Cinema News — 28 febbraio 2014

Titolo: Homefront
Regia: Gary Fleder
Soggetto: Chuck Logan (romanzo)
Sceneggiatura: Sylvester Stallone
Cast: Jason Statham, James Franco, Winona Ryder, Clancy Brown
Fotografia: Theo van de Sande
Montaggio: Padrai McKinley
Scenografia: Greg Berry
Musiche: Mark Isham
Produzione: Nu Image, Millenium Films
Distribuzione: Millenium Films
Nazionalità: USA
Anno: 2013
Durata: 100 min.

Phil Broker (Jason Statham) è un ex agente Dea, che ritiratosi dal servizio dopo una missione andata storta, si trasferisce con sua figlia in un piccolo paesino dell’Alabama. Il suo obbiettivo: cambiare vita e proteggere la sua famiglia da eventuali ritorsioni. Quello che Broker non sa, è che nella tranquilla cittadina nella quale si trasferiscono, tutto è sotto il giogo della violento Gator (James Franco), che non ci mette molto a prendere di mira il protagonista e sua figlia. L’ex agente non si lascerà intimorire e per il bene proprio e dei suoi cari rispolvererà le armi nascoste sotto il letto.

La sceneggiatura, tratta dall’omonimo romanzo, fu scritta diversi anni fa da Sylvester Stallone e vedeva lo sceneggiatore stesso come protagonista del film, ma l’idea venne poi abbandonata per l’età del divo hollywoodiano.
È stata riportata in auge soltanto l’anno scorso grazie a Jason Statham e venne modificata leggermente per il nuovo attore.
Gary Fleder non è certo un regista alle prime armi, dopo successi come Il Collezionista, Don’t Say a Word e l’intrigante La Giuria, sa come trattare il genere action movie e come gestire un cast di attori di una certa levatura. Il solito schema narrativo – il buono in cerca di pace e tranquillità, viene inesorabilmente trascinato nel marcio dai burberi cattivi, a quel punto si arrabbia e riprese le vecchie abitudini, li stende tutti – funziona bene. Statham si è ormai ritagliato quella parte di cinema che una volta era esclusiva di attori come Stallone, Schwarzenegger, Van Damme e Seagal, riportando in auge un genere che si era un po’ perso nell’ultimo decennio, quello della “sana violenza”. Un picchia duro, a volte, risolve le giornate più difficili, regalandoci qualche sorriso e qualche momento di stupore durante le scene d’azione.
In questo caso il film scorre bene nell’arco di un’ora e mezza, Franco e Statham lavorano entrambi dignitosamente, regalandoci un paio di duelli a colpi di occhiatacce stile western americano. Le scene d’azione sono congeniali alle capacità degli attori, e le riprese funzionali al fine della tecnica di combattimento. Il film è consigliato a chi vuole godersi una leggera ora e mezza di azione ben diretta, con una trama non impegnativa e un lieto fine.
Dopo i due Expendables, nei quali Stallone già consacrava il più giovane Jason Statham come suo degno secondo, qui percepiamo la voglia dello sceneggiatore di passare il testimone al suo prediletto, cucendogli addosso la parte perfetta per lui. Faccia cinica, fisico scolpito, tecniche di combattimenti letali, e occhi da cucciolone, rimangono il segreto del continuo successo di Statham, che, ormai possiamo dirlo, si è già conquistato una grossa fetta dei fan di Hollywood.

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