Cinema News — 19 settembre 2013

TITOLO: Frances Ha

ANNO: 2012

DURATA: 86 minuti

GENERE: Commedia

REGIA: Noah Baumbach

CAST: Greta Gerwig, Mickey Sumner, Adam Driver, Michael Esper

Frances (Greta Gerwig) ha 27 anni e vive a New York. Frances non ha un vero e proprio lavoro e nemmeno un fidanzato (si definisce ‘’undateable’’). Ha solo due ‘precarie’ certezze nella vita: l’amore per la sua amica Sophie (Mickey Sumner) e la passione per la danza. Quando Sophie decide di lasciare l’appartamento condiviso a Brooklyn per trasferirsi a Tribeca e trova un compagno, Frances vede vacillare il suo equilibrio. E’ l’inizio del suo nomadismo fisico ed emotivo. Momenti di frustrazione e genuina gioia accompagneranno il viaggio della protagonista alla ricerca di una propria identità.

Quando per la prima volta mi hanno parlato di Frances Ha, non ho resistito dalla curiosità e sono corsa a vederlo. Ho subito pensato – forse perché mi era piaciuto ‘’Greenberg’’ o forse più probabilmente perché sono nella stessa fase di Frances- che ne sarebbe valsa la pena. Effettivamente il mio intuito non sbagliava.
Il regista Noah Baumbach racconta in 90 minuti l’evoluzione di una ragazza che deve accogliere le responsabilità dell’età adulta lasciandosi alle spalle la spensieratezza della tardo adolescenza.
Frances, interpretata da Greta Gerwig (anche co-sceneggiatrice), e’ una stravagante New Yorker dall’aria bohemienne che vive in un microcosmo tutto suo. Frances è in continuo movimento senza andare però da nessuna parte. Ha una vita instabile, come dimostrano i suoi diversi indirizzi di casa, sempre provvisori, ed il suo insensato week end a Parigi. Sono proprio i vari appartamenti in cui si trasferisce a scandire i capitoli in cui il film è diviso.
Goffa e sopra le righe, questo è un personaggio a cui ci si affeziona, e lo spettatore spera sin dall’inzio del film in una sua emancipazione. Anche noi ci perdiamo per le vie della città, condividiamo le sue amicizie passeggere, ci affezioniamo alla sua famiglia di Sacramento, sorridendo e provando compassione per i comportamenti anticonvenzionali di questa eroina incompiuta.
Il plot è incentrato sul rapporto di amicizia che lega la ragazza a Sophie, un’amicizia che ha il sapore di una commedia romantica. La Gerwing ripete ‘’We’re the same person but with different hair’’ e ci tiene a precisare che ‘’we’re like a lesbian couple that doesn’t have sex anymore’’. Sarà proprio il distacco tra le due a segnare il punto di svolta. Frances è ossessionata dalla sua irrisolutezza e cerca negli altri risposte e certezze che solo lei sarebbe in grado di darsi. Nonostante prenda consapevolezza che l’ottimismo ed il sorriso non pagano il conto, non riesce ad allontanare da sè quell’aria innocente e spensierata. Come quando corre per Manhattan a passo di danza accompagnata da ‘’Modern Love’’ di David Bowie oppure quando lasciandosi alle spalle la famiglia a Sacramento, sorride come una adolescente a cui finalmente hanno dato il permesso di fare tardi il sabato sera.
Una scelta di stile importante è stata quella di girare il film in bianco e nero. La pellicola vive in una dimensione di atemporalità: Frances potrebbe essere una ragazza di qualsiasi epoca e le sue avventure potrebbero avvenire tanto di giorno quanto di notte. Non c’è uno sviluppo narrativo nel senso comune del termine; le strade di New York e gli spostamenti della protagonista segnano il tempo della storia.
Baumbach, con questa pellicola indipendente, rende omaggio ai grandi maestri della Nouvelle Vague francese ed inevitabile è il confronto con l’Annie Hall di Woody Allen.
Frances ha è una commedia urbana divertente e leggera, mai superficiale; un ritratto umano e veritiero di una giovane donna cresciuta e che non vuole crescere.

VOTO: 8

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.