Archivio film Cinema News — 26 marzo 2014

Titolo: Fruitvale Station
Regia: Ryan Coogler
Soggetto: Ryan Coogler
Sceneggiatura: Ryan Coogler
Cast: Michael B. Jordan, Melonie Diaz, Kevin Durand, Chad Michael Murray
Fotografia: Rachel Morrison
Montaggio: Claudia Castello, Michael P. Shawver
Scenografia: Hannah Beachler
Musiche: Ludwig Goransson
Produzione: Forest Whitaker, Nina Yang Bongiovi
Distribuzione: Wider Distribuzione
Nazionalità: USA
Anno: 2014
Durata: 85 minuti

La pellicola è il primo lungometraggio del giovane regista Ryan Coogler, racconta i fatti accaduti la notte di capodanno del primo gennaio 2009.
Oscar Grant è un ragazzo padre, lavora in un supermercato per permettersi l’affitto e le rette scolastiche di sua figlia. Ogni tanto arrotonda con piccoli spacci di droga, e questo sembra avergli già causato, in passato, qualche problema con la giustizia. Oscar, infatti, è già stato condannato due volte per i suoi traffici illegali ed è stato punito con la galera solo un paio di anni prima. Il protagonista, però, nonostante il licenziamento sul lavoro, vuole chiudere con il proprio passato, impegnandosi per riuscire ad elevarsi, e proprio la notte di capodanno pare aver trovato un aggancio per riuscire ad avere un lavoro dignitoso e soprattutto legale. Quello che Oscar non sa, è che quelle saranno le sue ultime ore di vita.

Il regista era laureando in arti cinematografiche quando Grant venne assassinato dalla polizia di Oakland per una breve rissa sulla metropolitana e dopo essersi documentato a dovere prende la decisione di girare un film dedicato ad Oscar Grant. La morte del giovane ragazzo divenne, infatti, un caso mediatico, perché l’accaduto venne filmato da molti passeggeri della metro che denunciarono l’operato della polizia e i loro metodi brutali.
Coogler nel 2011 riesce ad ottenere l’interesse della casa di produzione dell’attore premio oscar Forest Whitaker, e comincia così il lavoro di pre-produzione.
Viene scelto l’attore Michael B. Jordan – evidenti le somiglianze fisiche con Oscar Grant – per vestire i panni del giovano ragazzo di colore, affiancato da una capace Melonie Diaz (Assassination Of High School President di Brett Simon), ed entrambi ricevono delle nomination a diversi festival del cinema.
A stravincere, però, è il film stesso, che ottiene (meritatamente) il Premio Avenir per il Miglior Film di debutto al Festival di Cannes, i premi della giuria e del pubblico al Sundance Film Festival, e ancora il Miglior film d’esordio agli Independent Spirit Awards, che si sono svolti pochi giorni fa, al primo di marzo.
Ryan Coogler è stato evidentemente toccato dalla storia di Oscar, e per tutto il film si evince un forte senso di affetto nei riguardi del protagonista. Aveva dichiarato, infatti, che voleva che la gente conoscesse meglio questo ragazzo, che simpatizzasse con lui, così, una volta arrivata la tragedia, non sarebbe stato come leggerlo sui giornali, ma sarebbe stato come perdere davvero qualcuno che si è conosciuto, e che si parla non di un trafiletto di cronaca, ma di un essere umano con una sua storia.

Il regista riesce benissimo nell’intento di toccare i nostri cuori e di farci legare col protagonista, ma anche l’ottima performance dell’attore principale, Michael B. Jordan, è efficace. E’ quindi anche merito di quest’ultimo se finito il film si ha voglia di raccontare l’ingiustizia subita da questo giovane ragazzo ventiduenne di Oakland.


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