Archivio film Cinema News — 18 settembre 2014

Titolo: Heartless
Regia: Philip Ridley Sceneggiatura: Philip Ridley
Fotografia: Matt Gray
Montaggio: Paul Knight, Chris Gill
Scenografia: Ricky Eyres
Costumi: Jo Thomson
Musiche: David Julyan Interpreti: Jim Sturgess, Clemence Poesy, Noel Clarke, Luke Treadaway, Eddie Marsan, Timothy Spall
Produzione: Matador Pictures, CrossDay Productions
Distribuzione: Lionsgate
Durata: 114 minuti
Nazionalità: Gran Bretagna
Anno: 2009

Jamie è un ragazzo di venticinque anni che vive il disagio della perdita del padre subita in tenera età e ha una voglia a forma di cuore sul viso che lo mette a disagio di fronte al mondo.
Ogni giorno è vittima di scherno e ogni giorno si sente l’ultimo degli ultimi.
In più è perseguitato da orribili visioni di demoni e nel suo quartiere da qualche giorno dei teppisti ammazzano le persone. Lui identifica nei teppisti la figura del demonio. Deciso a tutto pur di cancellare la voglia che ha sul volto fa un patto col demonio per essere un ragazzo ‘normale’. Il patto purtroppo gli costerà caro.

Film godibile, tra il thriller e l’horror, a sfondo metropolitano in cui la piaga del teppismo è analizzata a fondo, con quasi dovizia antropologica. La magica Londra viene raccontata dalla periferia, come un dramma americano in cui le vittime senza pietà sono straziate in una morsa ineluttabile dai predatori.
La relazione pecorella smarrita contro Satana è calzante, la trama è anche originale, seppur il protagonista sia belloccio e molto giovane il film non sfocia mai nella pellicola per teen ager, anzi dà riflessioni molto audaci e ben riuscite sul rapporto padre e figlio e il finale addirittura strappa la lacrima dal viso dello spettatore più scafato.

Pellicola davvero imperdibile dove l’horror non è solo un assalto agli occhi ma è quasi di contorno. La vera storia è il disagio che vive il nostro eroe, non tanto il sangue che a volte sgorga tiepido da qualche arma da taglio.
Gli omicidi sono efferati ma non li vediamo mai fino in fondo, il diavolo non ha le corna ma è un comune uomo che ha una mano bruciata.
La morte e la disperazione sono dietro l’angolo

Bellissima anche la fotografia in cui Londra sembra un città in degrado, abbandonata da Dio e da qualsiasi forma di pietà e pace.
Purtroppo qualche buco di sceneggiatura c’è, si dà troppa arbitrarietà alla mente dello spettatore che deve scegliere lui stesso cosa sta vedendo, cioè capire dove termina quello che vuole dire il regista e dove inizia invece il punto di vista soggettivo. Un po’ come dire: ‘quest’opera è a libera interpretazione, sta a voi darne il significato’. Un po’ va bene, ma non totalmente, si ha come l’impressione che manchi qualcosa, che i conti non tornino.
Comunque a somme fatte la pellicola è apprezzabile ed è nuova, e tra questo marasma di già visto, di remake e sequel, il risultato è ottimo.

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