo stupore generale. In mezzo alla grottesca girandola di situazioni che si verrà a creare, hanno spazio le corruzioni a fin di bene da parte del marito-manager verso il pubblico e i giornalisti, l’iniziale diffidenza di McMoon che si tramuterà in vera e propria devozione verso la sua cantante, i tradimenti calcolati di Bayfield e la malattia di Florence ereditata dall’ex marito. Gran finale con il concerto organizzato alla Carnegie Hall, passato alla storia per la sua grandiosità a metà strada tra successo e flop assoluto. Nei panni della bizzarra melomane, Meryl Streep è ancora una volta sublime nella sua grandiosità di attrice-cantante, occultando per l’occasione la sua intonazione musicale per dar spazio agli striduli gorgheggi della folle ereditiera; Hugh Grant dà forma ad un istrionico quanto compassionevole marito-manager, figura distante ma non troppo dalle precedenti interpretazioni dell’attore inglese, che per l’occasione riesce a far ricredere i suoi detrattori sfoderando tutta la sua bravura ed ecletticità. Film biografico travestito da commedia d’altri tempi, Florence scorre liscio fino all’inevitabile finale tra risate, follia e commozione: Frears, magistrale come il suo cast, chiude in bellezza mostrandoci in diapositiva i veri protagonisti della storia appena raccontata.

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