Cinema News — 21 dicembre 2012

Italia, 2012

Regia: Enrico Lando

Cast: Francesco Mandelli, Fabrizio Biggio, Miriam Giovanelli, Teo Teocoli, Giammarco Tognazzi

Durata: 100’

 

Dato l’enorme e francamente inaspettato successo del film “I soliti idioti”, tratto dalla sketch comedy trasmessa da MTV Italia a partire dal 2009, la Taodue di Pietro Valsecchi è partita in gran fretta per dare un seguito al film che ha per protagonisti Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio. Un istant sequel che cavalchi il successo del film precedente, con la scommessa, stavolta, di mietere incassi al botteghino nel periodo di Natale, ormai orfano del caratteristico cinepanettone.

La formula, ovviamente, è la stessa del film precedente, ovvero portare sul grande schermo gli sketch e i personaggi della serie tv calcando il pedale sul politicamente scorretto e su scurrilità varie, con il pretesto – perché di pretesto si tratta – di fornire un ritratto più o meno sociologicamente pertinente del peggio dell’Italia odierna. In confronto al film dello scorso anno, “I 2 soliti idioti” guadagna in compattezza narrativa e look più prettamente cinematografico. Se, infatti, “I soliti idioti – Il film” era malamente costruito nella sua frammentarietà narrativa che forzava nella story-line principale altri mini episodi con altri personaggi della serie, in “I 2 soliti idioti” si abbandona la struttura episodica per fornire un’unica storia (sempre quella del padre Ruggero e il figlio Gianluca), all’interno della quale compaiono in forma di cammeo altri personaggi, però quasi sempre ben amalgamati. Inoltre, anche l’aspetto fin troppo televisivo del primo film viene “corretto” in un sequel formalmente più vicino a un film da sala, con una maggiore cura per fotografia, trucco e scenografie, elementi resi possibili dall’inevitabile lievitamento del budget a disposizione.

I 2 soliti idioti” comincia proprio lì dove il film precedente era finito, con Ruggero e suo figlio Gianluca diretti verso la chiesa dove deve svolgersi il matrimonio del ragazzo, anche se un duo di improbabili mafiosi russi sono alle loro calcagna. Da qui, svolta la cerimonia tra mille difficoltà, Ruggero si ritrova perseguitato dalla Guardia di Finanza per la sua totale devozione all’evasione fiscale, così è costretto a nascondersi a casa di Gianluca con la sua giovane e procace badante. Ovviamente la convivenza di padre e figlio con Fabiana, la neo sposa di Gianluca, causerà seri problemi alla stabilità della coppia.

Il nuovo film del duo comico Mandelli/Biggio è fortemente targettizzato: il pubblico di riferimento è chiaramente quello di MTV e del cinema ai tempi del web, dunque giovane (molto giovane) e preferibilmente modaiolo. Su questo dato il film diretto da Enrico Lando premette un’onesta dichiarazione d’intenti a cominciare dalla cornice metafilmica che di tanto in tanto torna ad intervallare il film: sui titoli di testa scritti in sms-ese con abbondanza di –k e smiley, ci sono un gruppo di giovanotti in scooter, vestiti alla moda (capitanati proprio da Biggio e Mandelli), che sulle note dei Club Dogo prendono d’assalto un multiplex della catena UCI per andare a vedere “I 2 soliti idioti”. Questi giovanotti sono proprio la caricatura del pubblico ideale del film, parlata gergale (milanese, in questo caso) con vocabolario limitatissimo (“minchia” e “figa” come termini predominanti), carnagione marroncina ad indicare un uso massiccio di lampada, berretto e occhiali da sole in sala, ragazzetta da pomiciata a portata di lingua e totale disattenzione per quello che stanno guardando sullo schermo (compreso tentativo di guardare un altro film in streaming sull’i-phone durante la proiezione!). Ritratto preciso e ponderato di una generazione che gli stessi autori del film guardano con occhio palesemente critico, mirato a un’aperta e precisa presa per i fondelli.

Purtroppo, escludendo appunto il target di riferimento, il film risulta per lo più sciocco e tedioso per lo spettatore medio. Non sono di certo il soggetto e la sceneggiatura (tra l’altro spesso improvvisata sul set di giorno in giorno, a detta degli stessi realizzatori) a colpire in questo film e comunque non è questo che si chiede da “I soliti idioti”! Piuttosto si punta alle gag e quindi alla risata, ma parte un paio di occasioni senz’altro riuscite, per lo più affidate al personaggio di Ruggero – tra cui la risaputa ma efficace gag della badante che di nome fa Perla e di cognome (d’arte) Madonna, con le conseguenze verbali che questo può comportare – gran parte del film non fa ridere. L’umorismo de “I 2 soliti idioti”, così come nel film precedente, è un accumulo di parolacce: “Dai cazzo!”, “Chi te se n’cula”, mortacci qua e mortacci là, figa su e figa giù, fino alla citazione da “Karate Kid” “prendilo in culo, mettilo in culo” (con movimento rotatorio degli avambracci a imitare “metti la cera, togli la cera”). La risata dovrebbe scaturire da questo, oltre che da “altissimi” momenti a base di peti come nella fiction all’interno del film “Poliziotti scoreggioni”, in cui si parodizzano i vari “R.I.S.” e “Distretto di polizia” a suon di scoregge, appunto. Poi c’è uno spingere sul politicamente scorretto che a volte diventa talmente eccessivo da risultare quasi di cattivo gusto, come nella gag dei “pirati della strada”, che non fa sorridere minimamente. Le gag sono, dunque, ripetitive, per lo più scatologiche e votate esclusivamente a scurrilità varie, inoltre la durata eccessiva del film (100 minuti i poco più) contribuisce a renderlo anche noiosetto.

La bravura, anche recitativa, di Biggio e Mandelli non si discute, contornati dalla bellissima Miriam Giovanelli (vista di recente in “Dracula 3D”), da un Teo Teocoli che a detta dei realizzatori dovrebbe essere un riferimento al premier Mario Monti e da Giammarco Tognazzi in un cammeo. Però se non si hanno 16 anni e non si è già fan della serie tv, mi sembra davvero difficile divertirsi con questi film.

Il finale aperto con demenziale svolta fantascientifica urla un “I soliti idioti 3”.

Minkia boh!

Roberto Giacomelli

 

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