Cinema — 26 aprile 2016
Oggi sul grande schermo Lui è tornato, il lungometraggio satirico tratto dal romanzo bestseller di Timur Vermes che narra di un Adolf Hitler trapiantato nella moderna Germania.
Il regista David Wnedt ha scelto l’attore italo-tedesco Olivier Masucci per il ruolo del Führer settanta anni dopo la sua morte. Un grande interpretazione e trasformazione quella di Masucci. “Ha reso un’interpretazione molto particolare di Hitler. Mi faceva ridere, ma allo stesso tempo lo trovavo sbalorditivo. Ho pensato che questa ricchezza di sfaccettature fosse estremamente importante per il ruolo” ha infatti dichiarato il regista.
Il film, che non è un adattamento cinematografico del romanzo, cerca di rendere il senso del libro.
Hitler, giunto nell’odierna Germania governata da “una donna rozza con il carisma di un salice piangente”, crede siano passati solo pochi giorni dalla fine della guerra. Dopo aver incontrato un aspirante regista in disgrazia, inizia con questi un tour della Germania per intervistare il popolo e conoscere l’opinione pubblica sulla condizione del Paese. Hitler subisce uno choc iniziale, ma successivamente riesce ad adattarsi e addirittura diviene il volto fisso di una nota trasmissione televisiva. Dovrà affrontare l’incontro con la tecnologia, i selfie con i turisti alla Porta di Brandeburgo, la televisione. Politicamente si schiererà con i verdi prima d’imbattersi in Pegida, il movimento neonazista. Le sue idee riceveranno anche un discreto consenso da parte dei tedeschi. Una vera rivoluzione quella del nuovo Führer.
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