Archivio film Cinema News — 23 Dicembre 2016

Regia: Fabio BOBBIO
Cast: Samuele Bogni e Matteo Turri
Sceneggiatura: Fabio BOBBIO
Fotografia: Stefano GIOVANNINI
Suono in presa diretta: Manuel PARADISO e Simone OLIVERO
Musiche: Ramon MORO e Paolo SPACCAMONTI
Montaggio: Fabio Bobbio
Produzione: Strani Film in collaborazione con Officina Film con il sostegno di Piemonte Doc Film Fund.
Prodotto da: Fabio e Paolo CAVENAGHI, Mirko LOCATELLI, Giuditta TARANTELLI
Distribuito da: Strani Film in collaborazione con Mariposa Cinematografica
Anno: 2016
Durata: 89’

Riconoscimenti e premi: Vision du Réel (Nyon, Swisse)/ Regard Neuf
ShorTS Film Festival/ Premio della critica SNCCI e Miglior Produzione AGPCI
Cinemed (France)/ Compétition Documentaires

Il ricordo dell’adolescenza e la voglia di evasione, non solo dalla realtà costruita ed artefatta che ci controlla in maniera inesorabile con i suoi ritmi serrati, le sue regole dispotiche ed insensate ma anche il desiderio di allontanarsi dalla realtà del cinema italiano degli ultimi decenni che ha preferito porre la propria attenzione sugl’interessi commerciali e personali e non sulla sensibilità e sull’intelligenza creativa, hanno trasformato l’opera prima di Fabio Bobbio in un film iconico, universale.

L’abbandonando delle prassi e delle convenzioni e l’assenza di una struttura filmica predefinita oltre ad essere il frutto di un’esigenza è anche chiaramente derivante dalla formazione di Bobbio che nasce come montatore e che per la prima volta si approccia alla regia. Questa sana mancanza di confidenza con le consuetudini cinematografiche insieme all’anticonformismo dei produttori hanno aiutato il film a svincolarsi da alcuni cliché tipici dei film di formazione ed a trasformarsi in un piccolo compendio poetico.

La storia semplice e assoluta, che rievoca alcuni dei tratti stilistici della filmografia classica, a partire dagli echi fantascientifici fino ad arrivare all’abbozzo delle dinamiche tipiche del western, è costruita e ritmata soprattutto dal montaggio che in maniera razionale ha intessuto le ambiguità e le contraddittorietà dell’adolescenza e dell’eternità infantile restituendoci l’immagine di un mondo complesso dove il gioco e la spregiudicatezza sono costantemente minacciati dall’incombere dell’età adulta. Peccato forse non aver indugiato di più sull’aspetto selvatico e primitivo della natura e soprattutto sul suo contrasto con quegli elementi artificiali e prepotenti che caratterizzano l’urbanità e che come i vizi, le preoccupazioni e le regole dell’età adulta corrompono ed abbruttiscono il bagliore dell’infanzia e della prima adolescenza.

La splendida fotografia di Stefano Giovannini che in modo ampio e preciso cattura le immagini della natura di quello che Bobbio definisce “uno strano Canavese” uno “stato mentale” anticipa e disegna la storia innalzandola e conferendogli dei toni nostalgici e delicati.
Anche le meravigliose musiche di Ramon Moro e Paolo Spaccamonti, riescono non solo a rievocare nella mente il nebuloso mondo del ricordo, la forza della paura all’alba del cambiamento e l’afosa pesantezza della noia, ma, come epifaniche e sublimi suggestioni sonore, tracciano il filo dei pensieri dei due protagonisti facendoli emergere e donandogli una consistenza sensibile.

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