Archivio film Cinema News — 06 luglio 2017

 

E’ nata una polemica sui social all’uscita del film Get Out – Scappa di Jordan Peele, alcuni che hanno visto il film sostengono che la pellicola non sia per niente horror e ne sono rimasti molto delusi. Il film è classificato come horror ma in sé conserva altri generi come il thriller e, in alcuni casi, anche il fantastico. Non è mia intenzione demolire Get Out, anzi, tutt’altro. E’ vero, essendo una produzione della Blumhouse, la casa madre di Insidious e Paranormal Activity, ci si poteva aspettare tanti salti dalla poltrona, suspense da capogiro, adrenalina a mille come di consuetudine. Diciamo che i tipici salti che sono ormai diventati un marchio di fabbrica della Blumhouse ci sono ma sono molto pochi. Pochissimi.

Effettivamente non bastano pochi salti a catalogare la pellicola come horror… ma andiamo con ordine. La pellicola dello statunitense Jordan Peele, alle prese per la prima volta con un lungo, mostra una coppia di adolescenti, lui di colore (Daniel Kaluuya) e lei bianca (Allison Williams). Lei vuole far conoscere ai suoi il suo nuovo ragazzo, lui ha timore perché la ragazza ha omesso loro il fatto che sia nero. Teme che i genitori della fanciulla non la prendano bene. Sarà così?

Il trailer lascia intendere che il ragazzo sarà perseguitato per il fatto che è di colore.

Il genere potrebbe avvicinarsi al thriller stile La notte del giudizio, che non dimentichiamoci è della Blumhouse, anche se, cercherò di dimostrare che Get Out è proprio horror a tutti gli effetti.

Prima di tutto perché è un assemblaggio ben riuscito di (attenzione semi-spoiler) The Wickerman, di Anthony Shaffer e di L’isola degli zombi di Victor Halperin.

Vi sembra che stia esagerando?

Un attimo di pazienza. Di The Wickerman il film Get Out prende la tematica della predestinazione. Si sceglie una vittima inconsapevole, si cerca di stringere con essa un legame affettivo e poi come niente fosse la si sacrifica in modo orripilante.

Ora passiamo alle tematiche zombi. Per avere maggiore conferma di quello che sto per dirvi si dovrebbe chiedere a un critico cinematografico che di zombi ne sa parecchio, Francesco Lomuscio che con il suo libro Zombi. Oltre 900 titolo per non riposare entra a piene mani nelle tematiche zombi anche in film apparentemente insospettabili, come Il Corvo e Venerdì 13.

Preciso nel dire che nel film Get Out – Scappa di morti viventi non ce ne sono, però c’è un elemento molto importante e affine al film di Halperin che fa in modo che la tematica zombi sia presente.

L’elemento chiave è la schiavitù.

(Attenzione spoiler) In Scappa infatti le persone di colore vengono lobotomizzate affinché lavorino come schiavi, in Halperin gli zombi sono essi stessi schiavi, usati per i lavori più duri. In entrambi i film ci sono individui manovrati dal volere di qualcun altro. Cosa c’è di più orrorifico che assoggettare un altro uomo perché ha il colore diverso della pelle? Quindi alle tematiche zombi si uniscono anche le tematiche di denuncia contro il razzismo e l’uso improprio della scienza, ed è qui che subentra il fantastico. Scienziati pazzi che vogliono manipolare il cervello delle persone attraverso il controllo mentale, mad doctors che vogliono trasformare l’essere umano in cavia da laboratorio, (elementi avvicinabili a certi nazi movie), senza contare le scene con i crani aperti e qualche schizzo di sangue. E’ vero, se pensavamo a uno splatter o a un film stile Insidious potevamo rimanere delusi, però non possiamo negare che gli elementi per definirlo una pellicola horror ci siano tutti.

Azzeccata anche l’idea di unire elementi legati all’immaginario di Black Mirror, il telefilm distopico che punta il dito contro un utilizzo insano della tecnologia. In primis l’attore Daniel Kaluuya, protagonista di Scappa è il personaggio indimenticabile di 15 milioni di celebrità., uno degli sconvolgenti episodi della serie. Poi nel film di Jordan Peele, Kaluuya sarà immobilizzato ad una sedia, obbligato a vedere immagini ipnotiche sullo schermo televisivo, anche questo chiaro riferimento alla fiction, e infine vedremo la co-protagonsita Allison Williams utilizzare, per le sue peripezie informatiche, il motore di ricerca Bing. Bing è un chiaro riferimento a Black Mirror perché è così che si chiamava il personaggio interpretato da Kaluuya.
E questi sono solo alcuni dei temi interessanti in un film che a prima vista potrebbe sembrare scontato ma che in fin dei conti proprio non lo è.

Presenti anche colpi di scena. Cosa si po’ volere di più.

Per chi non l’avesse ancora, consiglio davvero di andarlo a vedere… potrà non piacere ma non lascerà indifferenti. Tematiche contro il razzismo, scienziati pazzi, colpi di scena… Mi congedo con un mega spoiler. Nel film i poliziotti cosiddetti bianchi, sono cattivi. Alla fine, dopo un massacro, il protagonista si riesce a salvare ma in lontananza arriva una pattuglia della polizia. Se dalla macchina fosse uscito un poliziotto bianco il protagonista probabilmente sarebbe stato un uomo morto, e lì ci sarebbe stata una citazione plateale a Romero. In “La notte dei morti viventi” infatti cosa succede al protagonista di colore?

Invece per fortuna in Scappa dall’auto non uscirà un bianco.
Ecco… Scappa non è per niente innocuo…

Semplicemente è un horror… come piace a noi.

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