Archivio film Cinema News — 23 settembre 2015

Titolo originale: Goodnight mommy – Ich she, Ich seh

Regia: Severin Fiala, Veronika Franz

Fotografia: Martin Gschlacht

Musiche: Olga Neuwirth

Cast: Susanne Wuest, Elias Schwarz, Lukas Schwarz

Durata: 99 min.

Nazionalità: Austria

Anno: 2015

In provincia di Vienna, in una casa di campagna, troviamo due giovani gemelli, di pressappoco nove anni, che ridono e giocano tra di loro a nascondino, immersi in un paesaggio bucolico, composto di laghi cristallini, verdeggianti foreste e misteriose caverne. La trama prende forma poco dopo, quando la loro mamma torna da un’operazione chirurgica a seguito di un incidente, e sembra cambiata non solo nelle sembianze, in quanto i due bambini non possono vederle il viso perché completamente ricoperto da garze, ma anche nell’animo e nei modi di fare. Da quel momento in poi, il comportamento dei due giovani austriaci si farà sempre più ostile nei confronti di questa “mamma” misteriosa, tornata dall’operazione.

Veronika Franz, moglie, sceneggiatrice e assistente alla regia di Ulrich Seidl – che conosciamo per il suo famoso “Canicola” uscito nel 2001 – dimostra di avere le stesse capacità del marito e la stessa passione per il crudo ed il provocatorio.
Il debutto alla regia della Franz (con la co-partecipazione di Severin Fiale) è senz’altro uno dei film più interessanti del 2015. La sceneggiatrice austriaca, infatti, mette in scena un’opera ricca di sviluppi, mai banale e con un’ottima costruzione di tensione narrativa.
La chirurgia estetica alla quale viene sottoposta la madre dei due gemelli è un’ottima trovata per tenere incollati gli spettatori allo schermo e una tanto ottima quanto originale idea per far apparire ciò che in realtà nulla è come appare. E’ attorno a questo punto che il film si dipana con una sempre crescente tensione verso un climax finale ben escogitato. Chi è quella donna costantemente nervosa che è tornata a casa? Come mai parla ad uno solo dei due gemelli, dimenticandosi totalmente del secondo?
La preoccupazione cresce con la certezza, sempre più fondata da parte dei protagonisti, che quella non è la loro madre, ma un qualche genere d’impostore che l’ha sostituita.
Ad aumentare la suspense ci pensa la location, scelta azzeccata per un horror psicologico di questa portata, che però serve ai due giovani protagonisti, più a loro agio nella natura che in casa propria, a venire a capo del geniale inganno. Quando però, lo sguardo dei gemelli rivela progressivamente una diabolicità sempre più marcata, allora forse capiamo di essere stati ingannati a nostra volta e che Veronika Franz è una sceneggiatrice tanto abile quanto precisa e spietata.
Va certamente rilevato, però, che nonostante ci sia del buono sia nella regia che nella sceneggiatura, il film è fondato sulla stessa idea di base che si trovava nel film di Charles e Thomas Guard “The Uninvited”, generoso remake di “Two Sisters”di Ji-woon Kim, e che quindi nonostante gran parte del film sia ben congeniato e originale, l’idea ultima riprende quella di un’altra pellicola. Nonostante tutto, malizia a parte, il film rimane una piacevole sorpresa che ci indica una nuova abile sceneggiatrice da tenere d’occhio negli anni futuri.

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