Cinema News — 19 febbraio 2013

Stati Uniti, 2013

Regia: Ruben Fleischer

Cast: Sean Penn, Josh Brolin, Ryan Gosling, Emma Stone, Robert Patrick, Giovanni Ribisi, Nick Nolte, Michael Pena, Anthony Mackie, Mireille Enos

Durata: 113’

I gansters tornano periodicamente… al cinema. Prima fu il grande cinema classico noir/gangsteristico di e alla Howard Hawks, poi fu il magnifico cinema della new Hollywood che tra gli anni ’70 e ’80 contraddistinse registi come Francis Ford Coppola, Martin Scorsese e Brian De Palma e più recentemente Tarantino ha rilanciato il filone aggiornandolo alle ambientazioni moderne e fondendolo al pulp. In mezzo e dopo, tutta una serie di pellicole varie tra loro che negli ultimissimi anni hanno toccato da diverse nazionalità apici qualitativi con gli apprezzabilissimi e settantiani “American Gangster” di Ridley Scott, “Nemico Pubblico N.1” di Jean-Francois Richet e, per la tv, la nostrana serie in due stagioni “Romanzo criminale” di Stefano Sollima. Insomma un filone che sembra sempre attivo e pronto a tornare, cosa che puntualmente accade anche in questo inizio 2013 con il sorprendente “Gangster Squad” di Ruben Fleischer che, grazie a un cast pieno di star, porta il gangster movie a un livello successivo, fondendo il filone anni ’80 con il pulp più moderno.

Los Angeles,1949. L’ex pugile Micky Cohen (Sean Penn) sta mettendo sotto scacco la città grazie alla sua rete di traffici illeciti che vanno dalla droga alla prostituzione. Il boss della malavita si è esteso su tutta la città a macchia d’olio e chiunque lo teme, dai piccoli criminali alla polizia. Solo il detective John O’Mara (Josh Brolin), reduce di guerra e quasi padre, non teme Cohen e cerca in tutti i modi di mettergli i bastoni tra le ruote. Il capitano della polizia Bill Parker (Nick Nolte), decide allora di affidare a O’Mara il compito di formare una squadra che riesca a distruggere l’impero criminale di Cohen. Tra la squadra anti-gangster di O’Mara e il boss di Los Angeles sarà guerra all’ultimo sangue.

Prendendo ispirazione dall’omonimo romanzo di Paul Liberman, che a sua volta si rifaceva alla vera storia del pugile ebreo e boss della malavita Micky Cohen, “Gangster Squad” riesce con efficacia dove aveva fallito Michael Mann con “Nemico Pubblico”, ovvero innovare il filone e riuscire a donare alla vicenda un ritmo sempre alto che tenga desto l’interesse dello spettatore. Ruben Fleischer, che viene dal cinema d’intrattenimento come “Benvenuti a Zombieland”, rimane fedele al suo credo e confeziona un film avvincente e pieno di ritmo, che in primis vuole essere divertente e spettacolare. Ci troviamo di fronte a un film di genere che vuole catturare un target più vasto possibile, dai ragazzi ai nostalgici dei film di Scorsese e De Palma, e per far ciò contamina storie e personaggi del cinema anni ‘80 (che a sua volta veniva da Hawks e Corman) con il linguaggio del pulp: dunque personaggi borderline, tanta violenza gratuita che in più di un’occasione sfocia nello splatter e scene d’azione spettacolari che vanno dalle rese dei conti hardboiled a frenetici inseguimenti su strada. Il risultato è un fumettone dannatamente divertente che però potrebbe far storcere il naso a chi sperava in un film serio e drammatico.

Narrativamente parlando, il film diretto da Fleischer e scritto dal televisivo Will Beall non è assolutamente nulla di nuovo, dal momento che si pone quasi come remake non ufficiale di “Gli Intoccabili” (1987) di Brian De Palma, da cui prende completamente la costruzione della storia. Un gruppo di uomini di legge decide di sfidare un boss della malavita locale (lì era Al Capone, interpretato da Robert De Niro), combattendolo con i suoi stessi discutibili metodi criminali. Un vera e propria sfida tra cattivi e buoni che giocano a fare i cattivi, con descrizione dell’ascesa e declino di un criminale carismatico e i sacrifici inevitabili tra le fila degli uomini di legge. Il racconto di questa sfida funziona, ma a rendere il film ancor più riuscito è la descrizione dei personaggi principali e secondari, legati con doppio nodo allo stereotipo del gangster movie. Fleischer utilizza tipologie riconoscibili allo spettatore per legarlo maggiormente a loro e permettergli di entrare nella storia più facilmente, ma la formula vincente è che i personaggi, per quanto stereotipati, non sono mai banali. C’è l’uomo di legge tutto di un pezzo (John O’Mara, interpretato da un efficace e granitico Josh Brolin) che rappresenta il prototipo del duro da vecchia Hollywood, che però ha seri problemi a capire il confine tra bene e male; il suo alter-ego è un cattivo particolarmente complesso, l’ex pugile Micky Cohen che è riuscito a riscattare se stesso da un passato di povertà e stenti diventando il signore di Los Angeles, un magnifico e imbruttito Sean Penn che ha una particolare poetica su cos’è il male. A loro si aggiungono la femme fatale doppiogiochista interpretata da una sempre affascinante Emma Stone, il suo amante e braccio destro di O’Mara interpretato da un efficace Ryan Gosling e poi c’à la “squadra”, composta da Giovanni Ribisi, Michael Pena, Anthony Mackie e Robert Patrick, il migliore del lotto, che da corpo a un burbero e infallibile pistolero da far west.

Gangster Squad” è una delle sorprese di questo inizio 2013, un film divertente e stiloso nel suo voler mescolare vintage e moderno, un gangster movie decisamente diverso dal solito. Consigliatissimo!

In occasione dell’uscita del film “Gangster Squad” è partito un concorso dal nome “Nessun distintivo”, una grafic novel on line che permette ai partecipanti di vincere un soggiorno per due persone a Los Angeles. Per partecipare basta andare al sito http://www.nessundistintivo.it/ .

Voto: 8

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