Cinema News — 24 novembre 2012

TITOLO: GUMMO

 

ANNO: 1997, USA

 

DURATA: 89 min.

 

GENERE: Grottesco

 

REGIA: Harmony Korine.

 

CAST: Jacob Reynolds, Nick Sutton, Harmony Korine, Jacob Sewell, Linda Manz.

 

TRAMA: Gummo non ha alcuna trama.

 

RECENSIONE: E’ passato un tornado. Persone morte, adulti morti, ragazzi morti, anziani morti. Orfani ovunque. Fine anni Novanta. Xenia città. Xenia degrado. Xenia inferno e paradiso. -La recensione potrebbe finire qui-

Questò è Gummo, film indipendente dell’allora ventiquattrenne Harmony Korine, sceneggiatore di Kids (1994) e di Ken Park (2002). Un esordio in regia affascinante e indimenticabile, un prodotto non raro ma unico nella sua fastidiosa originalità.

GUMMO è il nome del tornado (che nome buffo!) che ha fatto sprofondare Xenia, la più estrema delle province dell’Ohio, nella più spaventosa abiezione. Gummo è depravato e intossicante. Gummo sono Tummler e Solomon che sniffano colla e uccidono gatti per venderli al primo ristorante cinese.

Xenia CITTA’.

Gummo è un padre che fa prostituire la figlia ritardata.

Xenia DEGRADO.

Gummo è alienazione. E’ uno scarno ragazzino con orecchie da coniglio che piscia sulle macchine da un ponte, suona una fisarmonica a giocattolo, corre sullo skate.

Gummo è irritante anticomunicazione. E’ un’icona, un fotogramma, uno scarabocchio, un sogno, un incubo. Gummo sono i bestemmiatori del terzo girone infernale che mostrano il dito medio all’angelica Beatrice.

Xenia INFERNO e PARADISO.

Gummo sono puzzolenti bevitori di birra che pisciano sulla costituzione americana. Gummo è black metal e musica pop: è Burzum e Madonna.

Gummo è un film al quale è impossibile dare un voto: sarebbe semplicemente inutile valutarlo su scala. Gummo è S.V., è un’esperienza personale.

E’ l’ odi-et-amo catulliano.

Gummo è tutto ciò che ogni benpensante del belpaese non vorrebbe mai scoprire.

 

VOTO: S.V.

 

LA FRASE: Bisogna lavorare per vivere, anche per avere due soldi. L’unica via d’uscita è il suicidio, fuggire da questa vita. Io volevo suicidarmi, cioé, c’ho provato ma non ce l’ho fatta. Non ci capisco più un cazzo. 

Alessandro Gionta

(1) Reader Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.